Mi interesso di Management, Economia, Ambiente, in particolare di cambiamenti climatici, e di Politica. Sono autore di due libri sul Project Management ("Project Management Teoria Strumenti e Attività" e "Project Stakeholder Management") oltre che di vari articoli su Agoravox e su riviste scientifiche.
La risposta è alquanto complessa, secondo me. Innanzitutto, in Italia manca una cultura economica di base, e questo significa che quando si va a contrarre un mutuo non si sa neanche da dove cominciare. Colpa del sistema scolastico, sicuramente, ma anche dei governi che non hanno mai introdotto i concetti di economia nelle scuole superiori. Ma per tornare alla tua domanda, cerchiamo di dare una risposta. Lo Stato non aiuta le banche. Cosa succede? Chi ha i risparmi li perde oppure li ritira e se li tiene a casa. L banche chiudono, i soldi rimangono chiusi in casa Non vi è moneta da prestare alle imprese per andare avanti, e le imprese chiudono. I mutui per la casa non si farebbero più, e così via. Le banche, quindi, sono importanti. Ma invece che odiarle, bisogna saperle trattare. Scegliamo il conto in banca dopo aver pensato bene a quali sono i parametri che ci interessano, giriamo per tutte le banche e negoziamo con loro, comparando i vari tassi ed i costi. Vedrete che qualcosa uscirà.
Create una petizione on-line da presentare alla Regione. Ma vorrei dirti che per costruire occorre superare la ViA (valutazione di Impatto Ambientale). Chi deve costruire deve pubblicare su giornali locali la propria volontà di costruire, ed i cittadini possono dire la loro. Se questo non avviene, la VIA può essere annullata, salvo poi eventuali verifiche della magistratura (in Puglia sta succedendo per un inceneritore che era stato autorizzato in palese contraddizione con le prescrizioni di legge.. la magistratura è intervenuta). E normalmente la
VIA non è semplice da ottenere. Se è stata presentata, lo puo vedere sul sito del ministero dell’ambiente. Ti suggerisco di interessarti, hai visto mai...
Se questo è vero, allora è tutto più grave di quanto descritto. Un calciatore comincia ad avere timore di ambienti di estrema destra e finge di essere di destra per tenerseli buoni? Non vorrei che fosse una scusa messa in giro ad arte. Perchè, se vera, sarebbe estremamente preoccupante.
Quando seppe di
un libro intitolato “100 fisici contro Einstein”, il grande fisico disse: “Se
avessi sbagliato ne sarebbe bastato uno solo”. Analogamente, se i dati dei rapporti
dell’ Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) fossero fallaci, non vi
sarebbe necessità di 650 persone che negano l’effetto serra, ne basterebbe una
con argomenti scientifici convincenti. Premesso che anche chi vi scrive è
dottore in fisica, spero che nessuno voglia negare l’effetto albedo. Significherebbe
negare la termodinamica, buona parte della fisica e dati scientifici. In
effetti, nel commento si parla di altro: un’interpretazione dell’effetto serra (e
dello scambio di radiazione terra-cosmo) e di una tesi, per così dire, “negazionista”
dei cambiamenti climatici. Personalmente, ho già avuto modo di discutere con
alcune persone (non erano scienziati, almeno spero), che negavano il
riscaldamento globale, al Climate Change Think Tank Blog di Copenaghen e,
sinceramente, a volte sembravano interessate ad avere solo e soltanto ragione,
con posizioni scandalosamente contro verità scientifiche elementari o assodate
da decenni. Ho notato anche che avevano un sacco di tempo che dedicavano a dire
la stessa cosa su ogni post del blog (ed erano centinaia…), neanche fosse
questione di vita o di morte. Una vera tortura per chi era in possesso di
conoscenze di fisica. Agli antipodi, una discussione, in un gruppo che tratta
di cambiamenti climatici su un social network, con alcune persone americane,
che mi avevano semplicemente chiesto spiegazioni su un articolo che, a parer
loro, negava l’effetto serra, fu cancellata dall’amministratore prima che
potessi rispondere (poi, in altro modo, ho dimostrato a questi amici che
l’articolo in questione diceva cose false basandosi su un articolo, scientificamente
valido, che diceva tutt’altro, cosa che mi ha stupito per il pessimo esempio di
giornalismo scientifico). Anche questo evitare la discussione pensando
“religiosamente”, come se quanto scritto dall’IPCC fosse Vangelo, è un
atteggiamento sbagliato, perché tende a promuovere, nell’immaginario
collettivo, la tesi di un complotto che, secondo me, non esiste. Allora, come
la penso? Rimando al mio prossimo articolo (sempre se la redazione lo
considererà pubblicabile, ovviamente) , che non sarà più sulle isole di calore
urbano (le tratterò dopo, se me ne sarà data la possibilità) ma sull’effetto
serra ( e anche sulla radiazione entrante e uscente, cosa collegata), su quello
che è e su quali concetti fisici si basa. E lì potremmo discuterne tranquillamente
e in maniera aperta, sperando di poter fare chiarezza sull’argomento. Ora si
corre il rischio di essere dispersivi, rischiando di non fornire l’attenzione
dovuta ad un argomento di grande attualità.
Innanzitutto grazie per l’interessamento che ha mostrato nei confronti del mio articolo. La mia idea era quella di scrivere degli articoli divulgativi, non certo delle lezioni (il numero non so da dove l’ha preso... ), che qui sarebbero fuori luogo . I motivi che mi hanno indotto a farlo sono principalmente due: a) la voglia di persone scettiche sui cambiamenti climatici (ma per motivi non scientifici, solo perchè non si fidano di politici) di capirne di più (l’ho constatato su vari social network);. b) la mancanza di un dibattito su questo argomento. Mi ha anche colpito l’ammontare di fondi che negli Stati Uniti alcune società forniscono ad associazioni scientifiche statunitensi che negano i cambiamenti climatici e che si battono strenuamente contro l’IPCC (Non avrà difficoltà a verificare questa mia informazioni da una semplice ricerca su internet). Mi ha tanto colpito che la mia intenzione è di pubblicare gli articoli anche in inglese, per raggiungere un pubblico più vasto (quello sull’albedo è su Agoravox.com... ma lì cercherò di seguire l’ordine iniziale che avevo previsto perchè non ho ricevuto commenti come i suoi) Ritornando a noi, a breve pubblicherò (sempre se la redazione lo accetterà) qualcosa sull’effetto serra, come promesso. Un pò più tecnico di quanto prevedessi prima del suo intervento, ma comunque cerchèro di renderlo il più comprensibile possibile. Con dei dati scientifici, sicuramente a prova di taroccamento (come, d’altra parte, quelli dell’IPCC, ma non voglio entrare nella polemica) e disponibili a tutti per verifica. E su questi dati e sulle mie affermazioni scientifiche potremo discutere con calma. Mi creda, se lei ha dei dubbi su quanto ho scritto, me lo dica, che sarò ben felice di risponderle.
La ringrazio ancora.
PS: sull’ignoranza scientifica dei nostri politici, meglio stendere un velo pietoso. Obama ha come responsabile del dipartimento energia (mi pare sia questo) un premio Nobel. I nostri li regaliamo alle altre nazioni...