USCITA >
E’ di tutta
evidenza che con M RENZI il PD si è trasfigurato perdendo la sua connotazione e
l’anima originaria.
Adesso le possibili alternative sono due.
USCIRE subito dal
PD per ricostituire una “autentica” forza di centro sinistra.
O cogliere l’ultima
chance per una riconversione dall’interno, tentando, alle prossime primarie, di
far prevalere una delle altre candidature e così depotenziare e “emarginare” l’attuale
cerchia Renziana. Sempre pronti altresì a uscire dal PD, se il tentativo
dovesse fallire.
Tutto questo per sgomberare il campo da quel singolare concetto
di “democrazia” che di fatto toglie ogni parola alle minoranze.
Identità, unità
e “peso” di un partito dipendono dalla volontà-capacità del leader (segretario)
di turno di interpretare al meglio il “portato” delle varie componenti e quindi
di tracciare una linea di sintesi. Quanto più condivisa perché “aperta” a istanze
diversificate. Nessuno ha mai scritto che il diritto-dovere “democratico” di
una minoranza è quello di ripiegare e di allinearsi.
Sintesi.
Se è vero che, al
di là della denominazione di partito, la sola “voce” che finora ha contato è
quella del sommo leader “carismatico”, l’unica alternativa è staccare l’audio.
Tanto più che proprio Renzi potrà quindi attorniarsi di una compiuta “personale”
organizzazione politica, fatta su misura ed a sua immagine.
Via di uscita è tenere
fissa la bussola su principi e valori per un Ritorno alla Meta …