Dollaro al capolinea

par Guaicaipuro
mercoledì 29 aprile 2009

Il presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il nicaraguense Miguel d’Escoto Brockmann, in una dichiarazione rilasciata a VTV, la TV statale venezuelana dice che il dollaro non può continuare ad essere la moneta di riferimento mondiale. Hugo Chavez propone la creazione del "Petro", una petromoneta legata alle riserve petrolifere ed allo stesso tempo contribuisce a far nascere il "Sucre" la nuova moneta che a partire dal primo gennaio 2010 sostituirà il dollaro negli scambi internazionali tra i paesi aderenti all’ALBA. La Cina ha smesso di accrescere le sue riserve internazionali in dollari e per bocca del governatore del Banco Popolare Cinese, Zhou Xiaochuan, fa sapere al mondo che è necessaria una nuova moneta di riferimento a livello mondiale. Intanto la situazione economica statunitense si aggrava.

Fonte: La Patria Grande Caracas (http://www.lapatriagrande.net/nuove_monete_segnali_fine_dollaro.htm)


Si rafforzano sempre di più i segnali che indicano l’imminente fine del dollaro come moneta di riferimento a livello mondiale. Recentemente, il presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il nicaraguense Miguel d’Escoto Brockmann, in una dichiarazione rilasciata a VTV (tv statale venezuelana), ha detto testualmente: “Il dollaro non può continuare ad essere la moneta di riferimento per le riserve internazionali, prima di tutto perché non ha alle spalle alcun sostegno, inoltre per la mancanza di responsabilità fiscale con cui si amministra l’economia negli Stati Uniti. Non è possibile che il resto del mondo paghi le conseguenze di ciò; quindi, dovrà essere un’altra la moneta di riferimento mondiale; si sta parlando molto delle economie e delle monete regionali". Ecco le dichiarazioni di Miguel D’Escoto a VTV (17/04/2009).

 

In questa dicihiarazione Hugo Chavez asserisce testualmente: "Questa è un’opportunità per continuare a disegnare il nuovo mondo multipolare: la nuova architettura del mondo post-impero Usa, dato che l’impero del dollaro è arrivato alla fine; siamo alla caduta definitiva dell’impero yanqui. In questo parto storico è necessaro affrettare il passo vero il nuovo mondo multipolare".

Inoltre il presidente venezuelano ha aggiunto che la riunione di Doha, tra paesi arabi e paesi sudamericani, è molto importante perché ad essa partecipano 9 dei 12 paesi membri dell’OPEC (Algeria, Libia, Irak, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Ecuador e Venezuela), oltre ad altri importanti paesi produttori di petrolio indipendenti (Egitto, Brasile, Bolivia e Sudán).

Durante la settima Assemblea Generale dei Paesi aderenti all’ALBA è stata ufficializzata la nascita, a partire dal primo gennaio 2010, del “Sucre”. Si tratta di una moneta inizialmente virtuale che sarà utilizzata negli scambi commerciali tra i paesi aderenti a questa organizzazione, ma che in futuro si trasformerà in moneta fisica, reale. Esattamente come avvenuto con l’Euro. Dunque il Sucre a partire dal primo gennaio sostituirà ufficialmente il dollaro nelle transazioni commerciali nei paesi aderenti a questa nuova moneta, aperta a tutti i paesi dell’America Latina e Caraibica che ne facciano richiesta.

Di fatto oltre ai sei paesi ufficialmente membri dell’ALBA, ossia Venezuela, Cuba, Bolivia, Nicaragua, Honduras e Dominica, all’iniziativa si è aggiunto l’Ecuador, paese non ancora membro dell’ALBA e potrebbero aggiungersi il Paraguay ed altri paesi dell’America Latina.

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I segnali di un’imminente fine del dollaro arrivano anche dall’aggravarsi della situazione economica negli USA, con la continua crescita del debito pubblico, il crollo degli ingressi (tasse) e l’aumento della disoccupazione.

