Venezia è la città dove l’arte deve saper sfidare la censura del politicamente corretto
par Marco Barone
venerdì 8 maggio 2026
L'arte deve saper stupire, deve saper incuriosire e soprattutto scatenare polemiche, altrimenti che arte sarebbe?
Si cadrebbe nella banalità del niente. Venezia è la città d'arte per eccellenza, una cornice fantastica, che forse un giorno seguirà le orme di Atlantide oppure chissà, presa d'assalto dal turismo consumistico di massa, ma che riesce, malgrado a tutto, a preservare la sua anima e la sua identità. Città internazionale, dove si parla forse più l'inglese che l'italiano o il veneto. L'arte a Venezia non deve conoscere censura, deve saper osare, andare oltre ogni geopolitica, qui l'arte deve essere terra franca e infischiarsene delle regole dettate dal solito politichese che altra conseguenza non ha che quella di inquinare l'arte e annientarne l'essenza. Le polemiche da quattro danari senza alcun valore etico che hanno riguardato la grande censura verso il padiglione russo è una pagliacciata degna di un mondo isterico. Non significa legittimare l'operato di un dittatore reazionario, anzi, censurare il padiglione russo o qualsiasi altro questo sia, significa solo fare il gioco di chi altro che non vuole che questo. Ma l'imbecillità umana è così arrivata ad uno stato elevato che non si rendono mica neanche conto dei pasticci clamorosi che fanno! L'arte deve andare per la sua strada e continuare ad esprimersi per osare. Altrimenti non è più arte ma un politicamente corretto che farà schiantare questa società in modo ridicolo come le censure altrettanto ridicole che vengono proposte verso l'arte e la cultura!