Da qualche anno ho riscoperto la scrittura e, utilizzo le oppurtunità che ci da il web, curando alcuni blog fra cui L'altra Italia dedicato a temi che "girano" intorno alla nostra Costituzione. Dal 2005 al 2012 ho fatto parte della redazione di Spaziodi Magazine.
Di Giacomo Nigro(---.---.---.211)27 marzo 2016 11:53
Ritengo che il libro proclami una sorta di antifemminismo, esso è pro capacità paritarie del genere femminile nella conduzione di posizioni della società erroneamente riservate al genere maschile, senza che ciò diventi un must, ma restando possibilità.
Riporto per chiarezza la definizione di femminismo: movimento di rivendicazione dei diritti economici, civili e politici delle donne; in senso più generale, insieme delle teorie che criticano la condizione tradizionale della donna e propongono nuove relazioni tra i generi nella sfera privata e una diversa collocazione sociale in quella pubblica.
Continua con questo interessante volume il lungo percorso esplorativo di Bruna Bertolo nella storia
delle donne, un percorso iniziato con l’immersione nel periodo risorgimentale, (“Donne nel Risorgimento”, Ananke)
continuato poi con la scoperta delle pioniere con il "nostro" “Prime … sebben che siamo donne”
(Ananke) e il successivo “Donne nella
Resistenza in Piemonte” (Susalibri) approdanso all’analisi del ruolo
femminile nel periodo della Grande Guerra.
Spiega Bruna Bertolo: “Tra il maggio 1915 e il novembre 1918
milioni di uomini armati combatterono e morirono nelle trincee della Grande
Guerra. Nel fronte interno l’esercito silenzioso delle donne visse una guerra
forse meno crudele ma certo faticosa e angosciante. Attraverso i nomi e le
storie, spesso quasi dimenticate o ignorate, di tanti personaggi femminili,in
questo libro racconto “l’altro modo” di fare la guerra. Le donne sostituirono
gli uomini partiti per il fronte sui luoghi di lavoro, in fabbrica e in
campagna. Le crocerossine curarono e consolarono, sfidando i bombardamenti e i
pericoli. Molte, diventate bottino di guerra, subirono la violenza dello
stupro. Altre salirono per i pendii delle montagne con le gerle cariche di
munizioni e viveri. Tanti modi sottovalutati e taciuti di vivere la guerra. Ma la Grande Guerra la combatterono anche
loro: le donne”.
Voglio precisare, perchè non esplicitato nell’articolo, che questo libro è la continuazione ideale e concreta di un altro libro della stessa autrice: “Donne del
Risorgimento. Le eroine invisibili dell’Unità d’Italia” che si chiudeva
proprio con le parole di Cristina Trivulzio di Belgioioso.
Di Giacomo Nigro(---.---.---.207)12 marzo 2016 11:35
In realtà si tratta anche di un tema di solidarietà, ma L’Europa del nord non può essere solidale anche con i suoi prodotti? Se ignoro qualcuno m’aiuti!