Infatti... il vero problema di Eluana è che i genitori non sopportano quella condizione. Non sappiamo se Eluana vorrebbe continuare a vivere così, conosciamo solo la determinazioni del padre che può parlare e difendere le sue idee.
Ammesso che Eluana non ha il dovere di vivere, chi ha il diritto di ucciderla?
Non credo che dar da mangiare e bere ad una persona sia tenerla in vita attraverso le macchine. Respira da sola, il cuore pulsa, e se fosse morta 17 anni addietro certamente non ci sarebbero state tutte queste vicende e non sarebbe necessario sedarla come previsto dal protocollo di eliminazione.
Eluana è viva! E certamente non ha scelto volontariamente di morire per fame e per sete.
La storia di Giovanni Paolo II come raccontata nel commento è ridicola. Il Papa non chiese accanimento terapeutico, riconosciuto come ingiusto dall’ordinamento civile, dalla deontologia medica e dalla morale cattolica. In molti casi si è visto come sia possibile, nell’ordinamento attuale, non fare accanimento terapeutico. Diverso è chiedere di eliminare una persona perchè il suo stato è per noi troppo sconvolgente.
Nel caso di Eluana l’unico accanimento è per farla morire. Chi tortura sono i medici che lasceranno morire di fame e di sete una cittadine disabile incapace di far conoscere il suo volere. Prevale la legge del più forte, viene contraddetto il principio stesso del diritto che tutela la parte più debole.