Venezia – Al Teatro Malibran, Pagliacci

par marina bontempelli
mercoledì 7 ottobre 2026

Fiero successo per il nuovo allestimento della Fondazione Teatro La Fenice in collaborazione con la Scuola di Scenografia e Costume dell’Accademia di Belle Arti di Venezia.

Penultima opera lirica in calendario per la stagione in corso, il Teatro ha proposto la celebre opera di Ruggero Leoncavallo come opera singola affidata per la regia ad Andrea Bernard che osserva a buon diritto come questa veste solitaria offra allo spettatore l’occasione rara di concentrarsi pienamente sulla drammaturgia del capolavoro verista, permettendo di goderne e comprenderne l’assoluta potenzialità e la densità qualitativa senza distrazioni esterne. Bernard attualizza la vicenda abbandonando la piazza del paesino calabrese di fine Ottocento per trasferirla all’interno del set televisivo di una sitcom registrata dal vivo, completa di pubblico in studio.

Le luci di Andrea Benetello contribuiscono all’evoluzione emotiva della vicenda e alla sua contestualizzazione attuale narrata anche dai costumi di Tracey James. Questa intelligente intuizione registica, realizzata su scene di Martina Calore ha risentito però del limite di una resa scenografica compressa nel piccolo palcoscenico del Teatro Malibran, modesto per ospitare la mole di elementi visivi previsti dalla produzione: tribuna, arredi di scena, protagonisti, Coro del Teatro, Coro dei Piccoli Cantori, cineoperatore e fonico e lo spazio, dunque, in certe fasi è risultato visivamente saturo sacrificando l’efficacia della messinscena. Sul podio Daniele Callegari rifugge qualsiasi tentazione verista evitando la trappola di sonorità sguaiate. Il suo lavoro sull’orchestra si è distinto per una lettura moderna della partitura tenendone presente, da sua stessa dichiarazione, l’orchestrazione assolutamente sinfonica e riconoscendo all’orchestra la vera voce della storia.

L’Orchestra del Teatro ha assecondato magnificamente il maestro rispondendo con precisione alla ricca tavolozza di colori sfumati. Altrettanto convincente il comparto corale composto dal Coro del Teatro La Fenice, diretto da Elena Pierini, al suo debutto in Teatro, e dal Coro dei Piccoli Cantori Veneziani, istruiti da Diana D’Alessio. Veramente di pregio la prova del cast vocale: Nedda è stata impersonata dal soprano Selene Zanetti, la cui interpretazione è stata contrassegnata da un’energia appassionata sostenuta da una voce di grande qualità, dalla linea di canto limpida e dalle mezzevoci intime e dolcissime.

Dimitri Platanias, nel ruolo di Tonio si è distinto fin dal Prologo per potenza ed espressività vocale. La vocalità longeva, di grande personalità e intensità di fraseggio intelligente di Gregory Kunde ha dato vita ad un convincente Canio. Pregevoli le prove di Alberto Petricca, Silvio e Andrea Schifaudo, Peppe. Ottimo successo con numerose chiamate agli interpreti, al direttore e ai principali collaboratori, applausi anche a scena aperta dopo le arie più drammatiche.


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