Sono una blogger in copy left da molti anni e mi piace impegnare parte del mio tempo nel giornalismo partecipativo, usando il cestino-come mezzo- per raccogliere quelle piccole e preziose cronache di vita, spesso sotto traccia.
Caro Paolo, dopo 53 anni di vita con la famiglia a Roma, vivo da 18 a Capranica, da sola e i figli emigrati da anni in Francia, nel centro storico di un "paesello" che conta meno di 7.000 abitanti, eppure...è stata molto significativa per me questa esperienza: partivo da piccolo è bello, si può fare e di meglio, altro che la capitale. Sia mai.Da un punto di vista dei "partiti" per così dire politico,l’ amministrazione è sempre stata da anni di centro sinistra democristiana...ancora oggi con una giunta di centro sinistra (pd) e il giovane sindaco,subito diventato anche presidente della provincia di Viterbo...Capranica che quando arrivai e vidi con i miei occhi come scutatrice per i "verdi" le risate dei due voti per la Lega, ha lo stesso partito, all’apice delle ultime europee. Guardati la tabella è profetica...Allora scrivo ( zitta da morta) perchè prima ho letto e visto con i miei occhi,tocco con mano. ti abbraccio grazie per le tue parole e l’attenzione. https://tg24.sky.it/speciali/elezioni/europee/2019/italia/centrale/lazio/pro vincia_viterbo/risultati_capranica
Due
tigri di Sumatra dello zoo di Fort Wayne, in Indiana, hanno contratto
il coronavirus: lo ha reso noto lo stesso zoo, secondo quanto riporta la
Cnn.Le due tigri erano state sottoposte al test anti Covid dopo che una
di loro aveva manifestato sintomi della malattia il primo febbraio ed
entrambe sono risultate positive venerdì scorso.Lo
zoo sta lavorando con le autorità sanitarie locali e statali per
cercare di individuare la fonte del contagio. Finora nessun altro
animale dello zoo è stato sottoposto al test anti Covid.
"Gatti e cani domestici a Seul saranno sottoposti al test del coronavirus nel caso manifestino sintomi come febbre e difficoltà respiratorie e siano stati a contatto con una persona contagiata. Lo hanno deciso le autorità sanitarie della capitale sudcoreana dopo che un gatto era stato trovato positivo al Covid molto probabilmente trasmessogli dalla sua padrona.Nel caso il cane o il gatto sia stato infettato dovrà restare in isolamento a casa poiché non ci sono prove che il virus possa essere trasmesso dagli animali domestici all’uomo, ha spiegato in una conferenza stampa il funzionario alla sanità di Seul Park Yoo-mi, secondo quanto riportato dalla Bbc. Ma se i proprietari dell’animale sono ricoverati in ospedale con il Covid-19, o sono troppo malati o troppo anziani per prendersene cura, allora sarà portato in una struttura per la quarantena gestita dal comune.
Park ha anche ricordato ai tutti i cittadini che "durante le passeggiate" gli animali domestici vanno sempre tenuti a una distanza di "due metri" dagli altri passanti.
per cronaca, CUBA, da 61 anni sotto embargo, sviluppa QUATTRO VACCINI contro il Covid-19,TUTTI FINANZIATI PUBBLICAMENTE E PRODOTTI DA DUE SOCIETA’ STATALI: uno di questi – Soberana 02 – a marzo entrerà in fase 3 di sperimentazione, poi verrà messo in produzione e distribuito gratuitamente sia alla popolazione cubana che ai turisti sull’isola. "Non siamo una multinazionale che considera una priorità il profitto finanziario, il nostro obbiettivo è creare salute e la nostra distribuzione commerciale avrà una strategia umanitaria".
Parola del direttore Vicente Vérez dell’Instituto Finaly, di proprietà dello stato.
L’Avana è pronta a produrre circa 100 milioni di dosi esportandone una grandissima parte soprattutto nei paesi poveri.
FORSE AVRANNO DRAGHI PIENI DI SPERANZA...
E inoltre:
Il
risultato della guerra per l’accaparramento delle dosi è “l’apartheid
dei vaccini”, avvertono scienziati e attivisti di tutto il mondo.
Nazioni a medio e basso reddito, come il Ghana e l’Africa Subsahariana,
non potranno vaccinarsi fino al 2024. L’Uganda pagherà il vaccino
Astrazeneca tre volte il prezzo che paga l’Europa. E se non si cambia
strategia, oltre alla questione etica, le conseguenze economiche e
sanitarie dell’accaparramento saranno disastrose anche per gli stessi
Paesi ricchi.