In particolare, il debito pubblico statunitense nell’anno 2008 è cresciuto di 1.470,63 miliardi di dollari, arrivando complessivamente a 10.699,80 miliardi di dollari, che rappresenta praticamente il 75% del PIL. Quest’anno però la situazione sembra andare molto peggio, e non potrebbe essere diversamente considerata la crisi economica in atto. Al 23 aprile 2009, ultimo dato disponibile, il debito pubblico USA è salito di altri 485,12 miliardi rispetto al 31 dicembre scorso e per il 2009 potrebbe superare i 2.000 miliardi di dollari, ossia potrebbe arriavre ad essere molto vicino al 100% del PIL.



Intanto dalla Cina arrivano due importanti notizie, entrambe tendenti a liberarsi del dollaro come moneta di riferimento mondiale. Zhou Xiaochuan (nella foto), governatore della Banca Popolare Cinese, in una nota pubblicata lo scorso 23 marzo, nel sito ufficiale della banca propone una nuova valuta globale che sostituisca il dollaro nelle transazioni internazionali e dice: "Serve una moneta non collegata ad un singolo Paese, che possa rimanere stabile nel lungo periodo e che non sia soggetta alle oscillazioni di una moneta nazionale basata sul credito". E’ chiara l’allusione al dollaro.


La Cina è il maggiore detentore di valuta statunitense e di fronte al rischio di inflazione negli USA che porterebbe ad una svalutazione del dollaro, conseguentemente sarebbe il paese maggiormanete colpito.

Dalla Cina arriva anche la notizia che sta diminuendo la crescita delle riserve internazionali in dollari. Analizzando le riserve internazionali della Cina, possiamo comprovare come si siano enormemente accresciute nell’ultimo decennio, passando dai 154 miliardi di dollalri del 31/12/1999 ai poco meno di 2.000 miliardi di dollari raggiunti alla fine del primo trimestre del 2009. Vedasi la Tabella n. 1 ed il Grafico 1.

Tabella n. 1
Dati trimestrali delle riserve internazionali cinesi in miliardi di dollari
(IV Trimestre 1999 - I Trimestre 2009)
 
 Grafico 1
 Riserve internazionali cinesi in miliardi di dollari
 (1999-2000)

Dalla stessa tabella n.1, si può comprovare che a partire dal secondo trimestre del 2008, la crescita delle riserve internazionali cinesi ha cominciato a diminuire, fin quasi ad azzerarsi. L’evoluzione della crescita delle riserve internazionali cinesi si osserva chiaramente nel Grafico n. 2.

 Grafico 2
 Variazione trimestrale riserve internazionali cinesi (miliardi di dollari)
 (1999-2000)

Perché diminuiscono le riserve internazionali cinesi in dollari? Per via della crisi?

Indubbiamente la crisi si sta facendo sentire anche in Cina, visto che la caduta del commercio internazionale ha ovviamente ridotto anche le esportazioni cinesi. In ogni caso la crisi non ha e non avrà effetti pesanti in Cina, in quanto le autorità cinesi stanno sviluppando il mercato interno; quindi gli effetti negativi del crollo dei commerici internazionali sono attutiti dal mercato interno. A testimoniarlo c’è anche la forte crescita dei mercati borsistici cinesi: la borsa di Shenzhen, quella che cresce di più al mondo, in questo 2009, alla data odierna (24/04/2009) si sta rivalutando di oltre il 43%; l’altra borsa cinese, quella di Shanghai cresce poco meno del 35%. La crisi non fermerà neppure la crescita del PIL: si stima che per quest’anno il PIL cinese crescerà del 6/7%.

La riduzione delle riserve internazionali, anche se in parte è dovuta alla stagnazione dei commerci internazionali, è probabilmente, alla luce delle dichiarazioni del governatore del Banco Popolare Cinese, più il frutto di una scelta: il timore di una svalutazione del dollaro invita le autorità cinesi non solo a smettere di accumulare dollari, ma a liberarsene, attraverso gli investimenti all’estero. La Cina, pur non essendo ancora un paese del capitalismo maturo, inizia ad essere un paese esportatore di capitali: nel 2008 ha raddoppiato gli investimenti all’estero a 52 miliardi di dollari; quest’anno, nel solo mese di febbrario sono stati investiti all’estero oltre 65 miliardi, più del’intero anno passato. Dalla Cina, dunque, segnali forti che si va verso il tramonto del dollaro come moneta di riferimento mondiale.



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