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Da Auschwitz a Mauthausen, dal Congo allo Yemen, a Gaza si susseguono i genocidi e ogni volta il mondo resta in silenzio

Di Attilio Runello (---.---.---.211) 21 ottobre 2025 18:32

Il mondo sino a solo settanta anni fa era un pianeta con un impero sovietico che arrivava sino a Berlino, un impero inglese che occupava mezza Africa, parte dell’Asia e altri territori. La Francia occupava l’altra metà dell’Africa, alcuni territori asiatici e altri territori. Colonie avevano ancora Spagna, Portogallo, Belgio. Gli Stati Uniti conducevano una politica imperialista economicamente e con basi militari. La decolonizzazione è avvenuta in po’ alla volta negli anni sessanta e settanta. l’Unione sovietica è crollata nel 1991. Tutt’oggi la Cina occupa il Tibet e il territorio degli iuguri che non sono cinesi. Ogni tanto minaccia di invadere Taiwan. A Hong Kong ha messo in carcere tutti i manifestanti di cinque anni fa. La Russia ha invaso l’Ucraina. I genocidi? Ci sono sempre stati. Soltanto che i libri di storia non ne parlano oppure lo fanno superficialmente. Storicamente si parla solo della schoa. E siamo invitati a ricordarlo perché non si ripeta. Ma il mondo non è per niente in pace. Solo che la comunità internazionale non è pronta nemmeno per parlarne Noi europei siamo stati colonizzatori sino a sessanta anni fa e ci erigiamo a proclamatori dei diritti umani e della pace. Siamo credibili? Abbiamo dovuto affrontare un problema più grande persino dei tanti genocidi - si potrebbe anche chiamarli massacri. Quale? Quello di una possibile terza guerra mondiale con le armi atomiche di cui nel mondo ne esistono ancora più di dieci milà testate, abbastanza per distruggere il pianeta. Il pericolo è finito con la caduta dell’Unione sovietica. E speriamo che sia finito. La storia è piena di popoli che hanno fatto conquiste massacrando intere popolazioni. Di Stalin si dice che abbia uccisi decine di milioni di persone in Siberia, nei gulag, in Ucraina cento anni fa. In Cambogia nel secolo scorso gli kmer rossi uccisero tre milioni e mezzo di cambogiani. Fa bene la scrittrice a denunciare le tante guerre che ci sono nel mondo. Perché non se ne parla? Perché sono sempre avvenuti e l’Occidente non è pronto per sentirselo dire. È tutta colpa dell’Occidente? Assolutamente no. Anzi il contrario. Ma che cosa ci può fare? Non è più colonizzatore e alla fine delle colonie in Africa sono andati al potere dittatori che hanno fatto cose peggiori delle colonie. E gli africani lo sanno benissimo. Si parla solo di Gaza? Solo per ragioni politiche si parla di Gaza. Per ragioni politiche Fra qualche mese ci saremo dimenticati dei palestinesi come ci siamo dimenticati di tante altre cose. l’Occidente di oggi non vuole più uccidere nessuno. Ma vuole occuparsi del proprio lusso, benessere o della propria povertà. E se uccide a volte è solo per difendere se stesso e il proprio sistema di vita. Siamo minacciati? Certo che lo siamo. Di solito con il terrorismo. E in altro modo? In altro modo no solo perché la Nato è forte militarmente ed è in grado di difenderci.


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