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paolo

L'età avanza e perciò la lascio perdere ,coniugato con figlio ,milite assolto ,laurea in fisica + corsi post ,vita lavorativa intensa e a tipologia variabile dall'insegnante(breve) all'autonomo con passaggi in mutinazionali .
Interessi personali in elettronica ed informatica .

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  • Primo articolo martedì 08 Agosto 2010
  • Moderatore da martedì 11 Novembre 2010
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Ultimi commenti

  • Di paolo (---.---.---.118) 6 febbraio 2011 18:03

    Anna Maria Greco ha subito una perquisizione in relazione ad una ipotesi di reato di abuso d’ufficio eventualmente commesso dal consigliere laico del CSM Matteo Brigandi’ .L’ipotesi prevista in questi casi è il favoreggiamento ,molto difficile da dimostrare ,nel caso di transazioni in danaro o beni per ottenere il documento ,diventerebbe corruzione (reato molto più grave) . In ogni caso la perquisizione è legittima inquanto la giornalista potrebbe essere in possesso di prove significative .

    E tieni presente che un giornalista è responsabile sia delle modalità con le quali entra in possesso sia dell’uso del materiale acquisito . Se per avere un documento , entro in casa d’altri e lo rubo , commetto un furto e non posso giustificarmi dicendo che sono un giornalista . Nel caso specifico se pubblico una foto ,commetto una violazione della privacy , se pubblico una foto con un commento allusivo che tende a sputtanare ,incappo nel reato di diffamazione.E in nessun paese al mondo viene ammessa la pubblicazione di una notizia falsa . Lo puoi fare ma poi paghi le eventuali conseguenze.
    In sostanza la notizia ,per quanto importante e utile , non giustifica un reato .
    Sta al giornalista decidere se ne vale la pena . Un " grande giornalista " antepone l’importanza della " grande notizia " alle sue conseguenze personali .In questa situazione siamo molto lontani da entrambe le cose .
    Quindi non è una questione di opinioni , ma è una questione di diritti da rispettare oppure di conseguenze da mettere in conto.

    Ciao Zag .


    .


  • Di paolo (---.---.---.118) 6 febbraio 2011 17:20

    I non giornalisti danno le non notizie.

  • Di paolo (---.---.---.118) 5 febbraio 2011 19:30

    Il patto perverso,caro Paudice ,sta andando avanti e temo proprio che nessuno riuscirà a fermarlo .

    A te l’impunità e a me la secessione . Per arrivare a questo scopo tutti i metodi sono buoni e i soldi di Paperon dei Paperoni faranno la differenza . Il parlamento è pieno di Scilipoti e lo shopping non si fermerà fino a quando non avranno ottenuto quello che vogliono .
    Soltanto due cose potrebbero fermarlo , un patto federativo tra tutte le opposizioni ,senza se e senza ma oppure l’eliminazione fisica di Silvio Berlusconi . La prima è improbabile per i veti incrociati ,la seconda non è auspicabile perchè porterebbe alla guerra civile .
    Ci sarebbe anche una terza via che sarebbe l’applicazione delle leggi e lo svolgimento dei processi che riguardano il premier , ma già sappiamo che ciò è possibile soltanto in un paese civile e non è ,purtroppo ,il nostro caso.
  • Di paolo (---.---.---.118) 5 febbraio 2011 11:59

    Fino a quando il dipendente pubblico non sarà certificabile , in termini di produttività , come un lavoratore del privato ,qualsiasi unificazione dei contratti è semplicemente impossibile .

    Per quanto concerne i sindacati CISL ( Bonanno) e UIL (Angeletti) , non sono sindacati ma cavalli di troia funzionali al governo . Mi meraviglio che ci siano ancora lavoratori che , per pura appartenenza politica ,si affidano alle mani di questi signori.
  • Di paolo (---.---.---.118) 5 febbraio 2011 09:21

    Era implicito che l’atto non potesse essere emesso dalla Bocassini . Non discuto e non metto in dubbio il trauma di una perquisizione cosi’ come ben descritta dalla giornalista nel trasmissione di Paragone su RAI 2 ,ieri sera .Mi sono commosso (?) . Ma questo è quello che prevede la legge e non bisogna connotarlo come atto intimidatorio o ritorsivo . Perquisizioni simili le ricevono altri giornalisti di altre testate (vedi il Fatto Quotidiano ) ,quando sussistono i presupposti di un reato . E non si vede per quale motivo la stampa del gran visir Silvio debba godere di particolari tutele. Al limite si cambi la legge .

    Tornando al tuo ragionamento , l’equivoco di fondo è che in questo caso non è in gioco la libertà di stampa . C’è una non giornalista che tira fuori,con metodi al vaglio dei magistrati , una non notizia ,peraltro già utilizzata dal Giornale nel 1996 , per fini di evidente sputtanamento nei confronti della Boccassini . Dico e sottolineo non giornalista perchè il metodo utilizzato e la notizia in se in quanto non notizia ,escludono qualsiasi forma di giornalismo .Si è trattato di prefabbricazione di un’atto ai fini di colpire moralmente e professionalmente un magistrato ,con scopi ed intendimenti evidenti.
    Quindi non è in discussione nè la libertà di pensiero nè la libertà di stampa ,è in gioco l’obbligo dell’azione penale quando si configura un reato che , nel caso specifico ,è diffamazione a mezzo stampa . La foto in questione ritraeva la Boccassini ,anno 1981 ,che si baciava con il proprio fidanzato (ex lotta continua) oggi direttore di un quotidiano , in un’aula del tribunale . Atto per cui la Boccassini è stata sanzionata amministrativamente perchè non consono al rigore del luogo .
    Far diventare questa cosa ,con un’articolo tutto da leggere, una depravazione , un’atto equivoco da mettere quanto meno sullo stesso piano del bunga bunga ,con implicazioni di estremismo politico e quindi di malafede nei confronti del premier arlecchino ,non è giornalismo . E’ cosa molto diversa.

    Ciao e mi scuso per la lungaggine .

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