Sono nato a Vasto (CH) nel 1976. La sicurezza sul lavoro è la mia professione; la lettura la mia passione; la critica al sistema neoliberista il risultato della mia interpretazione del mondo.
Scrivo per piacere e per riflessione.
Di Carmine Tomeo(---.---.---.94)17 maggio 2013 16:37
Ha
letto il post di Grillo e ha letto il mio. Avrà immediatamente notato che ho usato la stessa logica di Grillo,
perchè se si ritiene di poter generalizzare con tre casi di cronaca in negativo, allora bisogna accettare la stessa logica con tre casi di razzismo, cioè di tre casi in cui le vittime sono persone immigrate in Italia. Ma le risulta che Grillo abbia fatto un post del genere finora. Mentre ne se contano diversi a sfondo xenofobo o palesemente xenofobi (anche a memoria potrei elencarne alcuni).
Ma il punto essenziale sta all’inizio e nel finale e nella logica che tiene insieme premessa e conclusione del post di Grillo, e ovviamente del mio di riflesso:
la presunzione, per Grillo, che ci siano in Italia molti migranti
assassini, nascosti chissà dove, per lasciare intendere che nessuno è al
sicuro (inizio del post), e sarebbe una questione che nessuno vuole
risolvere (conclusione del post di Grillo). Ora, quando una persona sente messa in pericolo la propria incolumità e le
istituzioni non risolvono il problema, ovviamente quella persona è portata a far da sé. E se qualunque immigrato può essere un assassino, nascosto chissà dove e chissà quanti ne sono, quella persona penserà che sarà bene difendersi da qualunque immigrato, perchè può essere un potenziale assassino. Io,
all’opposto, dico che un razzista sicuramente è noto ed è un megafono,
che si chiama Beppe Grillo ed alimenta quell’odio che può condurre ai
fatti di cronaca nera a base razzista. Vede, c’è però una differenza sostanziale tra il post di Grillo ed il
mio contropost: quello che tenta di affermare Grillo è OGGETTIVAMENTE
FALSO e lo dimostrano i dati ufficiali che mettono in rapporto popolazione immigrata residente e reati; quello che affermo io è OBIETTIVAMENTE VERO, e un po’ di storia di immigrazione lo dimostra. Saluti.
Tutti gli articoli che trattano l’argomento parlano di esecuzione di lavori. Uno dei tanti è quello linkato nel post. Un altro, ad esempio, è questo: http://bari.repubblica.it/cronaca/2... E se ne potrebbero linkare molti altri. Come avrete notato, però, il pezzo non era semplicemente incentrato su questa tragedia, bensì su una situazione italiana drammatica, fatta di lavoro irregolare, di minori e di morti sul lavoro.
Di Carmine Tomeo(---.---.---.238)13 luglio 2012 07:13
Mi aspettavo questa espressione, inutile nel merito dell’articolo, che tenta con uno slogan vuoto di controbattere a dei contenuti. Il commentatore, se ritiene opportuno e se ha le cognizioni di merito, manifesti le sue perplessità su quanto riportato nell’articolo. Io sono prontissimo a correggermi nel caso oggettivamente si dimostrassero errori su quanto ho scritto. In caso contrario considererò questo commento non più di una banalissima battuta da troll.
Di Carmine Tomeo(---.---.---.254)17 maggio 2012 23:22
Considerazione interessante. E penso appunto all’Ispesl, che tu hai giustamente citato: praticamente unico ente di ricerca italiano in materia si sicurezza lavoro, che il precedente governo ha inserito tra gli enti "inutili" e che perciò accorpato all’Inail.
Perdonami, ma non ho capito, rispetto a quanto dici, perchè avrei sbagliato tutto. Nell’articolo ho scritto esattamente che la certificazione (qualunque essa sia e a maggior ragione quella per la qualità) non può essere garanzia di sicurezza nei luoghi di lavoro. E non lo può essere, indipendentemente dalla serietà con la quale il certificato viene ottenuto. Quindi, a maggior ragione, la certificazione non può essere garanzia di prevenzione e protezione dai rischi se questa la si ottiene come si comprassero le mele al mercato.