Ue – Israele: “L’accordo di associazione va sospeso”
par Riccardo Noury - Amnesty International
venerdì 8 maggio 2026
L’ultima iniziativa l’hanno assunta i ministri degli Esteri di Slovenia, Irlanda e Spagna e l’ha resa nota proprio il governo di Lubiana:
“Chiediamo un’azione dell’Unione europea sul Medio Oriente: i diritti umani e il diritto internazionale devono rimanere i nostri principi-guida. L’Unione europea non può restare a guardare”, hanno scritto i responsabili della diplomazia dei tre stati membri a Kaya Kallas, alta rappresentante per la politica estera e vicepresidente della Commissione.
“Le nostre molteplici richieste al governo israeliano di rispettare i suoi obblighi giuridici e morali e di invertire le sue politiche sono rimaste inascoltate”. Segue un lungo elenco di obblighi non rispettati e la chiusura:
“Chiediamo che il prossimo incontro dei ministri degli Esteri si occupi dell’accordo di associazione con Israele. La precedente revisione riguardante il rispetto, da parte di Israele, dell’articolo 2 ha concluso chiaramente che Israele sta violando i propri obblighi e da allora la situazione è peggiorata”.
Dopodomani, martedì 21 aprile, proprio del futuro di quell’accordo, entrato in vigore nel 2000, si dovrebbe parlare. L’articolo 2 è una clausola riguardante il rispetto dei diritti umani.
La revisione risale al giugno 2025 ma non ha portato a nulla. Da allora, Israele ha portato avanti il genocidio nella Striscia di Gaza, accelerato l’occupazione illegale e sempre più mortale della Cisgiordania, rafforzato il sistema di apartheid contro la popolazione palestinese sotto il suo controllo e, alla fine di marzo, ha ampliato l’uso della pena di morte con una legge che di fatto ne prevede l’applicazione esclusivamente ai palestinesi. In Libano, le forze israeliane hanno ucciso e ferito centinaia di civili, ne hanno sfollati migliaia e hanno colpito strutture mediche, operatori sanitari e giornalisti.
L’Unione europea è il principale partner commerciale di Israele e può e deve usare il suo peso economico e finanziario per chiedere il rispetto del diritto internazionale. Se non lo fa, è complice delle sue violazioni.
A chiedere la sospensione dell’accordo di associazione è oltre un milione di cittadine e cittadini dell’Unione europea.
Tra gli stati membri più contrari alla sospensione ci sono Italia e Germania. Amnesty International ha lanciato una petizione per chiedere alla presidente del consiglio Meloni e al cancelliere Merz di cambiare idea.