Lino Di Gianni è nato a Torino, dove vive. Ha insegnato 20 anni nelle
scuole elementari delle barriere operaie. Da diciassette anni insegna
agli adulti di lingue e paesi diversi. Pubblicazioni: due raccolte di
poesie con Feaci Edizioni e due libro di racconti: Carlin (lotte operaie
in bicicletta). Edizioni ilmiolibro.it In Villa nel cartone Edizioni ilmiolibro.it
A
proposito delle vicende legate al passaggio del treno contenente scorie
radioattive in partenza da Saluggia (Vc) con destinazione La Hague (Francia),
per essere inertizzate, abbiamo contattato Mario Actis,(nella foto a destra,
durante una iniziativaecologista) ambientalista di lungo corso,
attuale vicepresidente di Legambiente Valle Susa, conosciuto anche nell’area
del chivassese poichè rivestì la carica di responsabile di Legambiente Chivasso
fra gli anni ’80 e ’90.
Blog:
Allora Mario,
che ci dici sui fatti di Condove-Chiusa S.Michele?
La macchina del fango è entrata in azione: il
giorno dopo la repressione da parte delle forze dell’ordine su persone inermi, i
vari scribacchini si lanciano in fantasiose ricostruzioni partendo dalle veline
della Questura, e senza peraltro essere presenti, ma il giornalismo ormai è
affidato ad abili romanzieri....peccato non possano assumere Salgari,
sicuramente i suoi racconti sarebbero stati molto più suggestivi eavventurosi.
Blog: Ma veniamo ai
fatti. La manifestazione viene convocata per le ore 24,00 di Domenica 6
febbraio al passaggio a livello nei pressi della stazione ferroviaria di
Condove-Chiusa San Michele. A quell’ora ci sono circa 5 persone, verso 1,30
cominciano ad arrivare ingenti mezzi di polizia e carabinieri che si mettono a
distanza dai manifestanti, restando sui mezzi, il passaggio a livello e sempre
abbassato, nessun manifestante e sui binari...nessun treno passa. Arrivano le
3,00 passaggio a livello sempre chiuso e il gruppo di manifestanti aumenta a
quota 50 in tutto. Alle ore 3,40 il passaggio a livello si alza, le persone
intantostanno parlando fra di loro a gruppetti, sul marciapiede a lato della
strada un bidone riscalda l’aria fredda della valle. Alle ore 3,50 un gruppo
di persone è sulla strada nei pressi dei binari, i mezzi delle forze dell’ordine
sono di fronte non ci sono agenti schierati, nessuno e sui binari ne tantomeno
ci sono oggetti sui binari che possano in qualche modo intralciare la
circolazione del treno. Io sono sul marciapiede, vicino al bidone del fuoco
e vedo chiaramente quello che succede. Il vice questore si avvicina al gruppo,
tra cui scopro poi ci sia anche il Consigliere Regionale Biole, poi lo vedo
correre via e chiamare alla carica i carabinieri,sono le 4,50 parte la carica
dei carabinieri su circa 10 persone dietro ai carabinieri 3 autoblindo si
posizionano sui binari, il cordone dei carabinieri avanza e si ferma dopo il
passaggio a livello ma da dietro ai carabinieri arriva il grido: “avanti,avanti
massacrateli”, i carabinieri ripartono nuovamente e veniamo spinti (tutti anche
chi era sul marciapiede vicino al bidone del fuoco) sulla statale 24 dentro il
paese di Chiusa, quando si è sulla statale, parte un’altra carica da ambo i
lati, carabinieri alle spalle e polizia di fronte.. .parte la caccia all’uomo,
spintoni contro i muri, calci, pugni e manganellate su persone inermi; una parte
di noi viene accerchiata e schiacciata contro un muro dai poliziotti, un altra
parte sul lato opposto dai carabinieri. Sento distintamente le urla delle
persone (..basta..piano...) e il rumore degli schudi e manganelli dal
lato fronte al mio e capisco subito che i carabinieri stanno pestando le persone
che sono state fermate. A questo punto dove sono io ci intimano prima di
sdraiarci a terra, poi di sederci, rimango in piedi contro il muro, mi arrivano
insulti, minacce e una manganellata sulla coscia ma nonmi siedo...a questo punto
ci intimano di consegnare i documenti. Sono le ore 4,10 circa..poi ci
spiegano che dobbiamo passare attraverso un corridoio sulla nostra sinistra
fatto da agenti in assetto. Poi ad uno veniamo fotografati di fronte edi
profilo, non senza insulti, ma quelli non si contano quella sera, a questo punto
fatta la foto, mi fanno spostare di lato e effettuano la perquisizione
corporale, mi intimano di togliermi la giaccagli dico: “fa freddo” la
risposta:”se non te la togli qui ti portiamo in questura e ti spacchiamo la
faccia”, rimango in maglia al freddo, una agente donna, di lato dice: “ti
facciamo togliere anche le scarpe”. Blog: E
poi? Passata la perquisizione vengo mandato nuovamente nel gruppo assieme
agli altri fermati, sono le 4,30 circa, intanto il freddo comincia farsi
sentire. Ad un certo punto sento un forte odore di plastica bruciata, guardo
immediatamente l’ora sul cellulare (che per distrazione non mi hanno
sequestrato) segna le 5,00, faccio subito notare la cosa a tutto il gruppo e
