Yulia Tymoshenko condannata a sette anni di carcere per corruzione ed abuso d’ufficio
par Sergio Bagnoli
martedì 11 ottobre 2011
Molto probabilmente la Tymoshenko non finirà in carcere in quanto potrebbe essere indultata, cioè le potrebbe essere scontata la pena detentiva e lasciata solamente l'interdizione dai Pubblici Uffici per tre anni.
“Signor giudice, questa sentenza non è farina del suo sacco ma già è stata scritta dall'attuale Presidente dell'Ucraina Vicktor Yanukovyich che gliel'ha ordinata”: con queste parole Yulia Tymoshenko, la principale protagonista della “primavera arancione” del 2004 che intendeva portare aria nuova nelle staliniane stanze del potere in Ucraina, la grande Repubblica ex-Sovietica nata dalla dissoluzione della Patria del Comunismo, ha salutato questa mattina, nell'aula magna del Tribunale del rione di Pechersky a Kiev, la decisione con la quale il giudice Rodion Kireyev la condannava, per corruzione ed abuso di ufficio, a sette anni di carcere ed all'interdizione dai pubblici uffici per tre anni.
Il giudice Kireyev ha in tutto e per tutto accolto le richieste della Pubblica accusa. Nel 2009, quando sotto la presidenza del filo-occidentale Viktor Yushchenko presiedeva il governo, la “lady di ferro” di Kiev fu accusata di aver costretto l'agenzia statale ucraina per il gas, la Naftogas, ad un accordo, concernente le forniture energetiche, con la consorella russa Gazprom nettamente svantaggioso per l'Ucraina. L'accordo fu siglato dalla Tymoschenko e dal Premier Russo Vladimir Putin all'insaputa del governo ucraino. In esso si prevedeva che Naftogas avrebbe pagato a Gazprom 450 dollari ogni mille metri cubi di gas fornito. In tal modo l'erario dell'Ucraina, già di per sé sofferente, ebbe a patire un danno pari a circa 138 milioni di Euro.
L'anno scorso, quando alle elezioni presidenziali ucraine il filo-russo Yanukovych, poi risultato vincitore, si confrontò con la donna, l'accusa rivoltale di aver affamato gli ucraini con la sua condotta di governo corrotta ed autoritaria fece molto presa sull'elettorato popolare e campagnolo del grande paese slavo e ne determinò la sconfitta. Il processo, terminato oggi, è iniziato lo scorso 24 giugno, mentre, a causa del suo comportamento processuale, considerato spregiudicato ed irriverente nei confronti della Corte, la Tymoshenko dal 5 agosto si trova in carcere.
Alla notizia della condanna gli Stati Uniti d'America e l'Unione Europea hanno vivacemente protestato con il Presidente Yanukovyich. L'alto commissario europeo agli affari esteri, l'inglese Catherine Ashton ha minacciato la denuncia degli accordi commerciali esistenti ed in procinto di essere firmati tra Bruxelles e Kiev. Ora Yanukovich, che pare abbia abbandonato la politica filo-occidentale inaugurata sette anni fa dalla coppia formata da Vicktor Yushchenko e Yulia Tymoshenko, ha la strada spianata per riavvicinarsi decisamente a Mosca, cioè a quel padre- padrone che risponde al nome di Vladimir Putin, con il quale comunque la Tymoshenko fece i suoi affari, il cui obbiettivo è di riportare sotto l'ala protettiva russa pure la riottosa Repubblica ucraina. Probabilmente a breve l'Ucraina entrerà a far parte di quella che è già stata definita da alcuni “l'altra Unione europea, o meglio euro- asiatica" e cioè dell'Unione doganale tra Russia, Bielorussia e Kazakisthan. Certamente ne alle elezioni legislative dell'anno prossimo ne a quelle presidenziali del 2015, in forza della condanna all'interdizione dai pubblici uffici patita, la Tymoshenko potrà presentarsi. E', in fondo ciò che premeva a Yanukovyich.