Scendendo in campo (1994) Berlusconi confidava che se non andava in politica lo mandavano in galera e lo facevano fallire. Dopo 17 anni per Bossi il Cavaliere è “un po’ bauscione”, bisognoso di riposo, “scombussolato” da Sarkozy ed “imprigionato” da vecchie leggi.
Ora, con Berlusconi capolista il Pdl milanese ha perso 24mila voti rispetto all’ex Forza Italia. Lui stesso ha dimezzato i suoi consensi. La sua spiegazione arriva con la “lunga” intervista a Porta a Porta. La colpa è della scheda elettorale dove “era difficile” trovare il simbolo del Pdl. Così come è colpa di quegli elettori che “hanno creduto” di dargli la preferenza “facendo la croce” sul simbolo con il suo nome.
Sulla stampa è rimasto il “sono senza cervello” (chi vota opposizione) e il suo “enorme sacrificio” (fare il Premier). Nessun cenno ai momenti di malcelato “imbarazzo” (se non disagio) sia del conduttore, sia dei giornalisti. La storia insegna che la Febbre del Tribuno non conosce limiti fino a …
Era il 1994 quando la Zanicchi suggeriva di “provare a far governare” l’imprenditore Berlusconi. Dopo 17 anni le centinaia di miliardi di debiti accumulati dai suoi governi fanno 1/3 dell’intero nostro Debito. Ora la Corte dei Conti avverte che dovremo ridurre il Debito di circa 46 miliardi l’anno, per 3 anni.
Non solo. Nell’ultimo decennio, dice l’Istat, il ritmo di crescita della nostra economia è stato appena la metà della media europea. Nel 2010 il PIL è fermo al 94,7% di quello del 2007 (ante-crisi) che rivedremo solo dopo il 2014. La capacità di spesa delle famiglie si è ridotta di oltre 1300 euro e l’indebitamento medio supera i 20mila euro. Un quarto dei cittadini è a rischio povertà (esclusione) e l’80% dei pensionati (Inps) non arriva a 1000 euro al mese. Sono 5 milioni gli italiani senza una regolare occupazione e più di 2 milioni sono i giovani nullafacenti.
E l’imprenditore Berlusconi? Il suo reddito è quasi quadruplicato, passando dagli 8,6 milioni del 2000 ai 41 del 2010. A fine 2009 affermava che eravamo “usciti dalla crisi meglio degli altri”. Quella crisi che, ex-ripresa passata a “semi-crescita”, continua a gravare sul paese come Se fosse Stagnazione …
Che fine ha fatto il contratto 2001 (tasse, …)? Che fine ha fatto il piano casa, il piano Sud, il piano sviluppo? Che fine ha fatto il dl Anti-corruzione? Perché, se “cala” la maggioranza, “crescono” i posti di governo?
Perché da quasi 20 anni a Milano cresce il cemento, ma non la popolazione? Perché il Tar ha sospeso le ordinanze “coprifuoco” della Moratti? Perché Napoli deve portare fuori regione i rifiuti organici con costi più che raddoppiati? Perché il termovalorizzatore di Acerra ha una efficienza/resa produttiva ridotta al 50%? Chi farà la legge “speciale” (500 milioni per Napoli) chiesta dal candidato Lettieri?
Quanto tempo ci vuole per comprare casa a Lampedusa?
Tempo di risposte > Le promesse e le “sorprese” danno da sempre lustro al teatrino di Pantomima e Rimpiattino …
Berlusconi qualifica come “terrificante” il programma elettorale del centrosinistra. Sono quelli, ci spiega, che “dichiarano di voler ridurre il debito pubblico che loro hanno contribuito, con i governi di compromesso storico, a moltiplicare per otto volte, dal 1980 al 1992”.
Sorprende sentir liquidare con “governi di compromesso storico” le coalizioni DC,PSI,PSDI,PRI,PLI succedutesi in quegli anni. Sconcerta soprattutto il riferimento ad un periodo che vede al vertice del PSI proprio quel Bettino Craxi che, nel 1984, con apposito Decreto, autorizza la neonata Fininvest a trasmettere su scala nazionale. Lo stesso Craxi che, da Presidente del Consiglio, in soli 4 anni (1983-87) raddoppia il Debito pubblico.
C’è di più. Dal 1993 ad oggi, le centinaia di miliardi di debiti accumulati dai vari governi Berlusconi equivalgono a 1/3 dell’intero ammontare del Debito. In sintesi. Sono ascrivibili al solo duo Berlusconi-Craxi quasi metà degli oltre 1800 miliardi di Debito pubblico.
Tutto fa “spesa” quando serve alimentare il Consenso Surrogato di chi è sensibile all’imprinting mediatico …
"L’uomo – ripete Berlusconi - viene prima della società e la società prima dello Stato”. Dimentica però di esplicitare la sua personale “chiave” interpretativa. Ovverosia: “Vale la legge del più forte”.
Gli interessi/regole del più forte vengono prima del gruppo (società) e quelli del gruppo più forte vengono prima dell’intera popolazione (stato). Non ci vuole né invidia, né odio. Così è!
Basta una Legge “porcellum” ed una casta di Primi Super Cives attenta a privilegi, interessi e immunità …