Storia di un Italiano detenuto all’estero

par giovanni falcone
mercoledì 4 marzo 2009

E’ un articolo per la storia di mio figlio Angelo detenuto ingiustamente in India dal 9 marzo 2007, dove si era recato per turismo, il primo viaggio della sua vita. Tutta la storia sul mio blog http://giovannifalcone.blogspot.com.

Spero possa interessare, seguirò con altri articoli, chiedo con questa iniziativa di essere aiutato e far passare la notizia agli altri ragazzi di fare attenzione dove si va, non tutto è paradiso come ci viene descritto.

SALMO 7 (alcune parti)
E’ LA MIA INNOCENZA A DARMI RAGIONE
 
2 Signore, mio Dio, in te mi rifugio
di salvarmi ti grido e di liberarmi
dalla furia che mi perseguita.
9 tu che giudichi i popoli, o Altissimo,
rendi giustizia alla mia pietà:
è la mia innocenza a darmi ragione
17 gli cascherà il suo male sul capo,
la sua stessa violenza gli piomberà

sulla testa .


E’ il lamento di un innocente perseguitato, abbandonato dalle magistrature terrene, si rivolge alla suprema cassazione divina con un giuramento d’innocenza,
il giusto giudice dei popoli non può restare indifferente di fronte al diritto violato.
Tratto da "Lungo i fiumi..." I SALMI, per te Angelo, mia delizia e gioia, è passato quasi un anno, un anno di vita che ti è stata rubata ingiustamente da uomini senza scrupoli in posti dove pensavi trovare gioia e felicità, nella terra del Mahatma GANDI, padre della non violenza e dei diritti umani. Anche se nessun prete prega per Voi (circa 3000 nel mondo), lo faccio io, tutti i giorni certo che il Signore Dio non vi abbandonerà come stanno facendo i nostri governanti. Ti voglio tanto bene, il tuo papà. Giovanni Falcone
 
Ho voluto ripetere quest’articolo già pubblicato il 20 febbraio 2008, ho cambiato la foto mettendo quella che vedete per rendere la drammaticità del momento, aggiunta al fatto che dal mese di agosto del 2008 giorno della sua condanna a 10 anni duro carcere non mi danno neanche la possibilità di parlare con Angelo, nè a me e neanche all’Ambasciata e tutto tace nessuno fa nulla, e la Convenzione ONU 16.12.1966? E la Risoluzione ONU 30.08.1955 "regole minime per il trattamento dei detenuti"? E la Convenzione di Vienna sulle Relazioni Consolari?

Non dovrebbe anche in questo caso il Ministero ricorrere alle competenti sedi istituzionali Internazionali come si sta facendo per il caso Battisti? L’ennesima dimostrazione che non siamo tutti uguali, dimostrabile anche con quanto fatto per il caso don Sandro, giornalisti rapiti in zone di guerra seppure vietate alla loro presenza o per altri cittadini lavoratori rapiti a vario titolo.
 
Semplicemente questi italiani "desaparecidos" sono stati condannati dal nostro Parlamento in barba all’art. 27 della Costituzione Italiana.
 
GRAZIE A TUTTI I NOSTRI RAPPRESENTATI PARLAMENTARI A MIO NOME E DI TUTTI GLI ALTRI PARENTI DEI DETENUTI ITALIANI ALL’ESTERO.
 

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