• AgoraVox su Twitter
  • RSS
  • Agoravox Mobile

paolo

L'età avanza e perciò la lascio perdere ,coniugato con figlio ,milite assolto ,laurea in fisica + corsi post ,vita lavorativa intensa e a tipologia variabile dall'insegnante(breve) all'autonomo con passaggi in mutinazionali .
Interessi personali in elettronica ed informatica .

Statistiche

  • Primo articolo martedì 08 Agosto 2010
  • Moderatore da martedì 11 Novembre 2010
Articoli Da Articoli pubblicati Commenti pubblicati Commenti ricevuti
La registrazione 324 2998 1575
1 mese 0 1 0
5 giorni 0 0 0
Moderazione Da Articoli moderati Positivamente Negativamente
La registrazione 448 407 41
1 mese 0 0 0
5 giorni 0 0 0












Ultimi commenti

  • Di paolo (---.---.---.70) 16 marzo 2011 16:29

    Caro Antonio , mi complimento per la sintesi e l’efficacia del tuo articolo .Sono totalmente d’accordo ,non avrei saputo trovare parole migliori .

    ciao
  • Di paolo (---.---.---.70) 16 marzo 2011 14:52

    Ma perchè ti affanni tanto , il referendum è già scontato e spero che ci vada più gente possibile perchè è giusto che la responsabilità sia di tutti . La sinistra è già in mobilitazione ,non avevo dubbi sul PD che ormai storicamente non perde occasione per pigliare cantonate , ma anche a destra la "pancia" prevarrà sulla ragione ,quindi sarà un plebiscito contro il nucleare .Stai certo .

    Ma ritengo sia giusto motivare la scelta in modo corretto.
    Con il nucleare nessuno cerca l’indipendenza energetica e non è vero che un’aumento , anche di dieci volte del costo dell’uranio modificherebbe la convenienza del nucleare ,sole ,vento e mare sono disponibili ,ancora per qualche miliardi di anni (opzione ottimistica) ma bisogna raccoglierli e la loro densità è molto bassa . Sulla nostra terra piove 10.000 volte più energia più di quella che ci serve , ma raccoglierla ed utilizzarla è un’altro paio di maniche .
    I costi di smantellamento delle centrali e dei siti di stoccaggio è da addebitare agli "ambientalisti " del precedente referendum (quello del 1987 dopo Chernobyl) che hanno castrato il nucleare in Italia , a cui va aggiunto un costo di sistema industriale ,di ricerca ,ingegneristico (vallo a dire ad Ansaldo, Nuova Pignone ecc... ) .Oggi dobbiamo comprare dalla Francia . Eravamo leader nel mondo.
    Comunque , archiviato il nucleare ,ammesso e non concesso che domani (lontano)non parliamo di fusione anzichè di fissione , puntiamo decisi sulle "rinnovabili " .
    Infine non perdere di vista che il capitale di investimento sul nucleare è a quota di maggioranza "privato " .Cerchiamo di essere il più possibile obiettivi.

    ciao
  • Di paolo (---.---.---.70) 16 marzo 2011 12:22

    In quello che dite ci sono molte verità e anche molte cose che non tornano .

    Ma da Romani cosa vi aspettavate ,sta replicando quello che ha fatto nel campo dei media sulle scelte energetiche .
    Penalizzare le "fonti rinnovabili" e specificamente il settore del fotovoltaico è una scelta a dir poco demenziale , per non dire peggio Ovviamente parlando di defiscalizzazione con gli incentivi,che significa meno entrate per l’erario , in termini contabili equivale ad un’onere di bilancio per i conti dello stato . Se poi qualcuno ci mangia sopra peggio ancora . Tuttavia questo non deve castrare nel modo più assoluto lo sviluppo delle fonti di energia alternative al fossile , che è il vero vulnus della produzione di energia elettrica in termini di ambiente e di politica economica. Giustamente va ,considerato come dice l’articolista , la ricaduta economica in termini di imprese che operano nel settore ,sia a livello produttivo che di installazione , senza considerare poi gli aspetti ingegneristici legati alla ricerca e sviluppo del settore .La castrazione del nucleare in Italia è un’esempio di come si distrugge un settore di tecnologia che era all’avanguardia nel mondo ,costringendoci oggi a comprare dalla Francia . Quindi guai a castrare il settore del fotovoltaico per gli stessi motivi .
    E questo Romani lo salta a piedi pari .
    Sulle potenze installate o da installare , invece , mancate di considerare che ogni tipologia di produzione ha un parametro che si chiama "fattore di carico " che poi ne determina il reale utilizzo e la convenienza economica.
    Il solare non va giudicato solo in termini di potenza di sistema, ma anche quando e come viene erogata questa potenza ,che ,per sua natura , è discontinua con un fattore di carico bassissimo , assolutamente non comparabile con il nucleare che ,viceversa , ha il fattore di carico massimo ,lavorando a pieno regime per 8.760 ore l’anno (eventuali stop indotti esclusi) .In termini equivalenti per un GW di nucleare ne occorrono almeno 7 di fotovoltaico , ma rimane invariato il buco produttivo. Le industrie lavorano soprattutto di notte e anche quando piove o nevica .
    Quindi ,e concludo , il solare fotovoltaico va massimamente spinto sul privato e applicazioni puntuali di sostegno produttivo , ma non potrà mai alimentare le industrie energivore , che sono quelle legate agli standard di industrializzazione del paese .Ecco perchè continuo a sostenere che una quota di nucleare è strategicamente necessaria . Non sono un pro nucleare ,ma neanche uno che sogna ad occhi aperti. Presto la realtà ci presenterà il conto .
  • Di paolo (---.---.---.70) 15 marzo 2011 21:44

    Caro xxx.xxx.xxx.137 

    Lo avevo già sottolineato e l’ing. Gianluca ne ha già preso atto. I commenti vanno letti tutti .Comunque ringrazio per la conferma .
    ciao
  • Di paolo (---.---.---.70) 15 marzo 2011 21:25

    Pensa la differenza , caro Bernardo , tra questi cinquanta coglioni e i nostri parlamentari alla Scilipoti e compagnia bella .Ma ne usciamo male tutti , come italiani , nel confronto impietoso con la dignità di un popolo che dovrebbe farci riflettere ben oltre la tragedia "nucleare" .

    ciao

TEMATICHE DELL'AUTORE

Tribuna Libera Politica Media

Pubblicità



Pubblicità



Palmares

Pubblicità