Qualcuno, a sinistra, aveva osannato Gianfranco come "salvatore della patria". Per mesi si sono rincorse voci che volevano attribuire a lui, in concorrenza con i Vendola o con altri "Papa stranieri" lo scettro per il riscatto delle masse. Oggi pare tocchi a Montezemolo, un aristocratico burocrate,altrimenti simbolo del vetero e falso capitalismo d’antan che rischia i soldi altrui. Elegante nel suo gessato di taglio inglese e per il vezzo con il quale getta indietro la folta chioma, LCdM sarebbe l’ultima spiaggia per un’opposizione alla frutta. Il sistema politico Italiano di sinistra, oppresso dalla mancanza di una alternativa a B., perde il senso del ridicolo, fino al punto che risulta attuale quella commedia in cui Totò affermava "poi dice che uno si butta a destra..."
DICIAMOCI LA VERITA? Ma quale verità? Finché la sinistra indulge in questo atteggiamento di sdegnosa superiorità, arroganza e presunzione la vedo dura. La "mignottocrazia" non si farà certo convincere dalla "aristocrazia" di questi illustri ed illusi portatori del "vero". Coloro che pensano di convincere "i cretini" che votano per le "mignotte" in questo modo, credo che che, per cambiare il paese, debbano pensare ad un modo diverso da quello democratico. Se invece di ricercare il confronto e il consenso il messaggio è rivolto solo a chi lo condivide offendendo tutti gli altri, si tratta solo un narcisistico specchiarsi nelle proprie idee, e quindi è soltanto inutile.