Si Nicola, non c’è dubbio. I valori, anche se imperfetti, sono necessari. L’importante a mio avviso è appunto non crederli perfetti e universali, ma accettarli per quel che sono. E tentare di migliorarli o di cambiarli a seconda delle condizioni in cui ci si trova.
I sistemi ideologici sono imperfetti, più che sbagliati. Ciò non significa però che siano tutti allo stesso livello. Così come ogni osservazione scientifica ha un valore differente in base alla precisione con la quale viene effettuata così un sistema, un modello di società ha valore in base a ciò che prende in considerazione prima di essere descritto. In pratica, se si costruisce un modello di società fatto per correggere gli errori degli ultimi 15 anni in Italia esso potrebbe essere meno efficiente di uno fatto per correggere gli errori degli ultimi 30 anni o 150 anni.
Ed è relativo anche al società alla quale viene applicato. La democrazia, come hai giustamente detto tu, è debole e si può trasformare in demagogia e oligarchia se viene applicata a chi non è pronto ad usufruirne. Vedi gli esempi dell’Afghanistan o dell’Iraq.
Sui valori assoluti sono assolutamente critico. Non esistono, secondo me, valori assoluti, ma solo valori relativi alla situazione e ai problemi. La stessa democrazia è un valore per me, ma per altri no, e a ragione. In altri contesti potrebbe davvero funzionare meglio un’oligarchia.
Il grande vantaggio della democrazia è che realmente dà il potere al popolo e non lo lascia all’Imperator. Poi certo, a volte il popolo è inadatto a questo sistema, e riconsegna il potere nelle mani dell’Imperator, affinchè lo utilizzi a sua personalissima discrezione. Ma è comunque una scelta del popolo.
Non credo sia molti irrilevante il fatto che un giornale a diffusione nazionale, guarda caso quello appartenente al (fratello del) presidente del Consiglio dei ministri, sia sospettato di ricevere informative dai servizi che gli altri giornali non solo non ricevono, ma nemmeno possono ricevere in maniera legale.
E se anche queste informative siano legali, non vi sorge un dubbio che questa sia una violazione del libero mercato, avendo "il Giornale" un vantaggio indebito nei confronti dei concorrenti?
Tutto il rispetto per chi ha organizzato e partecipato al NO B DAY. Però io credo che in questo periodo storico le manifestazioni di piazza, anche se numerose, non abbiano più lo stesso significato e la stessa forza politica di un tempo.