Sono un medico ateo, ma non accetto di terminare la vita di un essere umano in fase embrionale ed evolutiva. Come non accetto di terminare la vita di qualsiasi altro paziente. Con il termine terminare intendo una operazione finalizzata alla interruzione delle funzioni vitali. L’aborto è questo. Al di là di ogni opinione: se tale embrione è o non è un uomo, ha una coscienza, etc.
E’ un essere vivente, specie umana. Punto.
La scienza medica che si può offrire ai pazienti di un ospedale è vastissima e l’aborto è solo una piccolissima applicazione di questa. Pertanto ritengo che sarebbe giusto che gli ospedali garantiscano un numero minimo di medici praticanti l’aborto, attingendo alle numerosissime graduatorie già presenti, e non negare ad un buon medico non abortista di prestare il suo servizio per la medicina.
Danilo