Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case

Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case

par Giovanni Pulvino
martedì 30 dicembre 2025

‘Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici: considerate se questo è un uomo’, Primo Levi

Nei paesi occidentali si è festeggiato il Natale ed ora ci si prepara ai botti di Capodanno, ma ci sono luoghi dove non è festa, ma solo sofferenza e dolore. E non è solo una questione religiosa o di calendario. A Gaza i bambini anche volendo non festeggiano. È un Natale che non avrebbero voluto vivere. Ed è un Capodanno che ricorderanno loro malgrado.

Vivono in tende di fortuna. Subiscono le intemperie dell’inverno. Non hanno cibo a sufficienza, non hanno indumenti per proteggersi dal freddo, non hanno un tetto per ripararsi dalla pioggia e dal vento, non hanno nulla, non hanno niente da festeggiare.

Cosa hanno fatto di male per meritarsi tutto questo? La loro unica colpa è quella di essere nati nel posto e nel momento sbagliato. E non possono cancellarsi. Continuano a subire l’occupazione di quella che ancora in molti in malafede continuano a definire l’unica democrazia del Medio oriente.

Malnutrizione, freddo, mancanza di cure, bombe e proiettili, ma che vita è? Sono fantasmi che vivono in tende fatiscenti, sono vittime tre volte: del suprematismo ebreo, del neo colonialismo occidentale, del genocidio negato da chi sta festeggiando senza rimorsi di coscienza il Natale e il Capodanno. 

Si, è genocidio, e sta succedendo di nuovo, anzi è successo di nuovo.

Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici: considerate se questo è un uomo. Che lavora nel fango, che non conosce pace, che lotta per mezzo pane, che muore per un sì o per un no. Considerate se questa è una donna, senza capelli e senza nome, senza più forza di ricordare, vuoti gli occhi e freddo il grembo, come una rana d’inverno. Meditate che questo è stato: vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore, stando in casa andando per via, coricandovi alzandovi, ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, la malattia vi impedisca, i vostri nati torcano il viso da voi’, Primo Levi.

Ancora oggi come 75 anni fa c’è chi non può dimenticarsi.

Fonte da Se questo è un uomo di Primo Levi

Gaza, 23 dicembre 2025 - Foto da assopacepalestina.org


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