Le indagini non sono state fatte in periodo elettorale. L’indagine a carico del sottosegretario Nicola Cosentino risalgono al settembre 2008, dopo la deposizione del collaboratore di giustizia Gaetano Vassallo. Dopo oltre 14 mesi il sottosegretario, nonostante le diverse pressioni ricevute, non ha ritenuto di essere in dovere di dimettersi o di rinunciare alla candidatura, vista l’inquisizione per associazione camorristica. Non si può certo parlare di "giustizia ad orologeria"...
Gentile anonimo, credo fermamente che molti documenti secretati assumano il ruolo convenzionale di propugnatori di grandi e scomode verità e che magari, una volta letti, si dimostrino essere inutili raccolte di nomi magari stra-noti per altre vicende, così come credo che molti documenti, pubblicati nei modi errati e resi accessibili alle persone sbagliate, provochino una quantità di danni incommensurabili.
Ma nell’articolo non mi sembra di aver discusso il concetto o la giustificabilità del "segreto di stato". Mi sembra ben chiaro che l’articolo rifletta esclusivamente il cambio di atteggiamento da parte di una porzione del Parlamento in merito della riforma sul segreto di stato.
E credo, con la stessa convinzione con cui credo all’utilità del segreto di stato, che ogni vicenda dopo 30 anni non ha molte ragioni per essere tenuta segreta, così come credo che se veramente quei documenti contengano "segreti di pulcinella", non ci sia alcun motivo per tenerli ulteriormente nascosti.
Innanzitutto mille grazie Davide!
Ti rispondo solo per aggiungere che credo anch’io nella questione dello "sfinimento" da seduta notturna e, di conseguenza, sul voto positivo in virtù anche del fatto che proposta di legge Lanzillotta tecnicamente aderiva maggiormente ai dettami europei (come il divieto dell’assegnazione diretta del servizio alle aziende con capitale misto).
Si è probabilmente giudicato questo aspetto positivo e si è ignorato il fatto che, in presenza di una legge simile, il servizio idrico sarebbe stato privatizzato in blocco.
Proprio per questo ho definito "curiosa" e non in altro modo la posizione dell’onorevole Borghesi.
Ricordo durante il governo Prodi la presenza di un DDL a firma proprio Lanzillotta che procedeva ad una revisione dei servizi secondo i seguenti principi:
Servizio e proprietà dell’acqua totalmente pubblico
Per i servizi nazionali effettiva applicazione del principio di separazione tra infrastruttura e servizio, con infrastruttura pubblica e servizio affidato a privati costretti a pagare la quota d’affitto allo Stato per la rete (funziona così per gas ed elettricità, ancora non è così per la telefonia)
Analogo discorso per i servizi locali, con gestione in monopolio privato quando necessario (come ad esempio per i trasporti comunali) ma sempre attraverso gara d’appalto.
Il DDL si è arenato assieme al governo il giorno della sua caduta. Ora dobbiamo rimpiangerlo profondamente...
Per la cronaca, sul blog l’articolo vede la presenza del termine corretto "malcelato". Pessimo errore causato da plurimi resyling alla frase prima della pubblicazione qui su AgoraVox. Non ti sfugge niente Enrigo! ;)