Trump minaccia di impiccagione gli avversari politici
par Ezio Boero
lunedì 24 novembre 2025
Non è nuova la minaccia di Trump di ammazzare chi avversa le proprie azioni o opinioni. Come minimo la sua attitudine a dare spazio con le sue affermazioni alla furia, non sempre solo parolaia, di alcuni dei suoi estremi sostenitori. In un Paese che detiene 400 milioni di armi individuali.
Ora ha trovato una nuova occasione in una iniziativa di sei parlamentari del Partito Democratico che hanno rilasciato una dichiarazione evidentemente contraria all'utilizzo progressivo delle forze armate in funzione di ordine pubblico. Come i ripetuti interventi dei marines nelle grandi città, amministrate dai democratici, a partire da Los Angeles, per appoggiare i rastrellamenti di personale mascherato della polizia di frontiera contro immigrati che Trump considera da espellere / deportare dal Paese in numero di 11 milioni.
L'utilizzo di militari in ordine pubblico, sebbene avvenuto nel caso delle grandi storiche rivolte dei quartieri neri, è stato finora solitamente limitato dall'Insurrection Act del 1807 a circostanze veramente estreme che permettono il dispiegamento di truppe con la sola decisione presidenziale e senza l'approvazione del Parlamento; e soprattutto su richiesta di un governatore di uno Stato. Mentre in questi ultimi mesi, vere e proprie truppe di occupazione, sono arrivate in alcune grandi città statunitensi contro il parere di sindaci e governatori.
In questo contesto, i sei parlamentari, che hanno prestato servizio con alti gradi nell'esercito e della marina statunitensi o nella CIA, hanno osservato che l’amministrazione Trump “sta mettendo i nostri militari e dell'intelligence in uniforme contro i cittadini”. E hanno aggiunto che malgrado Trump “come noi, abbia giurato di proteggere e difendere la Costituzione ... in questo momento le minacce alla nostra Costituzione non vengono solo dall’estero, ma da qui nella nostra Nazione”. Hanno infine ricordato che i militari possono rifiutare gli ordini illegali anche se ciò potrebbe essere duro e che è "un momento difficile per essere un funzionario pubblico” ma che è necessario difendere “le nostre leggi, la nostra Costituzione”
I sei sono, della Marina il senatore Mark Kelly dell'Arizona, il deputato Chris DeLuzio della Pennsylvania e la deputata Maggie Goodlander del New Hampshire; la senatrice Elissa Slotkin del Michigan (CIA); la deputata Chrissy Houlahan della Pennsylvania (Aeronautica) e il deputato Jason Crow del Colorado (Esercito).
Il loro video è stato pubblicato sui social media martedì 18 novembre e in due giorni aveva già avuto 12 milioni di visualizzazioni, di fronte alle quali si è scatenato un attacco di appartenenti al Partito Repubblicano.
L'apice è stato raggiunto finora giovedì 20 novembre con un commento al video dei sei da parte di Trump che ha scritto. "Questo è davvero brutto, e pericoloso per il nostro Paese. Le loro parole non stanno in piedi" e in maiuscolo ha aggiunto: "COMPORTAMENTO SEDIZIOSO DA TRADITORI! CHIUDERLI A CHIAVE (IN PRIGIONE)". Non contento di ciò, ha ripubblicato messaggi di suoi sostenitori, definendo tra l'altro i sei come “terroristi domestici” e sollecitandone l'arresto o la morte. Tra i post che Trump ha girato ce n'è infatti anche uno che sollecita la loro impiccagione con la frase : “HANG THEM. GEORGE WASHINGTON WOULD!!” (Appendeteli, come Washington avrebbe voluto!!)
La senatrice Slotkin ha risposto all'esplicita minaccia di morte di Trump con un suo video in cui afferma il rifiuto di "essere intimidita mentre difendo la costituzione del Paese che amo".
Mai come oggi, dai tempi della guerra civile tra il 1861 e il 1865, gli Stati Uniti sono così divisi. Lo dimostrano da un lato un susseguirsi di provvedimenti revanscisti di questa seconda presidenza Trump che attaccano sia le persone più deboli (immigrati, senza casa, dipendenti pubblici), sia il ridotto Stato Sociale e le difese dell'ambiente. In un quadro di accentramento presidenziale e di attacco alla democrazia che travalica ogni precedente storico, attaccando anche i cardini dell'equilibrio di poteri stabilito a suo tempo dai fondatori di quella Nazione.
A ciò si stanno contrapponendo grandi ricorrenti manifestazioni contro il nuovo Re degli Stati Uniti. Come i 7 milioni di statunitensi scesi in piazza in 2.700 eventi il 18 ottobre scorso.
Fonte:
D.Corn, Trump Endorses Hanging Democratic Members of Congress, Mother Jones, 21.11