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paolo

L'età avanza e perciò la lascio perdere ,coniugato con figlio ,milite assolto ,laurea in fisica + corsi post ,vita lavorativa intensa e a tipologia variabile dall'insegnante(breve) all'autonomo con passaggi in mutinazionali .
Interessi personali in elettronica ed informatica .

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  • Primo articolo martedì 08 Agosto 2010
  • Moderatore da martedì 11 Novembre 2010
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Ultimi commenti

  • Di paolo (---.---.---.188) 6 ottobre 2011 17:30

    Purtroppo Emilia devo darti una brutta notizia (sto scherzando) , a decidere un trattamento pensionistico equo per i parlamentari (ma non solo) sono i soggetti direttamente interessati ,ossia i parlamentari stessi . Ergo nessuno riuscirà mai a convincere questi viceré a ridursi i loro privilegi .
    Il paese può anche sprofondare nella melma più nera che a questi la cosa non fa letteralmente un baffo .
    Dopo la riforma delle pensioni Amato e quella maroniana più recente ,i nostri figli avranno il calcolo della pensione su base contributiva (praticamente un salasso) , il prolungamento dell’età pensionabile fino al limite dei 70 anni e le finestre di uscita ai 18 mesi se non addirittura ai 24 .
    Ti faccio notare che già oggi chi va in pensione con 35 anni di contribuzione e 62 anni di età per un totale che fa 97 , se autonomo , ha una finestra di uscita a 18 mesi , che significa che percepisce materialmente l’assegno mensile 18 mesi (!?) dopo che ha maturato il diritto .

    Paragoniamolo al trattamento pensionistico che si sono riservati questi viceré e dimmi cosa aspettiamo ad inforcarli o ad impalarli lungo le strade come da antica usanza romana . Se non altro si risparmierebbe in energia elettrica.

    ciao

  • Di paolo (---.---.---.188) 6 ottobre 2011 15:32

    Caro Win , chi legge Libero cosi’ come chi legge IL Giornale o il Foglio , ha già inserito nel cranio un micro chip che elabora qualsiasi dato che riguarda i rapporti di Silvio con la giustizia come una persecuzione .
    Entra il dato di input " Procura - Silvio " , esce il dato di output " persecuzione giudiziaria " .

    La capacità di analisi critica di questi soggetti ipodotati è asintoticamente tendente a zero . La loro latenza intellettuale li induce a leggere ciò che vogliono sentirsi dire come rassicurazione personale , ovverossia che il loro "idolo" , la materializzazione fatta persona dei loro sogni è puro come acqua di fonte e ,conseguentemente ,chi si permette di accusarlo è un infangatore ,un persecutore ,un losco individuo da isolare e combattere .
    Devi poi anche consderare , ma sono sicuro che lo hai fatto , che non c’è solo una componente in buona fede (in sintesi un pistola o un citrullo ) , ma anche una forte componente in mala fede (nel senso della convenienza ) .Soprattutto per i secondi Silvio è una garanzia insostituibile e quindi morte ai giudici (ovviamente quelli che non riesce a comprare ).
    ciao

  • Di paolo (---.---.---.78) 5 ottobre 2011 19:21

    La "giustizia" italiana è la spia di una società malata nei suoi fondamenti . Prescindendo dalle vicende di Silvio che è arrivato a legiferare per il suo tornaconto,ogni giorno assistiamo pubblicamente all’oltraggio della legge , soprattutto da parte di quella che dovrebbe essere l’elite legalitaria del paese .Gli esempi si sprecano e quindi mi astengo.

    Il popolo italiano però ormai è totalmente narcotizzato e non sarà un processo in più o in meno a provocarne l’indignazione .
    I tre gradi di giudizio , congegnati per avere un effetto garantista ,hanno finito per diventare un’arma micidiale nelle mani di chi vuole manovrare ,lecitamente o meno, l’esito processuale . La famigerata Corte di Cassazione di Corrado Carnevale è stata un esempio emblematico .

    Ormai i processi che contano ,quasi direi quelli veri , sono quelli mediatici che si fanno sui media televisivi (vedi Porta a Porta) . Sono più credibili questi di quelli celebrati nelle aule di giustizia e questo la dice lunga del punto a cui siamo arrivati .
    Per la corte di 1° grado i due "ragazzi"come definiti dai media , già nell’appellativo è implicito un giudizio ,erano due feroci assassini e le prove schiaccianti in aggiunta alla chiamata a correio di Guede .
    Per la sentenza d’appello sono due mammole ,le prove insussistenti se non addirittura contraffatte e la parola di Guede vale meno di niente .

    In un paese serio si sarebbe proceduto ad un riesame colleggiale della sentenza (a corti riunite) con sovrintendenza della corte suprema ,essendo la contraddizione di giudizio macroscopica , invece li hanno rilasciati come le colombe a Pasqua.Amen.

  • Di paolo (---.---.---.64) 5 ottobre 2011 15:05

    Rispondo alla tua domanda di chiosa :La legge non può essere uguale di fronte agli italiani per il semplice motivo che non tutti gli italiani sono uguali di fronte alla legge .

    Qui non si tratta di discutere mediaticamente un processo ,che sarebbe cosa del tutto ridicola , ma di valutare un quadro generale ,una immagine flash di come si rappresenta la giustizia in questo paese .
    Nel merito del processo Meredith Kercher, tre erano gli imputati : una bionda yankee superprotetta dai media americani(e non solo ), un belloccio(si fa per dire) calabrese di " buona " famiglia e un " nero" ( Ghede’) di cui non fregava nulla a nessuno e senza santi protettori .
    Chi è rimasto in carcere ?
    Anche il mio gatto aveva previsto che con avvocati del calibro della Bongiorno (con annessi e connessi) sarebbe finita cosi’ .Per la 1° corte gli indizi (oltre alla testimonianza di Ghede’) erano forti e chiari , per i giudici d’appello erano aria fritta .
    Giustizia è fatta ? boh ! e chi lo sa . Se devo giudicare dai processi di Silvio appare chiaro e limpido che in questo paese chi dispone di potenti mezzi può ritagliarsi una giustizia per proprio conto . E non è un caso che ad esultare sono i media antigiudici , nella logica che se assolvo giustizia è fatta , se condanno è "giustizialismo " o peggio ancora eversione .
    Quindi , al netto dei possibili errori umani , questo è il quadro che offre la giustizia italiana.
    C’è poco da fare.

  • Di paolo (---.---.---.228) 4 ottobre 2011 23:54

    Forse illupo ... ho capito l’enigma che ti attanaglia . Non ti piace il "dura lex sed lex" perché hai paura che l’automatismo " sic et simpliciter" porti implicitamente un carico di ingiustizia . E’ chiaro che nessuno può a priori dire se una legge è giusta anche perché c’è un relativismo di giudizio che rende inapplicabile un criterio di questo genere .E’ altrettanto chiaro che nessuno può avere la totale garanzia che il giudizio sia equo o giusto ,anche i giudici possono sbagliare (in buona o mala fede). E allora ?

    Tu dici che Di Pietro si è fissato nella caccia alla volpe( Silvio)invece di avanzare proposte concrete . La proposta concreta Di Pietro l’ha fatta eccome . Ha proposto che il paese diventi "normale", avendo un presidente del consiglio "normale" ed un parlamento che rispetta le leggi . Non mi sembra francamente una proposta od un programma di poco conto .

    Conosci qualche cosa di più importante che non sia quella di diventare una democrazia compiuta e non una repubblica delle banane come ora? Non credi che sia prerequisito di fondo ?

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