personalmente il Salento è la regione che conosco meglio di altre, e lì c’è molta disoccupazione giovanile. ci si accorge anche che in una miiriade di paesini di qualche migliaio di abitanti c’è davvero lo stretto necessario e la gente è costretta a spostarsi per ogni genere di necessità primaria, che so anche per comprarsi un paio di scarpe. a proposito di scarpe ultimamente ho scoperto un calzolaio venticinquenne (lo avrei baciato per la sua audacia lavorativa). sono d’accordo con te, è proprio questo che viene a mancare in certe zone d’Italia, la volontà politica e quella "famigliare" a favore della piccola imprenditoria, per il Salento per esempio che è una zona agricola molto agevolata dalla natura potrebbero nascere delle coperative di giovani, idem nell’artigianato piuttosto che lasciarlo in mano a società anonime che ti sfruttano chissà quale popolazione non bene identificata. è una terra ricchissima di prospettive e di tradizione creativa e dove non ci sarebbe nemmeno bisogno di manipolare "l’ambiente" per creare uno sviluppo lavorativo per i giovani, se solo lo si volesse. cosa faremo quando non ci saranno più gli idraulici, i falegnami, elettricisti, etc?
ferni