"Io e Marilyn", ridere non basta
par
martedì 22 dicembre 2009
Pieraccioni trova la risata, ma non un senso.
Il Ciclone mi lasciò a bocca aperta. Fuochi d’artificio iniziò a storcere il mio naso. Il pesce innamorato mi chinò il capo, rassegnato.
Ma, ahimé, causa la mia istintiva simpatia per il comico toscano e le recenti promesse risate non arrivate (Cado dalle nubi), mi hanno indotto a puntare di nuovo su Pieraccioni. Fortuna, il biglietto costava solo sei euro.
Pulitore di piscine, uomo qualunque, il nostro Leo ha un matrimonio finito alle spalle (mica tanto per lui) e una figlia adolescente, sedotta dalla virilità del nuovo patrigno domatore di tigre domata di per sé e lanciatore di coltelli, invoca niente meno che la divina Marylin che lo aiuterà a recuperare il rapporto con la figlia e a fargli accettare la fine di un amore. Mai stereotipo fu più stereotipo, la diva ridacchia, dispensa buoni consigli e buoni sentimenti... niente più.
Dove vuole andare a parare il nostro toscano partito così bene? Non si capisce. Per ridere si ride, più di una volta (e di questi tempi è già tanto), il resto è foschia. Personaggi macchiette, la trama per profondità, senso e approfondimento psicologico, avrebbe da imparare dalle fiction del piccolo schermo (e ho detto tutto).
Una considerazione: Pieraccioni non è Verdone, questo si è capito.
Una proposta: il prossimo film o lo dirige o ci recita, ché così proprio non funziona.
Regia: Leonardo Pieraccioni. Con Leonardo Pieraccioni, Suzie Kennedy, Biagio Izzo, Barbara Tabita, Rocco Papaleo. Commedia, durata 96 min. Italia 2009