Sono una blogger in copy left da molti anni e mi piace impegnare parte del mio tempo nel giornalismo partecipativo, usando il cestino-come mezzo- per raccogliere quelle piccole e preziose cronache di vita, spesso sotto traccia.
Quanto brucia il
ricordo quanto fa male sapere poi...? E’ disperazione delle famiglie
dei parenti degli amici morti in un rogo a Viareggio il 29 giugno 2009,
pensate a quanti anni sono passati senza avere giustizia..., davanti al
palazzo dalla Corte di Cassazione a Roma: prescritti gli omicidi colposi
per il disastro ferroviario nel quale persero la vita 32 persone nel
giugno del 2009, a Viareggio, a seguito dell’esclusione dell’aggravante
della violazione delle norme sulla sicurezza nel lavoro. La strage di
Viareggio, è stata un sinistro ferroviario avvenuto la sera del 29
giugno 2009 che ha causato 32 morti: "Se così fosse confermato è una
giornata nera. Noi speravamo nella giustizia. E’ chiaro che dobbiamo
capire con i nostri avvocati cosa è successo. Ci sono state due sentenze
che hanno lavorato per portare quello che è un giudizio nel merito
della legge, tutto quello che sono i documenti, i periti, tutto quello
che è stato fatto per far emergere la verità dei fatti. Periti da tutta
Italia e Europa sono venuti a raccontare lo stato delle ferrovie. Oggi
si scrive una parola triste perchè nuovamente la parola prescrizione
torna in unprocesso così importante per il Paese". Lo ha detto Marco
Piagentini, dell’associazione Il Mondo che vorrei onlus, che riunisce
familiari delle vittime della strage di Viareggio del 29 giugno 2009
commentando la Cassazione.
Quanto brucia il ricordo quanto fa male sapere poi...? E’ disperazione delle famiglie dei parenti degli amici morti in un rogo a Viareggio il 29 giugno 2009, pensate a quanti anni sono passati senza avere giustizia..., davanti al palazzo dalla Corte di Cassazione a Roma: prescritti gli omicidi colposi per il disastro ferroviario nel quale persero la vita 32 persone nel giugno del 2009, a Viareggio, a seguito dell’esclusione dell’aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza nel lavoro. La strage di Viareggio, è stata un sinistro ferroviario avvenuto la sera del 29 giugno 2009 che ha causato 32 morti: "Se così fosse confermato è una giornata nera. Noi speravamo nella giustizia. E’ chiaro che dobbiamo capire con i nostri avvocati cosa è successo. Ci sono state due sentenze che hanno lavorato per portare quello che è un giudizio nel merito della legge, tutto quello che sono i documenti, i periti, tutto quello che è stato fatto per far emergere la verità dei fatti. Periti da tutta Italia e Europa sono venuti a raccontare lo stato delle ferrovie. Oggi si scrive una parola triste perchè nuovamente la parola prescrizione torna in unprocesso così importante per il Paese". Lo ha detto Marco Piagentini, dell’associazione Il Mondo che vorrei onlus, che riunisce familiari delle vittime della strage di Viareggio del 29 giugno 2009 commentando la Cassazione.
AGGIORNAMENTO: Registrazione audio di "Turchia, 36 ARRESTI in
seguito alle proteste contro la nomina del nuovo rettore pro-Erdogan,
Melih Bulu, dell’università del Bosforo di Istanbul. Collegamento con
Mariano Giustino da Ankara", registrato mercoledì 6 gennaio 2021 alle
09:20. Sono intervenuti: Mariano Giustino (corrispondente di Radio Radicale dalla Turchia). La registrazione audio ha una durata di 10 minuti.https://www.radioradicale.it/scheda/625696/turchia-36-arresti-in-seguito-alle-proteste-contro-la-nomina-del-nuovo-rettore-pro
INOLTRE tradotto dal turco:
Il Governatorato di Istanbul ha annunciato che la protesta
degli studenti dell’Università Boğaziçi è stata vietata e che riunioni, marce e manifestazioni sono state vietate nei distretti di Beşiktaş e Sarıyer Il governatore di Istanbul Ali Yerlikaya ha annunciato la decisione sui social media e ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Oggi alcune organizzazioni e società non governative chiamano a incontrarsi davanti al campus dell’Università Boğaziçi attraverso la stampa e i social media. Considerando che la riunione programmata per tenersi con le decisioni dei distretti di Beşiktaş e Sarıyer delle commissioni sanitarie può influire negativamente sugli sforzi per proteggere la società dall’epidemia e per prevenire la diffusione dell’epidemia, in questi distretti è vietato
GRAZIE Gilda Piroddi, rispondo anche a te per informare chiunque passi da qui:
Sarà Beatrice Zott, 20 anni, a prendersi cura, al momento, dell’allevamento di capre di Agitu Ideo Gudeta, l’imprenditrice uccisa da un suo collaboratore in valle dei Mocheni, in Trentino: conosceva bene Aditu e le sue capre. «Sono due anni che ho deciso di fare questo lavoro -racconta Beatrice in una breve pausa - cioè gestire gli animali in alpeggio e in stalla. Mi hanno chiamato e mi hanno chiesto se fossi stata disposta ad occuparmi delle capre di Agitu: ho accettato subito perché questa vita è il mio sogno e spero diventi la mia strada».
