Da piccolo col nonno andavo a tinca, carpa, cavedani, anguille e rane nelle roggie e nei corsi d’acqua di scolo degli appezzamenti.
Inoltre quando era il tempo si andava anche a lumache.
A caccia mai perché ero troppo piccolo ma ero sufficientemente svezzato per poter mangiare gli uccelletti e altra selvaggina che il nonno cacciava.
Più grandicello, 5 e 6 anni, mi capitava di dover aiutare il nonno che talvolta si fermava in qualche osteria e beveva un goccio di troppo.
Con la nonna invece, talvolta, si mangiavano anche i gatti che scendevano dalla collina in autunno.
Pertanto personalmente più che la caccia apprezzo il suo carniere.
Mandi,
Renzo Riva