L’Ucraina ha avuto la sua prima indipendenza come Repubblica
popolare ucraina con capitale Kiev nel 1918. Poi l’ha ottenuta di nuovo, in accordo con la Russia nel 1991. Più di trent’anni fa. Dire che è una nazione che "storicamente non esiste" è la ripetizione acritica della narrazione putiniana. Roba da allocchi.
Appunto, sostieni un movimento il cui padre-padrone è un ex-comico e ti permetti di perculare un governante ex-comico chiuso in un bunker in attesa che vengano a bombardarlo. Chi ti capisce è bravo.
Poi mi inviti a studiare un po’ di storia e non hai nemmeno capito che non esiste qui un diritto alla "autodeterminazione dei popoli" dal momento che i separatisti del Donbass non sono un popolo in quanto russofoni, quasi tutta l’Ucraina è in percentuali variabili russofona. Proprio come il suo presidente, il deriso ex-comico.
Gli indipendentisti vogliono la scissione per motivi politici essendo filo-russi, e contrastano la maggioranza filo-occidentale del paese e del governo. Non perché popolo "altro" dalla maggioranza del paese. E una scissione indipendentista per motivi politici — vedi le intemperanze della Lega di un tempo — non è contemplata in nessun codice di diritto costituzionale, nazionale o internazionale che sia.
P. s. l’uomo del destino di casa nostra, governa con l’appoggio di un governo composto da LeU, PD, M5S, Italia Viva, Calenda, Bonino, Forza Italia e Lega. Più varie ed eventuali che mi sono dimenticato. Evidentemente non te ne sei accorto...
A parte che il "comico" (ma se tu sei diventato un estimatore di Beppe Grillo, com’è che ti fa tanto ridere il fatto che il presidente ucraino fosse un comico?) si è trovato una situazione già devastata da almeno cinque anni di reciproche violenze, scaturite da una pretesa di scissione di due provincie da uno stato nazionale sovrano (a che titolo?). E che non poteva certo risolverla in quattro e quattr’otto viste le continue violazioni degli accordi di Minsk (1 e 2) da parte di entrambi, e l’aumento delle vittime di entrambi i fronti. E la pretesa russa di avere il diritto di inviare soldati propri a occupare territori altrui e combattere contro l’esercito regolare di uno stato sovrano. A parte tutto ciò, che già dal 2014 si configurava come una pesante intromissione russa, cioè di uno stato estero, negli affari interni di uno stato sovrano, per quale ragione l’Ucraina non avrebbe dovuto nemmeno pensare di procurarsi alleanze forti visto quello che succedeva già da tempo all’interno dei proprio confini internazionalmente riconosciuti? Detto questo, che non è poco, l’idea di volere appartenere alla Nato non è meccanicamente sovrapponibile all’appartenenza de facto alla Nato. Quello che è in atto, brutalmente, è un processo alle intenzioni. Logica che, traslata nel tempo e nello spazio, darebbe oggi ragione al prode Bush nel suo intento aggressivo di ammazzare Saddam Hussein e di distruggere il suo paese. Ragionamenti del cazzo, proprio, scusa la franchezza.
Aggiungo che Il programma elettorale di Zelenskyy affermava (nel 2018-19) che il governo avrebbe dovuto fissare l’obiettivo di presentare domanda per un piano d’azione per l’adesione alla NATO nel 2024 e che avrebbe proposto di tenere referendum in merito. Referendum che peraltro non è stato indetto, al momento. Dopodiché la richiesta di adesione, ammesso che fosse sancita dal referendum e ratificata dal Parlamento, avrebbe dovuto iniziare l’iter dei colloqui con ciascun membro dell’Alleanza atlantica per convincerli, tutti, di avere le caratteristiche politiche e sociali che permettano l’adesione del paese. Se TUTTI – è richiesta l’unanimità – a loro insindacabile giudizio, avessero dato luce verde sarebbe iniziato il programma di adesione vero e proprio. Siamo molto lontani da quel processo.