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"Sherlock Holmes", lo spettacolo che convince (abbastanza)

Di carlo aragonese (---.---.---.186) 3 gennaio 2010 00:31
carlo aragonese

be’ una buona scelta, allora: meglio uno Sherlock Holmes diverso, che non sia un clone del personaggio che troviamo dai libri, che avere un doppione. E poi, cinema e scrittura non sono mai andati d’accordo. Anzi, a volte nemmeno tra scrittura e scrittura, visto che nei personaggi principali de Il nome della Rosa di Eco scopriamo proprio il genere deduttivo alla Sherlock Holmes di frate Guglielmo, per un riconoscibile dottor Watson in Adso. Meglio essere se stessi.


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