Il costo
della mancata copertura vaccinale globale è stimata da un think tank
americano, la Rand corporation, a 1,2 trilioni di dollari l’anno. Le
nazioni ad alto reddito perderebbero così 119 miliardi l’anno. “I Paesi
ricchi hanno legami commerciali globali – spiega Marco Hafner, tra gli
autori dello studio –, il rallentamento economico nelle nazioni più
povere causato dalla pandemia avrà un effetto a catena in tutto il
mondo”. Nessuno è salvo finché non tutti sono salvi: è il mantra che
ripetono da mesi scienziati e attivisti in tutto il mondo. “Il più
grande pericolo che l’umanità sta correndo passa sotto silenzio: solo 25
persone sono state vaccinate in Africa”, ha dichiarato Alberto
Mantovani, direttore scientifico dell’Istituto Clinico Humanitas di
Milano, in un’intervista ad Avvenire. “Escludere i Paesi poveri è
scandaloso: il virus non si ferma ai confini e le due varianti oggi più
temute vengono dal Sud Africa e dalla selva brasiliana”. Come dire che
se il virus non viene combattuto globalmente continuerà a circolare
sviluppando nuove varianti, forse più letali e resistenti ai vaccini,
che torneranno ai Paesi ricchi come un boomerang.AstraZeneca venderà il
suo vaccino a prezzo di costo al Sud del mondo. In India, il Serum
Institute of India sta gestendo le maggiori spedizioni di vaccini sia
AstraZeneca sia Novavax. Il Serum Institute esporta la propria versione
del vaccino AstraZeneca – chiamata Covishield – in 92 dei Paesi più
poveri del mondo, ma al prezzo che vuole: in India lo vende a 3 dollari a
dose, 5 dollari per Sudafrica e Brasile, 7 dollari all’Uganda. L’Ue ha
pagato il vaccino AstraZeneca 2 dollari. Includendo il trasporto,
vaccinare una persona costerà invece all’Uganda 17 dollari. Né
AstraZeneca né il Serum Institute hanno risposto alle nostre richieste
di commento in merito. I vaccini di Pfizer e Moderna sono molto più
cari. L’Ue li ha pagati oltre 14 dollari. I Paesi a basso reddito non
potranno mai permetterselo. “Abbiamo assegnato delle dosi per la
fornitura ai Paesi a basso e medio reddito a un prezzo senza scopo di
lucro”, ci ha risposto Pfizer. Uno studio della Northwestern University
(Usa) ha calcolato gli effetti sanitari di questa disuguaglianza: se i
primi 2 miliardi di dosi di vaccini Covid fossero distribuiti
proporzionalmente in base alla numerosità della popolazione di ogni
nazione, le morti nel mondo diminuirebbero del 61%. Ma se le dosi sono
monopolizzate da 47 dei Paesi più ricchi, i decessi si riducono solo del
33%. https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/02/07/lapartheid-dei-vaccini-ai-paesi-ricchi-il-52-di-dosi/6093016/
Ho letto un articolo che mi ha prospettato un panorama birmano agghiacciante ( e che non conoscevo) è di Federico Varese: Birmania, il golpe dei generali difende gli affari del narcotraffico
04 Febbraio 2021
Paramilitari, milizie etniche ed esercito regolare gestiscono un mercato da 40 miliardi di dollari l’anno
"Pochi sembrano aver compreso le ragioni del colpo di stato in Myanmar.
Per capire gli eventi di questi giorni bisogna avventurarsi nel nord
della Birmania, dove si produce e raffina l’eroina, le pillole di
metanfetamina mischiata al caffè dette yaba, e l’ice, piccoli cristalli
bianchi nove volte più potenti della cocaina venduti in bustine da tè.
"È tra le strade del nord del Myanmar, nel
cosiddetto triangolo d’oro al confine con Laos e Thailandia, che si
possono ritrovare le radici profonde del golpe della giunta militare di
sei giorni fa. A dirlo al TG è Federico Varese, criminologo
dell’Università di Oxford ed esperto di organizzazioni criminali, nonché
autore del libro “Mafia globale”. E l’oro in questo caso non è
nient’altro che la droga.
Capitale delle droghe sintetiche
Un business che nel Paese vale 40
miliardi di dollari. Il Myanmar è infatti il più grande produttore di
droghe sintetiche al mondo e il secondo di eroina (da qui proviene il
45% di quella del globo). Negli ultimi anni però qualcosa è cambiato.
“Questo colpo di Stato blocca i tentativi di riforma della legge contro
la droga. Il Parlamento (dove il partito di Aung San Suu Kyi è il più
rappresentato) aveva fatto una consultazione con esperti mondiali, e
anche con le Nazioni Unite, per riformare l’approccio alla droga nel
Paese - spiega ancora Varese – a un certo punto i militari hanno detto
basta, c’è un limite a quanto il parlamento può fare”.
L’oppio di Orwell
Da sempre il Mynamar, l’ex Birmania, è un
produttore di Oppio. Proprio nella colonia inglese nel 1934 visse il
figlio di un ex funzionario britannico e tra i campi di papaveri trasse
spunto per scrivere il libro “Giorni in Birmania”. Quel figlio non era
nient’altro che George Orwell. Ieri, come oggi quindi la storia birmana è
un intreccio tra droga e potere. https://www.rsi.ch/news/mondo/Myanmar-la-droga-dietro-il-golpe-13809244.html