Sono una blogger in copy left da molti anni e mi piace impegnare parte del mio tempo nel giornalismo partecipativo, usando il cestino-come mezzo- per raccogliere quelle piccole e preziose cronache di vita, spesso sotto traccia.
Oggi, 21 10 2010, nella tarda mattinata ho ricevuto nuovamente
l’account da Facebook, che mi apparteneva. E’ una grande occasione per
esprimere tutta la mia soddisfazione personale e collettiva, di chi mi
ha sostenuta e condivisa. E’ un giorno Nostro. Grazie Reset-Italia,
grazie alle Amiche e agli Amici di Facebook. Grazie a chi ama la
Libertà, sempre, e lo espone in chiaro.
Grazie Agoravox
Di seguito la mail del Team Facebook.
Ciao Doriana,
Il tuo account è stato sospeso poiché hai caricato una foto che
violava la Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità di Facebook.
Tale contenuto è stato rimosso dal sito.
Dopo aver riesaminato la tua situazione, abbiamo deciso di riattivare
il tuo account, a cui ora puoi accedere nuovamente. Per motivi tecnici e
di sicurezza, Facebook non può fornirti una descrizione o una copia dei
contenuti rimossi.
Ti preghiamo di leggere le linee guida riportate di seguito per
evitare che il tuo account personale venga nuovamente disabilitato in
futuro.
• Non pubblicare immagini di nudo e altri contenuti grafici sessualmente espliciti.
• Rimuovi tutte le foto di questo tipo che hai caricato sul sito.
• Non usare il sito per molestare gli altri o per contattare persone
che non conosci. Non ti è consentito inviare richieste di amicizia
indesiderate o messaggi a persone che non conosci.
Per maggiori informazioni sui comportamenti vietati da Facebook,
leggi la Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità, a cui puoi
accedere cliccando sul link “Condizioni” in basso a qualsiasi pagina di
Facebook.
Ci scusiamo per qualsiasi inconveniente e apprezziamo la tua collaborazione d’ora in avanti.
Sono perplessa, anche se ringrazio la Redazione, dei tempi di questa pubblicazione dopo nove giorni.
Di certo e invariato c’è solo un fatto, che ho perso l’account su
Facebook, come migliaia di voci che sono gravemente lesive..., senza
avere una risposta dal Team FB, malgrado le decine di mail che ho
inviato con la richiesta di riattivazione e ammettendo che sicuramente
avevo reso la mia "attività" troppo invadente...io. La cronaca viene
superata da sè stessa di ora in ora, con violenza manifesta o
strisciante. In cambio si chiede di manifestare,
nonviolentementetuttoattaccato.
Essere disarmati, non significa niente, a quanto pare. Ci sono, e non solo virtualmente, non tacita con gli Accordi.Ringrazio le centinaia di persone che mi hanno dato un segno di solidarietà e di affetto, pur senza essere un’iscritta all’Ordine Imbavagliato.
Mi piace lavorare...si mi era piaciuto il mio lavoro e un film che vidi in anteprima a Roma, al cinema Quattrofontane con la regista Francesca Comencini e gli attori, molti non professionisti. non erano comparse e neanche figuranti, il pubblico presente che applaudì e pose le sue domande. C’ero anche io, stavo dentro a un periodo di mobbing, dopo 30 anni di banca, trascorsi in borsa, come consulente finanziaria. Ho frequentato per un anno l’Asl di Ponte Milvio a Roma per il disagio lavorativo, mi sono sottoposta per 3 giornate al Policlinico di Roma Neuropsichiatria, con altri lavoratori e lavoratrici, provenienti da totalmente diverse tra loro realtà lavorative e anagrafiche. Una volta ancora, ho capito quanto sia importante, sapere e conoscere e trovare amicizia. Non feci causa, malgrado ne avessi il diritto e possibilità dopo anni di ottenere un riconoscimento economico. Conservo ancora l’invalidità civile, anche per questo passaggio, ottenuto dall’Asl della provincia in cui vivo adesso. Se non per due volte, anni fa, non ho avuto mai l’opportunità di usare psicofamaci. La cura migliore per me, fu usufruire, data l’età e il servizio, dell’esodo volontario dall’azienda. Non è opportunità possibile per il 95% di chi è colpito da mobbing e ne è consapevole. Già questo è una conquista, capire sapere...Hanno messo in conto tutto, Anche chi ricorre e vince, Stato compreso...amministrato da chi? E chi ha acconsentito, tutto questo? Gatta Mammona? E il lavoro è una domanda alla Pari con l’offerta? Io scrivo comunico denuncio, posso farlo da anni, perchè sono una garantita oggi pensionata, rimane tutto il resto ...non portate perfavore esempi europei, fanno male...a noi che siamo Unici a ricorrere solo alla Protezione della Chiesa. I conti li ho fatti e continuo a farli. Sempre a disposizione per condividere.
C’ E’ UNA MODA, UNA TENDENZA... CHE SFILA PER LA PRIMA VOLTA A ROMA IL 25 SETTEMBRE CONTRO LA VIVISEZIONE, NON FA NOTIZIA...GRAZIE PREGO.