E MI SEMBRA UNA BELLISSIMA NOTIZIA per il momento.
Dal giornale L’Adige - Quotidiano indipendente del Trentino Alto Adige : le ottanta capre che formavano il gregge di Agitusono state temporaneamente affidate alla giovane Beatrice Zott, che nonostante i suoi vent’anni non ha nulla da invidiare, in quanto a esperienza, ai pastori più navigati. Una passione di famiglia, quella di Beatrice, che condivide con il papà ma anche con altri familiari, tanto che una stagione, due anni fa, l’ha voluta fare in Valle d’Aosta, per apprendere anche il lavoro fuori dalla valle e dal Trentino; negli ultimi due anni invece ha gestito, a malga Pletzn, il grande gregge che durante l’estate alpeggia lassù.
Un mestiere che le è entrato nel sangue, tanto che nonostante controllasse oltre un centinaio di animali, le bastava un colpo d’occhio per sapere se qualche esemplare «mancava all’appello».Beatrice conosceva Agitu fin dal suo approdo in Valle dei Mocheni, qualche anno fa: fu stima reciproca, condividendo lo stesso stile nella cura degli animali e nell’approccio alla vita, per nulla semplice, della pastora.
La stalla nella quale sverna il gregge di Agitu si trova sul territorio comunale di Fierozzo, immerso nella neve: si raggiunge tramite uno stretto passaggio ricavato nell’alta coltre bianca, sotto la strada: due volte al giorno, per ore, Beatrice sale fin lassù, dal fienile prepara cinque o sei balle di fieno che rappresentano, al mattino e al pomeriggio, i due pasti che gli animali consumano nell’arco di un giorno. Le capre stanno bene, sono in forma, molte sono in gestazione, e potrebbero partorire nelle prossime settimane: è questa, probabilmente, la questione più urgente da affrontare.
Con Agitu, come detto, c’è sempre stato rispetto e condivisione fin dall’inizio. E lo stato di salute degli animali, anche ora che devono rimanere in stalla, è ottimo, ben nutrite, davvero «felici», come Agitu con la sua intuizione ha chiamato l’azienda agricola.
«Agitu l’avevo conosciuta quando era arrivata in valle - prosegue - ed era venuta a malga Pletzn, dove lavoravo. Ha sempre fatto un ottimo lavoro gestendo il gregge da sola, anche senza l’aiuto di un cane, e gli animali si vede che sono sempre stati curati al meglio. Ammiro le persone che fanno questo tipo di lavoro».
L’urgenza nel breve termine sono appunto le gravidanze: «La difficoltà maggiore - conclude Beatrice - sono le gravidanze ed i parti, che richiedono molta attenzione e conoscenza affinché vada tutto bene e l’animale non soffra. Sono tante le capre che partoriranno negli stessi giorni». Ma in questo caso Beatrice e gli animali non saranno lasciati soli, aiutati dagli allevatori di valle e dai veterinari.
Si attende ora di conoscere la volontà dei familiari: saranno loro a decidere il futuro dell’azienda e del gregge. Nel frattempo però viene chiesto di non improvvisare visite inutili, dannose per la salute degli animali.
scrisse il 30 novembre 2020 Fiorella Carpino, classe 1985 residente a Cunico, soccorritrice 118 alla Croce Verde di Asti e che si è ammalata di Covid: " Non è il Covid che non esiste è il loro mondo fatto di complotti e montature che non esiste."
ti abbraccio e ricambio gli auguri,di salute...a questo punto anche mentale: ciao Paolo, grazie!