Di Paolo Calabrò(---.---.---.41)26 novembre 2011 09:48
Con tutto il rispetto, se proprio si deve scrivere di un filosofo come Heidegger, lo si faccia almeno senza sbagliarne l’ortografia (l’errore sta sia nel titolo sia nel testo). Ciò pur volendo sorvolare sull’insorvolabile: che cioè in quest’articolo manca la notizia. Scusami ma mi sembrava doveroso.
Di Paolo Calabrò(---.---.---.87)27 novembre 2010 09:06
Gentile lettore, la disoccupazione è certamente un problema, ma anche i tumori lo sono. Del resto, se di disoccupazione si soffre (e talvolta si può morire), di tumore si muore spesso. È strano che si parli della competitività come di un problema, e del nucleare (che provoca tumori anche durante il normale ciclo di funzionamento, e non solo in caso di incidenti) come della soluzione. Il nucleare non solo non è la soluzione, ma crea problemi, come quello delle scorie, che si risolvono nell’arco delle centinaia di migliaia di anni (mentre, con una politica adeguata, il problema della disoccupazione lo si potrebbe risolvere in pochi anni). Portare la gente sull’orlo della disperazione, affamandola, riempiendola di paure e privandola dei mezzi per comprendere da sola la verità, è la più antica politica del mondo. Il nucleare può essere comprensibile solo sull’onda della disperazione. Spero che non siamo ancora arrivati a questo punto. Grazie per l’attenzione
Di Paolo Calabrò(---.---.---.242)20 settembre 2010 11:43
Bell’articolo. Ricordo che - quando si parla delle cause dei tumori - la statistica è l’attestazione di una correlazione. Nessuno può realmente dimostrare che il fumo provochi il cancro: ma ad oggi, le statistiche mostrano che i fumatori hanno una probabilità di contrarre la malattia ben superiore alla media, e questo costituisce una dimostrazione (tanto che la sanità si comporta di conseguenza). La radioattività, in definitiva, è il più sicuro dei cancerogeni. E non soltanto quando c’è una "fuga radioattiva" o un incidente, come giustamente sottolinei: bensì sempre, anche nel normale funzionamento.
Di Paolo Calabrò(---.---.---.133)11 settembre 2010 14:22
Comunico ufficialmente, ai lettori di questo giornale, di essere laureato in scienze dell’informazione (informatica) e NON in scienze della comunicazione. Anche se l’avevo già fatto.
Io la notizia la vedo: se nel mio palazzo ci fosse una fuga di metano, senza incidenti, vorrei saperlo subito, non dopo 6 mesi. E se le autorità me lo comunicassero dopo 6 mesi, mi chiederei: perché me lo hanno nascosto? Qual è il motivo? Perché la domanda resta inevasa: come mai le autorità egiziane lo hanno rivelato dopo 6 mesi? E noi: riconosciamo all’autorità il potere di nascondere cose come questa per 6 mesi? Credo che il nodo sia qui.