Prima Manifesta Azione Nazionale contro la Vivisezione a Roma il 25 settembre
I Media? Non ne sanno niente. Facciamo conto che gli
hanno messo la museruola, oltre il bavaglio. Facciamo conto che a 52
europarlamentari italiani hanno messo un burka e hanno firmato, sotto
tortura, la direttiva della Vergogna Europea, a Bruxelles. Diamocela noi
una mano e anche 4 zampe a diffondere la notizia, a fare comunicazione:
le news ci vengono scaraventate addosso, a migliaia…possiamo dedicare
almeno pochi minuti “anche” a questa?
Oggi ci sarò
e saremo in tanti, sarà poi La solita Conta delle bestie in Piazza.
Sostenete gli animali, chi vive in gabbia, chi è acciuffato come fosse
un criminale e si sperimenta la sua sofferenza.
Vi mando l’ appello di un bambino che ho trovato
navigando di notte…un video vero e a qualcuno darà fastidio, perchè dice
“… vi ammazzo…così proverete anche voi cos’è soffrire, gli animali sono
come noi , animali che piangono per il dolore forte…”. Non è andato a squola militare,
guarda internet e il mondo che ha intorno. Da fare paura anche e
sopratutto ad un animale, acchiappato ingabbiato torturato. Un mondo
dove si è persa la semplicità istintiva della caccia e raccolta,
d’Amore. Vi aspettiamo, anche se piove, Euro Governo Ladro.
Non ho volutamente fatto riferimento ad altre esecuzioni, con pietre e
cappi in altre parti del mondo. Ma è un FATTO questo santo ipocrita
silenzio della nostra stampa che chiede a gran voce di GUARDARE e
SOSTENERE ANNO ZERO. Fedeli utenti e teledipendenti compresi. E ancora “Che differenza c’è, mi chiedo, tra la lapidazione e quello che accade
qui?”, ha detto Elena Coccia, l’avvocato di Teresa Buonocore nel
processo.
Il cammino della violenza continua… http://www.ilpost.it/2010/09/21/omicidio-teresa-buonocore-napoli/
Dall’Ansa
che ho riportato come link: “…Così, a meno di improbabili sorprese
dell’ultimo momento, questa sera, notte in Italia, il boia metterà fine
alla sua esistenza, iniettandole in vena una soluzione letale. Una
brutta storia che si sta concludendo qui negli States, in un clima di
sostanziale indifferenza. Il suo caso è stato rilanciato ieri dalle
parole di Ahmadinejad, che ha voluto paragonare la sua vicenda a quella
di Sakineh. Tuttavia, il dibattito s’è spento immediatamente.Ieri il New
York Times dedica la sua prima pagina ai tanti problemi di Obama, tra i
gay in divisa e l’economia che non tira. E lo stesso Washington Post,
parla di Teresa nelle pagine dedicate alla cronaca locale. Su internet
però si lotta ancora per salvarla. Oltre agli appelli di Amnesty
International, in tanti stanno cercando di mettere pressione sul
governatore Bob McDonnell e convincerlo a cambiare idea. E’ nato un sito
web ‘saveteresalewis.org’, in cui si ripercorre tutta la storia di
questa donna con gravi disturbi mentali che un malaugurato giorno,
all’eta’ di 33 anni, venne circuita da due criminali in un supermercato
vicino casa. Uno di loro raccontò al processo che lei era esattamente la
persona che stava cercando:”…Era una donna brutta e scema che aveva
sposato un uomo solo per i soldi e che potevo facilmente convincere a
fare per me tutto ciò che volevo”. E così andò. Matthew Shallenberger,
che all’epoca aveva 21 anni, diventò in poco tempo il suo amante. Lei
perse la testa: lo copriva di regali e di soldi. Una volte gli mandò
perfino un mazzo di rose. Matthew allora gli propose il suo disegno
criminale: uccidere il marito e il figliastro, impossessarsi della casa e
dei soldi dell’assicurazione sulla vita e vivere insieme per il resto
dei suoi giorni. Così, la sera del 30 ottobre del 2002, Teresa lasciò
aperta la porta di casa. Matthew e un suo complice poterono quindi
entrare e uccidere a colpi di pistola i due uomini. Dopo l’arrivo dei
poliziotti, Teresa crollò immediatamente e confessò tutto. Alla fine, i
giudici di primo e secondo grado la condannarono a morte definendola ”la
testa del serpente”, la mandante del crimine. Ai due esecutori
materiali, l’ergastolo. Uno dei due, proprio Shallenberger, una volta in
carcere, scagionò Teresa, confessando di essere stato lui a circuirla.
Ma poco dopo si suicidò e le sue dichiarazioni non furono accettate
dalla Corte d’Appello. Così Teresa Lewis, una donna che tutti i test
clinici definiscono una disabile mentale, sarà condannata a morte. Nel
sito che chiede la sua salvezza, e’ possibile vedere un video, davvero
toccante, in cui scorrono alcune foto dell’infanzia di Teresa e sullo
sfondo la si sente cantare da dentro le sbarre ‘I need a miracle’, un
gospel famosissimo, il suo preferito. Un miracolo, l’unica cosa di cui
oggi lei ha bisogno.”