Venezia, che delusione

par Paolo Lunardelli
lunedì 16 agosto 2010

Venezia. Città che ostenta bellezza e ricchezza ma alle famiglie non riesce a dare servizi all’altezza della fama. Forse vuole restare nell’immaginario collettivo la città degli innamorati, delle coppie. Ma i figli dove li mettiamo? Avete idea di quanto costano a Venezia?

Un pomeriggio a Venezia. Possiamo permettercelo noi friulani perché con l’autostrada aperta a rate ci mettiamo 45 minuti ad arrivare al tronchetto. Siamo abbastanza esperti per trovare un parcheggio gratis, ma se vogliamo fare un giro sul Canal Grande bisogna salire su un vaporetto.
 
Viaggiare con i tre figli (uno è rimasto a casa) a Venezia è un salasso ed una esperienza non propriamente positiva. Alla biglietteria spiego che ci sono due adulti e poi ragazzi di 13, 7 e un anno, risultato 26 euro! I bambini pagano come gli adulti, il neonato per fortuna no. Anche a Milano la metropolitana ha un biglietto unico per adulti e ragazzi ma il costo è di un euro per 75 minuti di viaggio in cui puoi raggiungere qualsiasi punto interessante della città. Non può neanche sostenere l’ACTV (l’azienda trasporti locale) che i bambini occupano lo stesso sedile degli adulti in quanto spesso… si sta in piedi, tutti democraticamente.
 
Che la differenza tra 1 euro e 6,5 della tariffa veneziana sia una vera e propria tassa sul turista, ma soprattutto sulle famiglie, è evidente perché anche a Venezia ci sono le tariffe da 1 euro, ma sono solo per i proprietari di cartavenezia, la tessera dei residenti e lavoratori. Ora che scrivo dopo essere andato a veder il bilancio di ACTV mi incazzo ancora di più perché con tutto il traffico che ha, tutti i giorni dell’anno, questa azienda non riesce ad essere in attivo con il reddito operativo, robe da metterci una bomba e ripartire da zero.
 
Per una famiglia che si approccia a Venezia le sorprese non finiscono al vaporetto perché se poi, per evitare altrettanti euro si decide di fare ritorno a piedi tra le romantiche calli veneziane ci si imbatte nell’ostacolo “ponti”. Non uno che abbia un settore di 50 centimetri a scivolo per le carrozzine. Non ditemi che deturpa la bellezza di Venezia. Non la deturpa più della presenza dei gondolieri attaccabrighe, negozianti cafoni e servizi commerciali sporchi. A sentire certi leghisti parlare male dei meridionali verrebbe voglia di tagliare l’Italia al di là del Livenza... e ricucirla dopo il Po.

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