I “focosi” critici
del Presidente della Repubblica si guardano dal fare cenno ad una verità
plateale.
SE al posto di un principiante inesperto di politica e di PA come
Giuseppe CONTE fosse stato proposto a Premier uno specialista navigato del calibro
di Carlo COTTARELLI, lo scrupoloso Presidente Mattarella non avrebbe sollevato riserve
(poi diniego) su un Ministro dell’Economia antieuropeista dichiarato quale
Paolo SAVONA.
E’ infatti il Presidente del Consiglio (come da art 95) il primo
interlocutore ed il garante del Presidente della Repubblica in quanto “dirige
la politica generale del Governo”, ne “mantiene l’indirizzo politico” e “promuove e coordina l’attività dei
Ministeri”.
Di più.
Il fatto che nessuno dei proponenti ha speso una parola di
rammarico sulla uscita di Conte dal Quirinale è la riprova che i timori
espressi da Mattarella sul premeditato piano B avevano un concreto fondamento.
Nessuno
mette in dubbio il livello di competenza e l’esperienza economica dell’81ne
Paolo SAVONA.
HA PERO’ manifestato dei propositi a dir poco battaglieri nei
confronti dell’UE, dell’euro e dei vigenti Trattati.
E’ descritto, da chi lo ha
frequentato da vicino, come soggetto “irascibile” nell’esporre con molto vigore
le proprie ragioni.
Non ultimo. VISTA l’età ben avanzata il Paolo SAVONA ha
tutto da guadagnare e nulla da perdere da “drastiche” iniziative di rottura.
Per contro i compiti e i poteri assegnati al Presidente MATTARELLA riguardano,
tra l’altro, la collocazione internazionale dell’Italia e la ratifica dei
Trattati di vario tipo (politici, con oneri alle finanze e modificazioni di
leggi).
E QUINDI anche su questa base si confronta e discute con i singoli candidati
proposti per i vari Ministeri.
Suo primo dovere è fare l’interesse del paese, andando
Avanti con Metodo …
Accostare Matteo Renzi a Giuseppe CONTE è a dir poco blasfemo.
Per quanto sia ambizioso
e scafato il G Conte ha consegnato il suo futuro di aspirante premier a due “personaggi”
come L Di Maio e M Salvini. Leader “carismatici” che si accordano solo se E/O
fino a quando ne hanno una personale convenienza.
Non per niente Matteo RENZI,
che è del loro stesso stampo, si guarda bene dall’aprire dei rapporti e non
manca occasione per attaccarli e denigrarli.
Ne consegue.
La “carriera”
politica di G CONTE sarà fatta di singole tappe forzate.
PRIMO traguardo
riuscire con il presidente Mattarella a convalidare il suo incarico e combinare
una decente squadra di governo. POI dovrà presentarsi alle Camere e ottenerne
la fiducia. POI potrà stilare il primo provvedimento da sottoporre al
Parlamento. POI …
Ciascuna tappa sarà per lui una nuova avventura dagli esiti tutt’altro
che scontati.
Con Di Maio e Salvini sempre pronti ad additare un “colpevole”. PRONTI altresì a ritirarsi, dichiarandosi “vittime” del sistema partitocratico
(establishment) E/O ad invocare, con più forza, il ritorno alle urne.
Per
fortuna è anche pronto il Presidente
Mattarella a “far rispettare” poteri e prerogative riconosciutegli dalla
Costituzione.
Ergo.
Per spiegarsi il “fascino” assertivo E/O ostativo (mutevole)
di certi personaggi carismatici e “accentratori” basta risalire a quella sorta di
“incantamento” frutto di una roboante risonanza mediatica.
C’E’ SOLO un modo d’uscire
dall’odierna impasse istituzionale.
Prendere
coscienza e riscattarsi da siffatta dilagante “miopia virtuale”.
Il governo
“neutrale”, ventilato da MATTARELLA (7.5), si sarebbe comunque concluso a
dicembre per andare al voto.
DOPO le varie settimane di discussioni tra M5S e
Lega il Presidente della Repubblica non poteva non avviare l’iter per conferire
l’incarico di formare un governo.
Da un lato avrebbe potuto essere tacciato di avere
“pregiudizi” e di “ostacolare” il cambiamento voluto da milioni di elettori.
Dall’altro avrebbe offerto l’estro a L Di Maio e M Salvini di dichiararsi “vittime”
del sistema partitocratico (establishment) e d’invocare, con più forza e chance,
il ritorno alle urne.
HA SCELTO perciò di mettere alla prova l’alleanza
giallo-verde e di far vedere quanto vale in concreto la sventagliata di
provvedimenti promessi.
Sempre pronto comunque a “far rispettare” i poteri e le
prerogative riconosciutegli dalla Costituzione.
Ancora.
NULLA esclude che una tale
alleanza di governo possa evidenziare, in tempi raccorciati, una serie di
discrepanze, di fragilità e incongruenze.
Ossia: promettere è facile, difficile
è realizzare. Come si dice: provare per credere e .. tirare poi le conclusioni.
Frattanto potrebbe lievitare nelle altre vetuste forze politiche la decisa volontà
di rivedere da subito l’assetto Parlamentare e la legge elettorale.
Ergo.
A
FINE ANNO potremmo essere “pronti” a tornare alle urne. Proprio quel percorso che
Mattarella delineava con la sua proposta di governo “neutrale”.