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Video-appello di Anonymous italia

Di Francesco Finucci (---.---.---.197) 17 settembre 2011 20:24
Francesco Finucci

Ci sarebbe parecchio da rispondere, quindi vedrò di organizzarlo evitando di cadere nella supponenza e l’irritazione mediocre e abbastanza confusa di quello che hai risposto a delle critiche, magari non condivisibili, ma perlomeno sensate, e, certo, non "reazionarie". Non ho mai chiamato Anonymous col termine "setta", non sarebbe il termine più appropriato, perché anonymous, come d’altro canto scientology, è di per sé anomalo. Come scientology possiede un organo di facciata globalmente accessibile, a differenza di movimenti settarici più chiusi. Differentemente da Scientology, inoltre, è anche un movimento politico (per quanto riguarda la facciata, ovviamente, nulla ci dice che anche scientology sia così, anzi la cosa è altamente probabile). Dici che un’idea libera non può essere una setta. Esatto, è proprio questa la questione. Un movimento politico classico, anche al di fuori degli schemi partitici (es. il movimento indipendentista indiano di Gandhi) riconosce la propria azione tramite una scelta democratica degli elettori, che scelgono un leader (questo idealmente, prima che fosse proposta l’aberrazione del voto per partito e non per leader del partito). Anonymous ha la sua grandezza (che nessuno ha messo in dubbio, anzi, quando ho visto la prima parte dell’appello ho pensato che necessitiamo proprio di questo "principio di responsabilità" che anonymous ha alla sua base) nella parcellizzazione dell’azione di rinnovamento. Ossia, esiste un sito, una comunità che è interamente virtuale, ma l’azione è individuale, nel mondo reale non esiste anonymous, esistono i suoi affiliati. Questo è geniale, ma potenzialmente devastante. Se si prende ad esempio la rivoluzione araba, l’apporto della rete è fondamentale, ma non è esclusivo, ci sono gli uomini e i leader. Possiamo stare a discutere ore su come questi leader hanno guadagnato il loro potere, sul ruolo dei servizi stranieri in questa rivoluzione, sulla sua effettiva democraticità. Ma il punto è che gli uomini tendono ad avere un nome e un cognome, e un nickname non è un valito sostituto. Se si sostituisce il nome col nickname non esiste altro che l’associazione, che diventa un corpo unico, senza alcuna possibilità di controllo sui suoi membri, sia da coloro che sono interessati a mantenere il loro potere illegale, ma anche da parte degli stessi membri. Anche perché, se anonymous volesse diventare davvero un movimento ad ampio respiro, non tutti sono hacker, quindi quella dei tecnici, degli specializzati assurgerebbe naturalmente e inevitabilmente come parte dominante.
Questo riguardo a Scientology. Poi arrivi a dire "non trovi inquietanti i giornalisti di partito e trovi inquietanti Anonymous?".
Io ho dato un’occhiata al movimento anonymous appena visto il video-appello, e il link che hai mandato l’avevo già visitato, e lo sto rivedendo ora, ma te, mi spiace, forse non controlli molto spesso la pagina principale di agoravox, il che non è peccato mortale, ma poi neanche ti impegno a leggere il mio profilo, prima di parlare. Se avessi fatto almeno una delle due cose, avresti letto questo mio articolo: http://www.agoravox.it/ecrire/?exec...
Riguarda dei cables pubblicati da Wikileaks. Non mi sembra qualcosa di esattamente reazionario. So meglio di te come in realtà l’idea della democrazia post seconda guerra mondiale abbia più di qualche problema, probabilmetne andrebbe rivista alle radici. il problema è un tantinello più complicato della cattiva chiesa che non mette in galera i cattivi preti (tutti) pedofili che non permettono al mondo di essere libero ecc.ecc.ecc. bla bla bla.
Vogliamo parlare di democrazia "vera"? Bene, io credo che sia qualcosa di più del "avrei potuto cancellare il tuo post", che più che di democrazia mi parla di messaggio vagamente mafioso. Puoi riportare un abuso, ma dubito qualcuno ci troverebbe nulla di offensivo. A meno che tu voglia lasciare tra le righe l’idea che potresti entrare nel sistema quando vuoi ed eliminarlo tu stesso, ma la cosa, mi dispiace, non mi turba affatto.
Ti dico la mia idea di Democrazia. La democrazia implica un principio di responsabilità, il dire che TUTTO ciò che accade di sbagliato è un MIO problema. Questo significa che chi ha poco potere deve sentirsi responsabile di fermare chi ne ha molto e lo usa per fare del male ad altri. Ma anche che chi ne ha molto deve essere reperibile e muoversi alla luce del giorno, dichiarare i propri intenti e portarli a termine se e solo se la maggioranza è daccordo.
Questa è la mia idea, e se il sistema non sa esprimerla, non significa che un organismo anti-sistemico possa farlo. Le mie perplessità rimangono, non credo tu possa farci nulla


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