Sono una blogger in copy left da molti anni e mi piace impegnare parte del mio tempo nel giornalismo partecipativo, usando il cestino-come mezzo- per raccogliere quelle piccole e preziose cronache di vita, spesso sotto traccia.
Le istituzioni,cara Loriana, ci seguono e ci ascoltano e non fanno ma ci mettono nella condizione di "elemosinare" questa manciata di soldi per le case rifugio e i centri antiviolenza, l’ equivalente di poche ville miliardarie.Ho scritto privatamente allla ministra Boschi, che cito nel post ma ovviamente è presa da altro in questo momento. Ho sempre pensato (e proposto) che sarebbe stato bello trovarci in piazza e conoscerci, piuttosto che sfilare e vedere la nostra rabbia e la nostra gioia , trovo le sfilate-manifestazioni nella città di Roma,ormai un triste e penoso cammino, con l’ elenco di chi c’era e chi non c’era; poteva essere per tutte quelle altre donne l’ opportunità di esserci, di stare insieme anche con un gesto storico come arrivare a Roma e in altre città con i mezzi pubblici per un giorno...per tutte quelle donne che seminano chilometri a piedi per un lavoro precario e malpagato, attraversano binari strade tunnel percorsi di metro e città, periferie umane devastate dalla violenza. E invece ci ritroviamo a parlare del perdono del papa, oggi. Ne ho scritto più volte anche della mia personale esperienza, in fatto di aborto e di donna. Noi donne si, insieme, siamo una forza ma purtroppo come si ripete nella storia, siamo divise anche in questo, anche a darci voce e parlare della nostra rEsistenza, senza nessuna indulgenza contro chi semina odio. Un abbraccio grande e grazie per il tuo commento, perla rara...di questi tempi.
avevo letto la sua lettera su Repubblica signor Georges, e conosco un po’ i fatti...il suo testo nella versione italiana e francese, con qualche mio breve commento lo trova qui su Agoravox Italia a questo link http://www.agoravox.it/A-proposito-... La ringrazio moltissimo per essersi reso voce collettiva di tante persone, che amano davvero la Cultura Italiana, la nostra lingua, il nostro Paese. Un abbraccio Doriana Goracci
non ho capito la fine di questo racconto, utile a che e a chi? Ricordo benissimo l’ alleato Farage del M5S quando li ho votati alle ultime europee e chi hanno scelto, altro che l’ eco sostenibile, i verdi, l’ agricoltura...per poi prenderne distacco recentemente ma è una vittoria questo staccarsi dall’ euro. Tutti difensori della Costituzione, insieme...verso dove? per quello che mi riguarda non mi piango addosso affatto ma mi prendo la responsabilità di aprire gli occhi,ricollegare e agire col buon senso.
Martedì 15 novembre 2016, ore 9,30, alla Corte d’Appello del Tribunale
di Salerno presieduta dal giudice Michelangelo Russo, si terrà - con la
replica del Procuratore Generale - l’ultima udienza e sarà pronunziata
la sentenza del processo a carico dei sei medici e dei dodici infermieri
responsabili della atroce morte del maestro elementare Francesco
Mastrogiovanni, tenuto legato mani e piedi, senza alcuna umanità per 88
ore nell’ospedale di Vallo della
Lucania.I medici in primo grado sono stati condannati a pene dai 2 ai 4
anni di reclusione e gli infermieri furono assolti.
PROCESSO MASTROGIOVANNI la SENTENZA. Martedì 15 novembre 2016, ore 9,30,
alla Corte d’Appello del Tribunale di Salerno Si chiamava Francesco
Mastrogiovanni, aveva 58 anni e faceva il maestro elementare. Ed era
anche un anarchico. E’ morto la mattina del 4 agosto 2009 nel centro di
salute mentale dell’ospedale San Luca, a Vallo della Lucania, per un
trattamento sanitario obbligatorio,Tso.94 ore legato mani e piedi a un
letto e basta, oltre sedativi e sedativi malgrado non aveva
fatto un fiato..."Se Mastrogiovanni non avesse avuto compagni e parenti
combattivi, la fase finale sarebbe stata: non è successo niente. Troppe
volte, negli ospedali e nelle carceri, non è successo niente."