"... bisogna farne di strada da una ginnastica d'obbedienza
fino ad un gesto molto più umano
che ti dia il senso della violenza
però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni" (De André, Nella mia ora di libertà)
Intervista come molti spunti interessanti, come il passaggio sull’economia che diviene "teologia laica".
L’entusiasmo iniziale per Zapatero, per quanto mi riguarda, si è ben presto affievolito, anche se sul terreno dei diritti civili sembrava un altro pianeta rispetto alla classe politica italiana che ha governato in questi anni, ipocrita e benpensante. Baciamano ai vescovi di giorni, coca e bunga unga la sera.
al di là del rapporto Palmer (da più parti contestato) c’è da notare non solo che il blocco delle navi dirette verso Gaza va avanti da molto prima della formale istituzione, ma anche che si tratta di un caso praticamente unico nel diritto internazionale, visto che è una misura prevista in caso di guerra tra due entità riconosciute, mentre Israele non riconosce Hamas, non ci sono praticamente precedenti
al di là di ciò, concordo sul fatto che sia una provocazone politica, per me legittima e utile a parlare della condizione della popolazione a Gaza
Sulla questione del valico di Rafah e del blocco navale, riporto una faq dal sito della nave Tahrir
Will the Freedom Flotilla II continue if Egypt opens the Rafah border? A:
Yes, we will still continue with our plans. The maritime blockade by
Israel remains a major obstacle toward achieving normal life in Gaza.
The Canadian Boat to Gaza and the Freedom Flotilla movement will
continue our work until the port of Gaza is opened to ensure free
circulation of goods and people. Gaza is the only port on the
Mediterranean which is closed to shipping and the only coastal area in
the world which cannot access its own territorial waters. Until the
Palestinians of Gaza can travel freely and trade with the world, we will
continue to challenge this illegal military blockade.
al di là del fatto che l’IDV sia un partito (semplifico) culturalmente di destra (cosa che secondo me è sempre bene sttolineare) l’articolo non credo che ipotizzi impossibili convergenze tra Cremaschi e Di Pietro.
Più che altro mette giustamente in evidenza una contraddizione. In altre parole: in Italia combattono un governo per delle scelte politiche che invece sostengono in Europa
Inoltre, aggiungo, questo articolo ha il merito di ricordare la vicenda della direttiva Bolkenstein
Alla base di tutto c’è comunque l’anomalia costituita da Berlusconi, che ha fatto diventare l’enfasi per la legalità, il rispetto delle leggi sempre e comunque (anche quando queste leggi sono inique) una battaglia "di sinistra".