La dichiarazione di Di Pietro, ieri sera, è stata "colorita" e simpatica. Ha distinto tra pentiti "religiosi" e pentiti "politici". I primi si pentono e vogliono soffrire, i secondi s’offrono e basta. Infine, ha concluso: "in fronte non c’ho scritto giocondo!"
Certo, ogni discorso va contestualizzato. I parametri etici e democratici occidentali sono diversi da quelli libici. Il mio è il punto di vista di uno che vive in Italia: probabilmente, se vivessi in Libia, non mi scandalizzerei più di tanto. Ma vivo qua.
Detto questo, non credo sia salottismo essere contro le esecuzioni sommarie per strada...
Tutto qua.
La differenza tra paesi civili e incivili sta proprio nel fatto che nei primi la giustizia è amministrata nei tribunali, non dalla folla assetata (anche comprensibilmente, dopo tutto quello che ha patito) di sangue.
Di domenico(---.---.---.179)28 settembre 2011 15:09
Concordo in pieno. Il doppio turno alla francese, per esempio, potrebbe essere una buona soluzione. Giovanni Sartori ha consumato fiumi d’inchiostro su questa proposta. Ma in Italia le cose semplici non piacciono. Sono convinto che quasi tutti i sistemi elettorali europei, pur diversi tra di loro (tedesco, spagnolo, francese, persino inglese) potrebbero funzionare... però da noi c’è la cattiva abitudine di volere per forza personalizzare i sistemi... e ci ritroviamo con i mattarellum, i porcellum e così via...
Di domenico(---.---.---.176)28 settembre 2011 13:12
@salvatore: ho scritto che il proporzionale puro, secondo me, rappresenta al meglio tutte le istanza presenti nella società. Non ho scritto da nessuna parte che con il referendum (sia esso il Passigli o il Parisi) si otterrà il proporzionale puro.
Ripeto fino alla nausea: che superi il vaglio della cassazione il passigli (se raggiungerà le 500.000) o il parisi, io andrò ad abrogare il porcellum.
Nella storia d’Italia ci siamo dovuti sorbire 20 anni di fascismo e quasi altrettanti di berlusconismo proprio per l’incapacità degli oppositori di raggiungere una sintesi e marciare uniti contro l’avversario. Lo trovo deprimente.