Delle prime
3 riforme promesse (flat tax, reddito di cittadinanza e Legge Fornero) per ora vedremo
soltanto “assaggini”. Guarniti con dei bonus per ristretti e “mirati” gruppi di
persone.
Il tutto cercando di convincere l’Europa che con certe manovre (in
deficit) riusciremo ad abbassare il Debito tra un paio d’anni.
Con buona pace
della Corte dei Conti e del Quirinale.
Nel contempo, anche con l’ombrello della
QE chiuso, gli operatori finanziari dovrebbero continuare ad investire
sull’affidabilità dei nostri Titoli.
L’importante è comunicare (media e web) recitando
al meglio delle formule accattivanti.
Messaggio inequivocabile è che in ogni caso la responsabilità di risultati
miseri e deludenti dovrà essere imputata ad altri (dentro e fuori il governo).
Nel merito.
La vera discriminante
è che non s’intravvede una consistente e credibile alternativa di governo.
Un
qualsiasi “vuoto” istituzionale avrebbe effetti devastanti sull’economia e sul
tessuto sociale. Sarebbe un balzo all’indietro di una decina d’anni.
Nel 2018
il PIL è in frenata mentre il Debito sta crescendo in media di 10 miliardi al
mese.
Eppure in questo quadro c’è chi propone una netta inversione di rotta. Ossia.
AL BANDO il “vetusto” rigore. VARARE una manovra improntata sulle uscite
(investimenti e benefici individuali) darebbe fiato all’economia, giovando al
bilancio e al benessere dei cittadini.
Peccato che per il 2018 il rapporto
Deficit/PIL potrebbe al massimo migliorare solo di uno 0,1%.
Peccato che il
portafoglio di nostri TITOLI in mano ai “non residenti” sia in fase di
contrazione.
LASCIAR
intendere che per avere l’incarico di Premier o la nomina di Ministro occorre
essere un “eletto”, se non superare perfino dei concorsi.
SOTTACERE il fatto
che i partiti sono “libere associazioni private” di cittadini che aderiscono
sua sponte di anno in anno; che ne decidono organizzazione, regole e presenza
sul territorio e ,per questo, sono soggetti al codice penale.
Non ultimo,
SVICOLARE sulle “porte aperte” che, per principio, qualificano i centri di accoglienza
della CEI.
Nel merito.
Siffatte “lacune” possono maturare da un livello di
arroganza tale da sfiorare la tara psicologica. Da considerare è che, aldilà
della loro veridicità, le sortite roboanti ed i gesti eclatanti sono la chiave prescelta,
di leader carismatici ed auto referenti, per attirare l’attenzione altrui e
generare consensi.
DA QUI alla mitomania il passo è breve.
Unica difesa è
rifuggire da dei tratti tipici di un Dossier Arroganza che …
Con una lunga crisi che ha prodotto milioni di disoccupati e di indigenti, favoleggiare di reddito di cittadinanza, lavoro ai giovani, taglio dei privilegi e voce al popolo è stato come mostrare l’acqua agli assetati.
Peccato che ora c’é da confezionare la prossima Legge di Bilancio.