Questa sarà una vetrina importante per ricordare ancora una volta che con la Camorra si può convivere ma di Camorra si può anche morire! Per questo tutti insieme a schermi sintonizzati in Tv e sul web diamo forza a quel sentimento di cambiamento che ci porta ad urlare al mondo intero che vogliamo 1.000, 100.000, 1.000.000, di Angelo Vassallo per cambiare la ns terra e le ns città. Sintonizziamoci!!
Ormai ci stiamo assuefacendo a questo genere di accadimenti, abusi di potere, distrazione di denaro dai controlli del fisco, interferenze nell’attività di funzionari pubblici a proprio favore, il tutto intrapreso da colui che dovrebbe essere l’esempio più alto nelle istituzioni per limpidezza morale ed emblema di civiltà. Siamo un paese che si sta modellando alle favole ed ai racconti dei fratelli Grimm, dove sovrani, mostri, nani e donnine dal carattere frivolo, avevano il sopravvento e la conduzione della vita ’civile’. Ormai ci siamo, nessuno può metterci freno, la giustizia potere istituzionale equilibratore è arrivata ad essere uno strumento secondario da usare all’occorenza, ed in questi casi è un intralcio. Come dice il sig. Claudio, per cambiare questo paese ormai serve una grande ’rivoluzione culturale’, al momento nessuno è in grado di generarla, ci mancano gli anticorpi.
Grazie per questa testimonianza. E’ proprio vero che in tanti, forse troppi credono ancora al miracolo avvenuto all’Aquila. Qualcuno ascoltando la TV crede che già tutti siano nelle loro case, forse si tratta di sprovveduti, ma lo slogan che fino ad ora ci hanno suonato recita sempre la stessa solfa! Nessuno ha fatto mai come questo Governo! Mi auguro allora che presto ’qualcosa’ cambi...
Sinceramente sono sconcertato per il fatto in se e per se, oltre che il maltrattamento ricevuto dalla mamma di Daniele. Oltremodo mi crea scompiglio che questo fatto sia accaduto in Francia, un paese che ritenevo culla di una delle democrazie e civiltà più alte che risiedono oggi in Europa. Ma anche qui ci sono le eccezioni, credo sia comunque un fatto isolato, pur rimanendo un accadimento grave ed inaccettabile, su cui ricercare la verità.