dico forte, in modo che gli agenti possano sentire :”la polizia sta bruciando
della plastica, domani i giornali scriveranno che abbiamo dato fuoco a
qualcosa”, la reazione degli agenti non si fa attendere qualcuno mi chiede se ne
sono proprio sicuro, qualcun altro alle mie spalle mi da del bastardo e ritorna
la voglia di spaccarmi la faccia. Arrivano le 6,10 circa, ci restituiscono i
documenti, e smobilitano. Blog:
Dopo
la tua versione dei fatti, qualche considerazione. Noi non abbiamo
bloccato nessun treno, nemmeno l’abbiamo visto in quanto eravamo gia in stato di
fermo. Tutta la zona era circondata da ingenti forze di polizia, ed è alquanto
fantasioso che qualche altro manifestante possa essere riuscito a sfuggire alla
sorveglianza, andare a prendere qualche copertone, arrivare ai binari e dargli
fuoco. Se nessuno ha bloccato il treno, che peraltro gli stessi romanzieri
dei giornali dicono essere transitato in orario come mai i treni pendolari sono
stati soppressi o viaggiavano con forti ritardi? A causa di che? Ancora una
volta, nonostante la normativa vigente della regione Piemonte preveda che tutti
gli abitanti che subiscono questi passaggi debbano essere messi a conoscenza dei
possibili rischi, e dei piani di emergenza questo ancora non viene fatto, tutto
viene svolto nella massima segretezza alla faccia della tanto sbandierata
trasparenza del nucleare. Blog: Ma
questi trasporti atomici sono veramente pericolosi? Questi trasporti risultano comunque
pericolosi e dannosi; le radiazioni che questi rifiuti emettono,sono alquanto
penetranti e non vengono fermate completamente dagli scudi dei container del
treno, propagandosi per decine di metri dal vagone e mettendo quindi a forte
rischio le persone che si trovano nelle vicinanze. Il presidio voleva portare
nuovamente alla ribalta la questione dei trasporti nucleari, ma purtroppo
ancora una volta in questo paese la democrazia la si fà a suon di manganello.
L’informazione, ormai asservita ad un potere politico/economico svolge il suo
ruolo egregiamente bene nel disinformare e manipolare i fatti, ormai impegnati
esclusivamente a seguire i vari “bunga bunga” di turno dell’ormai degrandante
sistema politico italiano. Una politica incapace di ascoltare le istanze delle
popolazioni dei vari territori, e di tramutarle in progetto politico, una
politica che su temi cruciali quali lavoro, scuola, energia e ambiente vive alla
giornata, incapace di qualsiasi pianificazione e progettualità. E cosi i
cittadini sono chiamati nuovamente ad esprimersi su questioni su cui già avevano
espresso chiaramente la loro posizione contraria (nucleare) ma che una lobbi
imprenditoriale ha preteso si rimettesse non solo in discussione, ma che la
politica cancellasse addirittura il risultato del voto.
Di lino di gianni(---.---.---.233)10 febbraio 2011 06:23
ARTESIO
(FdS): TRASPORTO NUCLEARE, INTERROGAZIONE SULLE MANCATE INFORMAZIONI
ALLA POPOLAZIONI INTERESSATE - NON RISPETTATA LA LEGGE REGIONALE
La
Capogruppo Regionale della Federazione della Sinistra Eleonora Artesio
ha presentato un’interrogazione "Trasporto nucleare Saluggia-La Hague,
mancate informazioni alle popolazioni interessate" come previsto dalla
legge regionale
Premesso che:
Dal
deposito di Saluggia, senza informare la popolazione come richiederebbe
la legge, partono le barre per La Hague, dove verranno ri-processate
per poi tornare in Italia Le
associazioni ambientaliste (Legambiente e Pro Natura in testa) hanno
più volte chiesto alla Regione Piemonte (anche attraverso petizioni con
migliaia di firme raccolte) che in occasione di ogni singolo trasporto
nucleare, vengano fornite preventivamente ad ogni cittadino che dimora
nel territorio dei Comuni attraversati (in qualità di soggetto “che
rischia di essere interessato dall’emergenza radioattiva”) tutte le
informazioni riguardanti “le misure di protezione sanitaria ad essa
applicabili, nonché sul comportamento che deve adottare in caso di
emergenza radioattiva”, come previsto dalla Direttiva n. 618 che il
Consiglio delle Comunità Europee ha adottato in data 27 novembre 1989
Verificato ancora che:
Anche
per rispondere a queste sollecitazioni, all’interno della legge
regionale 18 febbraio 2010, n. 5 "Norme sulla protezione dai rischi da
esposizione a radiazioni ionizzanti", si è espressamente previsto che la
Regione debba informare sui trasporti nucleari e sui piani di emergenza
ad essi associati (art. 4)
INTERROGA la Giunta regionale,
Per
conoscere le ragioni del mancato avviso alla popolazioni coinvolte del
passaggio dei trasporti nucleari, come a norma di legge
Di lino di gianni(---.---.---.233)10 febbraio 2011 06:19
Rendiconto del Movimento 5 Stelle di Torino a mezzo del proprio Consigliere Regionale Biolè presente presso il presidio contro il treno nucleare transitato stanotte in Valle di Susa.
