Dottore in filosofia e dottore in scienze della formazione, ho conseguito diversi master e corsi di specializzazione in comunicazione, formazione, selezione del personale e project management. Affascinata dal mondo del web marketing e dello storytelling management. Da anni impegnata nella gestione di Risorse Umane, in area didattica e nel problem solving aziendale. Mi piace dire qualcosa parlando di altro, mi piace parlare dell'uomo...
Interessante l’analogia con gli elefanti di Pilanesberg:
resi aggressivi dalla mancanza di orientamento da parte degli adulti, la
saggezza degli avi...Questa società sta presentando fenomeni simili in molti
campi: espressione di aggressività apparentemente immotivata, facilmente
smontabile, poi, a dire il vero. Quando ci soffermiamo a ragionare con i
ragazzi che esplodono in reazioni violente davanti a problemi di discutibile
gravità, tutto si smonta, l’aria si placa. Dove sono finiti i maestri?
Credo sia questa la domanda da porsi. E il vaso di pandora si apre, e ci
ricordiamo che i maestri vengono umiliati, brutalizzati moralmente ed economicamente,
non tutelati e demotivati. Altra domanda: perché? Da un eccesso di indiscutibile
autoritarismo ad un eccesso di denigrazione, quasi che andare sul versante
opposto possa giustificare un ridimensionamento di comportamenti storici deprecabili. E ce ne sono stati, lo sappiamo…
tutto documentato! Che sia una scusa per poter abbrutire la popolazione,
renderla ignorante e manovrabile? Questa domanda in me ha la veste di una
certezza, purtroppo. Quindi osserviamo, commentiamo, riflettiamo, e abbiamo il
dovere di agire nel quotidiano, per quanto possibile.
Robert Antelme ci ha insegnato con un suo fantastico libro –
l’unico purtroppo – che la realtà infernale dei campi di concentramento ci ha
insegnato che è possibile far accadere anche l’impossibile, ma non è
possibile eliminare la nostra appartenenza
alla specie umana. Anche nei momenti storici peggiori alcuni tra gli uomini
sono stati in grado di mostrare e rivendicare la propria umanità. E se lo ha
fatto qualcuno, vuol dire che potrebbero farlo tutti. Chi è in grado, ha l’onere,
secondo mio fermo giudizio - di operare
con arte maieutica un ritorno nel proprio.
Per dirla con Levinas: il volto dell’altro mi richiama alla
responsabilità.
Purtroppo la storia sembra insegnarci che non accadrà mai: cadiamo costantemente nelle stesse dinamiche inumane, con la differenza che gli strumenti in uso sono sempre meno rozzi e più incisivi. Quello che vediamo accadere oggi in Medio Oriente è già accaduto nella stessa nostra Europa 80 anni fa, e nonostante le riflessioni, gli studi, le pubblicazioni e i mea culpa, ci ritroviamo ad assistere agli stessi scenari. Solo che, allora, chi ha potuto s’è dato da fare per aiutare; oggi sembra che si muovano solo i volontari, pur sapendo di andare incontro a ritorsioni pesanti. Non c’è supporto politico effettivo, perché questa rete di "amicizie" è solo la rete di reciproci ricatti, dove prevale il più potente del momento. Eppure non si vedono inversioni di tendenze. Come è possibile? Abbiamo già vissuto, abbiamo già sofferto, abbiamo già saputo... Chi non può, non può, ma chi potrebbe non ha creato le condizioni prudenziali per potere: questo è il vero peccato mortale, a mio avviso.
ogni tanto tocca ricordare a tutti che l’autoproclamato "ranger proteggiuniversoTrump" è la fuffa mediatica più apertamente contraddittoria a cielo aperto.
Trump accusa gli altri delle proprie colpe, ma siccome ha il potere politico ed economico, nessuno dice no. Eppure qualcuno, grazie a Dio, lo fa, anche se queste voci rimangono troppo spesso nello sfondo...Sempre per motivi poltico-economici..
Consiglio la lettura del libro di Chomsky "L’impero colpisce ancora"... tanto per farsi una idea...