Usa, “massicce violazioni dei diritti umani”. Amnesty chiede l’abolizione dell’Ice
par Riccardo Noury - Amnesty International
giovedì 29 ottobre 2026
In un nuovo rapporto sugli Usa diffuso oggi, Amnesty International ha denunciato massicce violazioni dei diritti umani commesse dall’Agenzia per le dogane e l’amministrazione (Ice), dall’Agenzia delle dogane e della polizia di frontiera (Cbp) e da altre agenzie federali durante quattro operazioni militarizzate e su vasta scala contro l’immigrazione a Chicago, Minneapolis-St Paul, New Orleans e Washington DC, ordinate dall’amministrazione Trump.
Il rapporto, intitolato “Noi avevamo i fischietti, loro le armi”, denuncia il sistema di detenzioni ed espulsioni voluto dall’amministrazione Trump, alimentato da narrazioni false, xenofobe e razziste, i cui obiettivi sono arrestare e cacciare dagli Usa il maggior numero possibile di persone migranti, richiedenti asilo e rifugiate e, in forma più ampia, seminare la paura all’interno delle comunità migranti residenti negli Usa.
L’amministrazione Usa – si legge nel rapporto – è responsabile di uccisioni illegali, alcune delle quali potrebbero costituire esecuzioni extragiudiziali; detenzioni arbitrarie e discriminatorie in isolamento dal mondo esterno, comprese possibili sparizioni forzate e che potrebbero in alcuni casi corrispondere a tortura; repressione violenta delle proteste pacifiche mediante l’uso di gas lacrimogeni e spray al peperoncino; infine, viene denunciato l’impiego illegale di tecnologie di sorveglianza e di riconoscimento facciale.
L’Ice venne creata nel 2003, quando dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001 s’impose un modello di sicurezza estremamente problematico. Da allora, Amnesty International e altre organizzazioni hanno denunciato le violazioni dei diritti umani commesse dall’agenzia e la preoccupante assenza di supervisione e di assunzione di responsabilità. Ma è dal gennaio 2025 che la dimensione e l’orrore delle operazioni dell’Ice, finanziate da miliardi di dollari e alimentate da una persistente impunità, hanno raggiunto nuovi livelli.
Gli agenti federali dell’Ice agiscono all’interno di un contesto istituzionale, fortemente sostenuto e ampliato dall’amministrazione Trump, nel quale prassi violente e discriminatorie in materia d’immigrazione sono state incoraggiate da alti funzionari dello stato, compreso lo stesso presidente Trump: gli agenti operano spesso senza identificarsi e col volto coperto; le garanzie per prevenire e punire comportamenti illegali sono state indebolite se non smantellate; alle violazioni dei diritti umani hanno raramente fatto seguito indagini concrete e accertamento delle responsabilità.
Sulla base delle conclusioni cui è giunta a seguito della propria ricerca, oggi Amnesty International si è unita a coloro che chiedono l’immediata abolizione dell’Ice.