La scuola italiana sa ridere di sé: ce lo racconta John Beer!
par Fabio Barbera
sabato 28 novembre 2009
Parliamo di un’idea geniale. Chi non ha mai pensato in età da scuola di raccogliere le note disciplinari e le giustificazioni più sconclusionate, deliranti ed esilaranti della propria classe? Esiste una persona che lo ha fatto: attraverso il sito www.notadisciplinare.it riceve costantemente segnalazioni da tutta Italia su ciò che si può trovare tra le aule italiane e ha pensato di raccogliere il tutto in una collezione di libri assolutamente da leggere e condividere. Lui si fa chiamare John Beer e lo abbiamo incontrato nel tinello mediatico di Radio Sapienza dove ci ha rilasciato un’intervista attraverso i microfoni di Onde Radio!
Benvenuto John Beer.
Ciao a tutti e grazie per l’invito.
Entriamo subito nel vivo dell’intervista. Tra note e disciplinari e giustificazioni quante frasi hai raccolto, le hai mai contate?
Sì, sono davvero tante! Dal marzo 2006 ad oggi sono oltre quaranta mila quelle che ho ricevuto, in proporzione però ne ho pubblicate molto meno: circa quattro mila!
I tuoi libri stanno raggiungendo il numero delle frasi che contengono, quanti ne hai scritti e quali sono gli ultimi che si trovano il libreria?
Ho scritto quattro libri: due sono raccolte di note disciplinari intitolate “La classe fa la hola mentre spiego” e “La classe fa ancora la hola”. Un altro volume raccoglie le giustificazioni degli studenti italiani e un altro ancora parla dei temi scolastici. E’ intitolato: “Maledetti promessi sposi, era meglio se vi sposavate!”.
E’ vero, quanti di noi si sono dovuti sorbire le turbe psicologiche di Alessandro Manzoni. Poi è logico che in qualche tema capiti che gli studenti cerchino vendetta scrivendone in modo sicuramente esilarante! Parliamo di giustificazioni a scuola: ricordi qualcuna delle giustificazioni piu paradossali che hai pubblicato?
Sì, una in particolare che racconto sempre, è la mia preferita e dice: “L’alunno giustifica il ritardo perché è rimasto incastrato tra lenzuolo e cuscino”.
C’è anche chi giustifica scrivendo: “Prof, io c’ho una vita da vivere!”.
Sì, è capitato anche questo!
E parliamo naturalmente delle note disciplinari, il monito esasperato degli insegnanti, l’unica arma un po’ scarica che spesso gli insegnanti usano per tentare di calmare i mordaci studenti. Ce ne racconti qualcuna tra le tante che hai raccolto?
Come no. Ne leggo a centinaia ogni giorno e non le ricordo tutte ma alcune rimangono impresse e le porto sempre come esempio. Ne ricordo una molto simpatica che tra l’altro è stata presa a Padova che è la mia città. Un alunno si è preso questa nota qua, la professoressa scrive: “Entro in classe per la lezione di matematica e scorgo l’alunno “X” in piedi davanti la finestra che urla disperatamente e dichiara guerra agli alunni dell’istituto di fronte”.
Succede anche questo?
Sì, che poi mi hanno scritto i compagni di classe di questo ragazzo dicendomi che s’era pure vestito da militare, quindi sembrava davvero un soldato in assetto di guerra!
C’è andato convinto allora, come è capitato al ragazzo che s’è beccato una nota perché correva nei corridoi gridando: “Aiuto Dio mi insegue!”. Invece, il sito Sette in Condotta, sul portale notadisciplinare.it, è una vera e propria chicca, ricca di contenuti dove poterne lasciare anche da lettore. Tra le tante rubriche leggo che vi siete infiltrati anche nei bagni delle scuole a fotografare la miriade di scritte. Anche lì ti chiediamo di raccontarcene qualcuna.
Nota Disciplinare raccoglie tutto ciò che è legato al mondo della scuola, quindi ci si trovano le note disciplinari, le giustificazioni, le versioni di latino tradotte male e le scritte nei bagni. Riceviamo le foto dai nostri lettori e, naturalmente, pubblichiamo. Le scritte nei bagni sono spesso gli stessi bidelli a fotografarle e me le mandano scrivendo: “guardate cosa hanno combinato qui i ragazzi”. C’è uno per esempio che ha trasformato il bagno della sua scuola in un negozio di porno con tanto di foto a luci rosse.
John Beer non è il tuo vero nome, immagino. Usi uno pseudonimo per difenderti dai professori?
L’ho scelto tre anni fa quando ho creato il sito e tre anni fa ero ancora a scuola. Adesso per fortuna sono riuscito a finirla, e all’epoca avevo gli esami di stato quindi dovevo evitare che mi scoprissero. Così è nato questo fenomeno del “Sette in condotta” che era sulla bocca di tutti. Si sapeva che era uno studente proveniente da Padova, si sapeva di che scuola era ma non di chi si potesse trattare. C’erano i professori che indagavano. Il nomignolo mi ha permesso di pubblicare molto materiale anche dalla mia scuola, la maggior parte delle note pubblicate agli inizi provenivano dal mio Istituto!
Geniali le trovate di John Beer, prossimi appuntamenti che ti riguardano e che vuoi condividere con i nostri ascoltatori?
Ti do una notizia in anteprima: dalla prossima settimana aprirò una nuova sezione divertentissima e ricca di contenuti sul sito di 7incondotta che è www.notadisciplinare.it che farà sicuramente scalpore e se ne parlerà.
Leggevo che hai messo su anche una band musicale.
Sì, abbiamo fatto un singolo che si intitola per l’appunto “Sette in condotta”, che si può anche scaricare da Itunes ed è fatta in collaborazione con due artisti di Padova provenienti dalla band dei Logico!
Un saluto a John Beer!
Ciao, alla prossima.