E’ inaccettabile che un civile venga messo in stato di fermo per 2 ore senza poter usare cellulare personale e senza ricevere alcuna spiegazione di nessun tipo. Il motivo della presenza del Consigliere era puramente legato alla volontà di cronaca. Il Consigliere dichiara di non aver commesso nessun reato.
H 00.10 arrivo sul posto per evento comunicato via telefono da cittadini. Erano presenti 6/7 persone alla stazione di condove. Erano già presenti carabinieri e digos.
H 00.30 la gente comincia ad arrivare alla spicciolata che sistemano un bidone con della legna per scaldarsi. intorno al fuoco si fa una riunione
H 1.00 arrivano camionette e blindati da sud e nord…carabinieri guardia di finanza e polizia. Radunati del parcheggio stazione. Lato nord passaggio a livello.
H 1.30 giornalista di Luna Nuova.
H 2.00 si uniscono circa 40 persone e circa 20 mezzi delle forze dell’ordine con un totale di 40 poliziotti circa. La radio annuncia il passaggio del convoglio per le 3.40
H 3.30 ancora niente in vista…le sbarre del passaggio a livello erano alzate. Il commissario di polizia ha chiesto di allontanarsi dai binari e arretrare dietro la linea delle sbarre. Si è subito formato il cordone antisommossa che ha subito fatto avanzare il cordone verso i civili, seguiti dai blindati.
H 4.00 I poliziotti avvicinano i civili e li spingono per farli arretrare. Quando i civili hanno lanciato pneumatici sui binari come protesta, allora la polizia ha ricevuto l’ordine di caricare a terra e coi blindati. I poliziotti rincorrono i civili, sia sulla strada che sulla statale. La folla si divide in due sulle due banchine.
H 4.15 i civili vengono inseguiti, caricati e feriti. Vengono fatti sedere tutti al freddo per terra..vengono segnalati e viene richiesto loro i documenti. Vengono perquisiti zaini e borse. Fino alle 6.00 sono stati obbligati a restare fermi sulla banchina fino a nuovo ordine. A un civile con la radio accesa vengono chieste le chiavi del mezzo. I poliziotti nel frattempo lasciano alla squadra digos di torino le chiavi del furgone.
H 4.30 Il consigliere insieme ad altri civili fanno riprese della carica. Una volta stoppata la ripresa video i poliziotti in borghese prendono di peso il consigliere strattonandolo e portandolo verso i blindati. Ha chiesto ai poliziotti per quale motivo venisse fermato…il poliziotto risponde : “Che cazzo..non sei mica un parlamentare con l’immunità”. I poliziotti fanno un fermo per identificazione il consigliere piu altri 2 civili. Nessuno di questi oppone resistenza. Il consigliere viene posto in fermo e alla richiesta di motivazione viene spiegato dal commissario di polizia che non è stato rispettato l’ordine da lui impartito..il consigliere chiede quale ordine gli fosse stato dato, ma il poliziotto non risponde alla domanda. Li hanno trattenuti per 2 ore non dando spiegazioni sul motivo del fermo, eventuale ora di rilascio e nome dei responsabili del fermo. Durante il fermo è stato intimato al consigliere di non utilizzare il cellulare, da parte di un carabiniere.
H 5.30 Arriva una camionetta dei vigili del fuoco per fare sopraluoghi di messa in sicurezza. Subito dopo ferma un treno in stazione rimanendoci 1 ora. 2 civili vengono perquisiti e portati via dalle forze dell’ordine in borghese.
H 6.00 un capo della polizia rassicura il consigliere sugli altri invitandolo a restare fino alla ripartenza del treno.
H 6.15 il consigliere viene rilasciato dai carabinieri che lo riportano tra gli altri civili circondati da 6 camionette.