Il bicameralismo
PARITARIO può essere superato in vari modi.
Nel merito.
L’attuale consistenza del
nostro Parlamento ci dice che viene eletto 1 Deputato ogni 100 mila abitanti e
1 Senatore ogni 200 mila. Un rapporto più che assimilabile a quello delle altre
democrazie occidentali.
La RIFORMA della Costituzione da confermare prevede che
95 (tra Consiglieri Regionali e Sindaci) avranno, IN AGGIUNTA, il gravoso incarico
di riunirsi periodicamente a Roma e assolvere ai non pochi compiti demandati al
futuro Senato. Con il riconoscimento di una diaria e delle relative spese di
viaggio, di alloggio e di assistenza.
Ecco allora una variante.
RIDURRE della
stessa entità l’attuale numero dei membri della Camera significa passare a 1 Deputato
ogni 115 mila abitanti.
I futuri Senatori verrebbero ELETTI in aggiunta ai vari
componenti gli Organi territoriali e potrebbero svolgere, a tempo pieno, i vari
compiti assegnati. La loro permanenza in carica sarebbe indipendente dalla
durata e dalle vicissitudini dei correlati Enti territoriali.
Il totale dei costi
di questi due raggruppamenti assembleari sarebbe analogo a quello dell’odierna Camera
dei Deputati.
Postilla.
Il VERO quesito referendario non è se c’è oppure no la
volontà di cambiare, ma se la riforma proposta non ha delle sensate alternative,
magari più in linea con gli obiettivi dati.
La “Democrazia” non corrisponde alla
“prosopopea” di una casta di Primi Super Cives attenta a privilegi, interessi ...
Per il
premier RENZI non è affatto di sacrificio dover arrivare a mollare certi
passaggi dell’Italicum, se non addirittura l’intera legge.
Le sue reali
aspettativesono tutte rivolte al buon esito del noto referendum confermativo.
NULLA
infatti può dargli altrettanto prestigio duraturo quanto l’essere ricordato
come il leader politico che ha cambiato, in modo incisivo, la Costituzione e l’architettura
Istituzionale dello Stato. E, di conseguenza, poter continuare a governare fino
a fine legislatura per riproporsi alla prossima.
Tanto più che delle future
modifiche e integrazioni non cambierebbero il valore di siffatta riconosciuta
paternità.
Non solo.
Visto il calendario dei passaggi, il premier Renzi (come l’anno
scorso) può intanto ottenere, in via provvisoria, dalla Commissione UE quegli “eccezionali”
margini di flessibilità così essenziali per “rimpolpare” la sua Legge di
Stabilità del 2017. Puntando altresì sul fatto che, dopo appena 2 mesi da una
vittoria su tale referendum, la stessa Commissione non troverebbe i motivi “validi”
per un ripensamento.
ERGO.
INUTILE aspettarsi un puntuale confronto di merito sui
contenuti.
Le FURBERIE tattiche, ben condite di slogan roboanti, sono quello che
serve per “scompaginare” il fronte del NO.
GRILLO
proclama l’inizio della “seconda fase”. Ossia: niente vip né big, ma solo “portavoce”
a tema. Con Lui, sedicente “l’elevato”, che c’è di nuovo “a tempo pieno”. Spiega
che bisogna ricreare l’emozione e l’entusiasmo.
In pratica si tratta di un
ritorno alle origini. A partire dal coinvolgere gli iscritti (per 1 mese) sulle
modifiche del “Non Statuto” e del Regolamento.
Riflessioni.
I GUAI sono
cominciati con la dipartita di G. Casaleggio e le frizioni seguite alla scelta
del “direttorio”. L’elezione di V. Raggi a Sindaco di Roma ha fatto il resto.
In sostanza.
Ogni tentativo di insediare una articolata struttura organizzativa,
atta a gestire l’operatività politica del Movimento, risulta pretenzioso in
quanto del tutto inconciliabile con i meccanismi di quella democrazia “diretta”
(via web) fondata sull’assioma del “uno vale uno”. Da qui il “ritorno” alle
origini per “rinnovare” la carica in vista di future tornate elettive.
ECCO il
limite del sistema grillino > Tanti passi avanti e tanti indietro.
Gli
Organi che amministrano porzioni di territorio non hanno i compiti e le
funzioni di quelli (Parlamento, governo, …) che detengono e decidono le sorti
di un’intera nazione. Il Capo del governo non è affatto il Sindaco d’Italia.
GOVERNABILITA’ e stabilità di un paese non dipendono e non si esauriscono nella promessa
“velocità” decisionale di una unica Camera deliberante. VERO presupposto e requisito
è l’effettivo livello di “rappresentatività” di tutta la popolazione.
Per quanto
attiene alla sbandierata “semplificazione” e “trasparenza” basta andare a
leggere (capire) il testo del nuovo Art.70 che disciplinerà il Procedimento
legislativo.
Di più.
NESSUNO dei “sapienti” favorevoli al SI tenta di
dimostrare che la pluriennale crisi del paese è frutto di una mancata “svolta”
Istituzionale.
Con un DEBITO inchiodato sui 2.200 miliardi il prospettato risparmio
(da verificare) dei costi Istituzionali varrebbe circa lo 0,0002 (2 decimillesimi).
Curiosa è altresì la “profezia” che, dopo oltre 2 anni di annunciate riforme “epocali”,
senza questa conferma referendaria l’Italia rischierebbe addirittura il
“baratro”.
Non ultimo.
Un assaggio del futuro clima “democratico” è nel
dispositivo di quella Legge elettorale (ITALICUM) che può “regalare” (premio)
una maggioranza “blindata” anche con l’assenso di solo 1/3 dei cittadini.
Perché NO.
Non si cambia mai “tanto per vedere come va”. Cambiare ha un senso
purché l’alternativa offra accertabili soluzioni migliorative.
NON E’ il titolo
a fare la reale sostanza di una riforma Costituzionale.
A fronte di reiterati suadenti
“proclami”, la clausola vitale è andare Avanti con Metodo …
Con lo
strumento del ballottaggio, tanto caldeggiato dal premier RENZI, i cittadini
sono chiamati a scegliere da chi farsi governare.
Allo stesso modo con lo
strumento del Referendum confermativo i cittadini sono chiamati a dire SI o NO
alla riforma del Senato patrocinata dallo stesso Renzi.
Eppure c’è una
sostanziale differenza.
SE dovesse prevalere il NO il giudizio negativo dei cittadini non sarebbe
tale da offuscare il prestigio e il ruolo politico del proponente.
A DECIDERE del
suo futuro da premier sarà solo quella maggioranza (da Porcellum) che gli ha
dato finora fiducia (parole sue).
Da notare che gli “attributi” più usati proprio
da RENZI per qualificare il suo percorso politico sono coerenza, trasparenza,
linearità, … Mentre la contrarietà dei “dissenzienti” sarebbe legata solo al
loro viscerale attaccamento alla poltrona.