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Repetita iuvant >
(dis) Lessico > Il dettato Costituzionale non delinea i caratteri di una “morte dignitosa”. Vi si afferma che tutti i cittadini hanno “pari dignità sociale” in quanto membri di una stessa società che detta comuni norme di convivenza. Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione che assicuri “un’esistenza libera e dignitosa”. L’attività economica privata non può recare danno alla “dignità umana”.
E’ evidente che detta “dignità” implica un adeguato ambito di libertà nell’agire e gestire, in autonomia, i propri interessi e rapporti personali. Mentre l’ergastolo è la pena che, per definizione, commina il regime di carcerazione per la restante parte della vita.
Per contro. Non si tratta di essere rinchiusi in un angusto cubicolo, appena rischiarato da una feritoia, avendo per suppellettile solo un pitale. A nessun carcerato possono essere negate le cure medico-sanitarie di cui necessiti. In pratica non si possono adottare “trattamenti contrari al senso di umanità” (art.27).
Ciò detto.
Tutt’altra cosa è rivendicare per un pluriomicida gli arresti domiciliari e/o il soggiorno presso una normale struttura ospedaliera in nome di un “preteso” diritto a una “morte dignitosa”. Dove “dignità” significa solo il non voler morire in carcere.
Postilla. Capita di morire in carcere anche senza essere degli ergastolani pluriomicidi. Ossia. Se al posto dell’ergastolo venisse comminato un numero definito (e consistente) di anni di detenzione, questo non eviterebbe il riproporsi di casi analoghi.
Troppo semplice è inneggiare alla “dignità” facendo appello al buonismo di tanti.
Meglio “setacciare” la portata di certi Riflessi e Riflessioni calibrate per scopi …
Da NON dire >
Entro 48 ore verranno rinnovate le Amministrazioni di un migliaio di Comuni. Il segretario M Renzi non può rischiare un’altra battuta d’arresto. Tallone d’Achille dello M5S è l’addebitata insufficiente capacità di assumere ruoli di governo.
Con queste premesse non sorprende più di tanto la “fragorosa” rottura del patto a 4 sulla riforma elettorale.
E’ bastata l’approvazione di un emendamento perché il PD gridasse allo scandalo e ribaltasse il tavolo. A seguire M Renzi ha parlato di “fallimento impressionante” dovuto alla “inaffidabilità” congenita dei 5Stelle, a cominciare da B Grillo.
Un fatto è certo.
SE dall’Amministrative sortisse un PD “rinvigorito” contro un M5S “azzoppato” allora M RENZI avrà motivo di congratularsi con se stesso per la “stilettata” così inferta.
In caso contrario alzeranno la voce quanti nel PD già oggi dubitano di certe “astuzie” tattiche.
IPOTESI.
Se i principali partiti vedessero crescere di parecchio nelle urne il numero di schede bianche, sarebbero costretti a un serio esame di coscienza con tanto di cambio di atteggiamenti-comportamenti.
Proclami roboanti e accattivanti slogan non difettano mai in un Dossier Arroganza …
(dis) Lessico >
Il dettato Costituzionale non delinea i caratteri di una “morte dignitosa”. Vi si afferma che tutti i cittadini hanno “pari dignità sociale” in quanto membri di una stessa società che detta comuni norme di convivenza. Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione che assicuri “un’esistenza libera e dignitosa”. L’attività economica privata non può recare danno alla “dignità umana”.
E’ evidente che detta “dignità” implica un adeguato ambito di libertà nell’agire e gestire, in autonomia, i propri interessi e rapporti personali.
Mentre l’ergastolo è la pena che, per definizione, commina il regime di carcerazione per la restante parte della vita. Per contro.
NON si tratta di essere rinchiusi in un angusto cubicolo, appena rischiarato da una feritoia, avendo per suppellettile solo un pitale. A nessun carcerato possono essere negate le cure medico-sanitarie di cui necessiti.
In pratica non si possono adottare “trattamenti contrari al senso di umanità” (art.27).
Ciò detto.
Tutt’altra cosa è rivendicare per un pluriomicida gli arresti domiciliari e/o il soggiorno presso una normale struttura ospedaliera in nome di un “preteso” diritto a una “morte dignitosa”. Dove “dignità” significa solo il non voler morire in carcere.
Postilla.
CAPITA di morire in carcere anche senza essere degli ergastolani pluriomicidi.
Ossia. Se al posto dell’ergastolo venisse comminato un numero definito (e consistente) di anni di detenzione, questo non eviterebbe il riproporsi di casi analoghi.
Troppo semplice è inneggiare alla “dignità” facendo appello al buonismo di tanti.
Meglio “setacciare” la portata di certi Riflessi e Riflessioni calibrate per scopi …
NOTA >
Quando si tratta di farsi carico di regole “collettive” si riscopre di colpo tutta la “fallacia” dell’essere umano e i “limiti”, se non i “rischi”, della sua scienza.
Oggetto di dibattito non sono il tipo di modalità operative concepite e/o come conseguire al meglio l’effetto atteso.
In compenso, quando la soluzione proposta fa comodo allora basta un “fidatevi di me”.
Primo obiettivo è l’equilibrio da rinnovare tra Autodeterminazione e “collettività” …
Ricicciare >
Chi cerca di capire cosa aspettarsi da una alleanza BERLUSCONI-RENZI può andarsi a rileggere le cronache dell’accoppiata CRAXI-FORLANI del 1983. Un governo “forte” a cui non difettò lo spirito “decisionista”, con tanto di ricorso alla fiducia.
Unico progetto non riuscito fu la riforma Costituzionale in senso Presidenzialista.
All’epoca democristiani e socialisti vedevano nei comunisti del Pci un loro comune nemico. OGGI, dopo la “metamorfosi” del PD, sono “reietti” da scansare i difensori dei valori della sinistra.
PERFINO B Grillo e M Salvini, sinonimi di leadership carismatica, da testimoni dell’ultimo referendum sanno bene quanto sarebbe “nefasto” per la voce e l’anima del paese lasciar mano libera a tale “accoppiata” sulla stesura della nuova legge elettorale.
Sintesi.
DOPO oltre 30anni tutto può sembrare “nuovo e geniale” se diffuso via internet e social network.
Mai come oggi a governare è una cabina di regia “esclusiva”, collegata in rete e dotata di semplice tastiera.
Basta bucare lo schermo e lanciare suadenti slogan per poter “ricicciare” lo stesso Dossier Arroganza …
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