Sono una blogger in copy left da molti anni e mi piace impegnare parte del mio tempo nel giornalismo partecipativo, usando il cestino-come mezzo- per raccogliere quelle piccole e preziose cronache di vita, spesso sotto traccia.
ultima notizia: - ISTANBUL, 13 SET - Sei migranti, tra cui due bambini
molto piccoli e tre minori, hanno perso la vita nel mare Egeo
dopo essere stati respinti dalle forze di Atene verso le acque
territoriali turche mentre tentavano di raggiungere le isole
greche.Lo rende noto la guardia costiera di Ankara, come
riporta Trt, facendo sapere che sono state messe in salvo 73
persone ma altre cinque risultano disperse.L’episodio è
accaduto nei pressi di Marmaris, in provincia di Mugla, sulla
costa meridionale turca sull’Egeo. (ANSA).
ho dato spazio a questo gallico signore sulla mia pagina FB, anche se non è umoristico affatto, fa solo pena. A ben pensarci neanche quella Ti abbraccio,grazie
AGGIORNAMENTO è notizia di oggi : "Sono rimasti e rimarranno in fondo al mare una giovane donna e il suo bambino piccolo.I due corpi sono rimasti intrappolati nella carcassa di una imbarcazione colata a picco mesi fa di fronte alle coste del Libano.Sono stati avvistati da soccorritori incastrati in un oblò.E’ il frammento più straziante della testimonianza di uno dei partecipanti alle operazioni di soccorso, conclusasi senza risultato nelle ultime ore nel nord del Libano, degli oltre 30 corpi di migranti libanesi e siriani annegati quattro mesi fa dopo aver tentato un viaggio della disperazione verso le coste italiane."C’era una donna giù in fondo, il cui corpo è rimasto incastrato a metà fuori da un oblò, mentre teneva in braccio suo figlio... ci ha spezzato il cuore", ha detto Tom Zreika, uno dei soccorritori, citato stamani dai media libanesi.Il 24 aprile scorso l’imbarcazione che trasportava più di 85 migranti affondò in circostanze ancora da chiarire dopo un contatto con una motovedetta della marina militare libanese. Una quarantina di persone, per lo più donne e bambini, rimasero intrappolate nell’imbarcazione e non riuscirono a mettersi in salvo. Le operazioni di recupero, cominciate nei giorni scorsi sotto il formale coordinamento della Marina militare libanese, sono stare organizzate con mesi di ritardo da una iniziativa privata, con una raccolta di fondi gestita in parte da una rete di familiari delle vittime, presenti per lo più in Australia.Dopo alcuni tentativi, durante i quali i resti di alcune persone sono stati portati in superficie disfacendosi sotto gli occhi dei soccorritori, la marina libanese ha informato l’organizzazione non governativa australiana AusRelief dell’impossibilità di continuare per non meglio precisati "rischi di sicurezza". I circa 30 corpi non recuperati, tra cui quello della giovane donna e di suo figlio, sono quindi destinati a rimanere in fondo al mare, riferiscono i media."
"Fa sempre piacere vedere dei politici, è chiaro che quest’anno percepiamo che la campagna elettorale sia più impellente e quindi abbiano più voglia di essere visibili. Vorremmo però che durante l’anno portassero avanti le nostre istanze: il disegno di legge sulle vittime dell’incuria. Nessuno ci ha mai chiesto scusa. Nessuno è stato colpito dal punto di vista professionale, anzi: abbiamo regalato loro 8 miliardi per riacquisire la gestione di una nostra infrastruttura. Questo è dal nostro punto di vista imperdonabile. Quello che è successo pensavamo portasse a un cambiamento più radicale. Al momento non vediamo ancora cambiamenti che ci diano soddisfazione. In questo anno ciò che fa più male è la cessione della concessione. È inaccettabile quello che è successo, inaccettabile che questa concessione, già scritta come nessuno di noi l’avrebbe scritta neanche per comprare una bicicletta, non sia stata stracciata ma addirittura remunerata agli azionisti, una cosa che umanamente non potremo mai accettare, noi e credo anche tutti i cittadini che sapessero realmente cosa è successo, perché purtroppo tanti non sanno e quando capita di raccontarlo rimangono sbalorditi. Proveremo a costituirci parte civile al processo come comitato, in ogni caso la mia famiglia è costituita parte civile, e quindi in qualche modo ci siamo, in rappresentanza anche delle altre famiglie. Ma speriamo comunque di riuscire a essere presenti come comitato, la nostra non è un’associazione che si costituisce parte civile per incassare dei soldi, si costituisce parte civile per vigilare sul processo, per essere parte attiva nel processo, è impossibile che non si capisca che il comitato non poteva nascere prima rispetto alla tragedia, speriamo che i giudici possano capirlo, che accolgano la nostra richiesta e che questo possa fare giurisprudenza." Egle Possetti, presidente del comitato Ricordo vittime ponte Morandi oggi 14 agosto 2022 Sono passati 4 anni, il 17 agosto scrissi "Genova, Ponte Morandi | Come vivere sotto una cupa minaccia? Sopra le case deve esserci il cielo, non un’autostrada" https://www.agoravox.it/Genova-Ponte-Morandi-Come-vivere.html quanto sopra lo metto a commento e ringrazio sempre Michele Guyot Bourg che nel 2012 presentava su Facebook alcune immagini da lui eseguite a quel mostro della modernità che era il Ponte Morandi: "Nel 2012 ho pubblicato parte di una mia ricerca fotografica effettuata negli anni ’80 sull’incidenza negativa dell’autostrada sul quotidiano vivere accanto e sotto questa opera e l’avevo intitolata "VIVERE SOTTO UNA CUPA MINACCIA".