Un Bossi di lotta e opposizione quello di oggi. Un Bossi che dopo essere stato uno degli attori principali di “Roma ladrona” cerca di ritrovare il feeling con la base tornando ai modi che lo hanno reso protagonista della scena politica e mediatica di questi anni.
Ce l’ha con Monti, il cui Governo per il Senatùr fa schifo e sarebbe “improvvisato” quindi non durerebbe fino al 2013. Insomma l’unica opposizione a questo Governo non le manda a dire, ma gli argomenti a sostegno sono, per ora, pochi.
Bossi torna anche sull’ultimo giorno di Berlusconi, il suo compagno più fidato. Questa mattina, infatti aveva attribuito la caduta del Governo agli attacchi alle società dell’ex Premier: “Sapete che Berlusconi è stato ricattato e ha dovuto dimettersi per quel motivo: gli hanno ricattato le imprese'', ha detto ai giornalisti: ''Le sue imprese sono crollate in borsa del 12% in una giornata - ha aggiunto - ed era un evidente segno di ricatto. C’ero anch'io quando i suoi dirigenti gli hanno detto: “Silvio, qui ci distruggono le imprese, vai a dimetterti”. Il riferimento al crollo di Mediaset è chiaro, ma le esternazioni del leader della Lega sono state smentite proprio da Palazzo Grazioli.
Lo staff di Berlusconi, infatti, ha dovuto diramare una nota in cui si specifica che:
“Le dimissioni del Presidente Berlusconi da Palazzo Chigi sono state motivate dal senso di responsabilità e dal senso dello Stato, nell'interesse esclusivo del Paese. Chi ha seguito le vicende di quei giorni sa bene che non esiste nessuna altra motivazione”.
Insomma Berlusconi continua a difendere la sua scelta fatta per il bene del paese checché ne dica il fido, o l’ex fido, Umberto Bossi. Lo stesso che aveva fatto capire quale aria tirava quelche ora prima, quando aveva specificato che il suo rapporto con Berlusconi “dipende da che cosa succede in Aula quando verranno gli attacchi al governo” e che “se Berlusconi si trova dalla parte della Lega” in Parlamento, è un conto. Ma “se si trova dalla parte del governo con la Lega contro, rischiamo”