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Commento di Renzo Riva

su Il 5 dicembre è il NO Berlusconi Day


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Renzo Riva Renzo Riva 6 dicembre 2009 17:37

Non hanno avuto nemmeno il senso del ridicolo.

90.000 scambiati per 1 milione.

non c’è che dire.

Bravi! 7+

Circolo Bettino Craxi -Via dei Ramni 4 Roma-

ROMA (5 dicembre) - " Pdl all’attacco contro il No B day. «Volevano partecipare anche Nicchi e Fidanzati, mi dispiace per loro perché la polizia li ha tratti in arresto e gli ha impedito di partecipare», ha detto sarcastico il ministro della Difesa e coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa. Secondo il ministro «la notizia del giorno non è il No B Day ma la perdurante azione delle forze dell’ordine contro la mafia, oggi ci sono stati due arresti, uno a Milano, complimenti alla polizia».
Dello stesso tenore il commento di Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra. «Nella piazza di Roma manca solo Spatuzza», ha dichiarato in una nota." (Da Il Messaggero)
 
Mentre IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO documentava l’efficienza del governo inaugurando l’attesa, da tempo, linea ferroviaria ad alta velocità Torino Salerno e MARONI annuciava la cattura dei capi mafiosi, gli orfanelli di Prodi, capitanati da Tonino Di Pietro, si sono esibiti in una grottesca e vomitevole performance al centro della capitale, bloccando, tra l’altro, per ore la città; e -diciamolo pure- a noi romani queste inutili, paralizzanti per la vita cittadina, manifestazioni giornaliere hanno rotto gli zibidei .
 La scarsa partecipaziopni dei presenti (RISPETTO ALLE PREANNUNCIATE PREVISIONI) non ha scoraggiato questi ultimi dal presentarsi agli sfortunati abitanti di Roma, con un ignobile, osceno spettacolo, privo di dignità morale e politica che ha giustamente suscitato l’indignazione degli sbigottiti passanti.
Erano presenti , oltre agli organizzatori dell’IDV, quasi tutti fuoriusciti dalle varie formazioni politiche -di destra e di sinistra- e, raccattati da un Di Pietro dalla bocca buona, anche gli immancabili dirigenti del frammentato ed incerottato arcipelago comunista (Vendola, Diliberto, Rizzo ecc.) in cerca di una qualche visibilità, i superstiti verdastri, che poverini ormai sono ridotti a chiedere di essere riconosciuti come "specie protetta ", gli extra comunitari di fede islamica sodali dei terroristi e gli immancabili centri sociali (quelli di "10,100,1000 Nassiria" ). Non potevano naturalmente mancare i malinconici rappresentanti della componente minoritaria del PD fra i quali si sono intravisti il chirurgo Marino, la ballerina di Malindi on. Melandri , il boy scout Franceschini, che ricorda sempre più l’Alberto Sordi degli "Amici della Parrocchietta" e, incredibile ma vero, anche una persona garbata ed acuta come Rosy Bindi. 
 I manifestanti si sono sforzati di soddisfare le proprie insoddisfazioni personali e politiche,vociando in maniera scomposta e rinnovando l’invocazione rituale ed esorcizzante di immediate, salvifiche dimissioni del demoniaco cavaliere nero, cioè di Berlusconi .
Purtroppo -per loro- è fastidiosa consuetudine nei Paesi democratici che i governi vengano sostituiti per volontà popolare, che normalmente si esprime tramite voto elettorale e non per le ridicole piazzate, gestite da bande organizzate da folli affetti da nevrosi e senza speranza di guarigione. (n. b.)
 
Peccato che il Compagno Nino non abbia scritto cosa la Serracchiani, -aveva annunciato la sua partecipazione a titolo personale-, abbia detto o fatto in tale occasione.
 
Mandi,
Renzo Riva
349.3464656


La retorica dei numeri27102008

Dopo ogni manifestazione di piazza, scattano puntuali le polemiche sulle cifre: due milioni di partecipanti, un milione300mila… bah. Non ho occhio per queste cose: a malapena riesco a distinguere se nell’aula in cui faccio lezione ci sono 50 o 100 presenze, dopo anni di didattica. 

Con numeri più grandi, poi, l’impresa per me si fa impossibile.

Mi conforta il fatto di non essere l’unica, a non esser capace. Perché è su questa specie di cecità che fanno leva i leader politici dopo ogni evento di piazza: gonfiano (o sgonfiano) i numeri – a seconda delle convenienze – da poche centinaia di migliaia a milioni (o viceversa).

E lo fanno tutti, a destra come a sinistra.

Leggi questo illuminante articolo, apparso su Il Sole 24 ore, 25 ottobre 2008.

NELL’ARENA 300MILA POSTI: I MILIONI SONO SOLO LEGGENDA

di Marco Ludovico

La gara a chi la spara più grossa trova sempre un nuovo vincitore, se si tratta delle cifre sulle manifestazioni politiche e sindacali. Aspettiamo, dunque, i numeri di oggi. Sorridono intanto sotto i baffi i dirigenti del Viminale: da tempo hanno deciso di non dare più le loro stime, per non entrare nel conflitto politico. Ma la matematica non è un’opinione.

Il Circo Massimo, in base alla sua estensione (72mila metri quadrati), calcolando un massimo di quattro persone a metro quadro – ed è già tanto – contiene al massimo300mila persone. Nel 2002 Sergio Cofferati, contro il terrorismo e le modifiche all’articolo 18, portò un mare di persone anche oltre la piazza, ma i tre milioni dichiarati dagli organizzatori erano evidentemente sopravvalutati. Il successo di quell’evento è incontestabile, ma da allora è partita una rincorsa nelle stime senza limiti.

Per gli organizzatori scendere sotto il milione è ormai sinonimo di insuccesso.Ecco allora che si è arrivati anche a duplicare le stime. Nel 2006, a piazza San Giovanni, Silvio Berlusconi dichiarò «due milioni» di manifestanti: peccato che, con lo stesso inattaccabile criterio di calcolo della questura di Roma usato per il Circo Massimo, in quel luogo ce ne possono stare al massimo 150mila. Lo ha fattoRifondazione l’anno scorso nella medesima piazza romana («Siamo un milione!» ma erano 150mila), lo ha fatto poco prima An al Colosseo («Siamo mezzo milione» in realtà circa 60-70mila).

Dirigenti del dipartimento di Pubblica Sicurezza, come Carlo De Stefano (oggi capo dell’antiterrorismo) o Nicola Cavaliere (vicecapo della Polizia), quando erano giovani poliziotti in ascesa hanno contribuito più di ogni altro a raffinare i metodi di calcolo.Ma allora si aveva a che fare con bugie più soft. Come quando negli anni Ottanta del secolo scorso piazza del Popolo era appannaggio della Destra, in testa il segretario Msi Giorgio Almirante. Mentre il piazzale davanti alla Basilica di San Giovanni rimaneva per tradizione della sinistra. Si faceva a gara, in quel caso – specie se c’erano due manifestazioni in contemporanea – a dire qual era la piazza più affollata. Peccato che piazza del Popolo può contenere al massimo 60mila persone: il Msi non avrebbe mai potuto vincere.

Sempre in quegli anni la Polizia ricorda le angosce della sinistra, quando a San Giovanni si temeva un afflusso inferiore al previsto: con la corsa affannosa aposizionare il palco dei leader al centro della piazza, per mostrare alle telecamere il tutto esaurito. Dietro, però, c’erano centinaia di metri quadrati deserti.


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