Tolgono ai poveri per dare ai ricchi!

par Giacomo Onorato
mercoledì 16 luglio 2025

Le confraternite nacquero nel Medioevo, principalmente come associazioni di fedeli con lo scopo di promuovere opere di pietà e carità, oltre a rafforzare il culto pubblico. Erano anche una risposta al bisogno di pace, riconciliazione e misericordia in un periodo storico spesso segnato da conflitti e difficoltà. 

Ovviamente, nel corso dei secoli, il loro patrimonio si implementò a dismisura in virtù di donazioni, legati testamentari e lasciti ereditari. Furono creati hospitales, monti di pietà, brefotrofi, ed altre iniziative sempre volte all’assistenza dei lazzari, dei poveri, degli emarginati.

E’ così - ad esempio - che l’Augustissima Arciconfraternita della SS. Trinità dei Pellegrini di Napoli vanta oggi un cospicuo patrimonio composto da 850 cespiti tra immobili e terreni.

Tuttavia, purtroppo, qualcosa è cambiato: nel processo di massificazione del turismo locusta che sta devastando l’identità partenopea, la suddetta Arciconfraternita giuoca un ruolo non marginale.

Al di là dei proclami lanciati a mezzo stampa dal neo rieletto “Primicerio” (una sorta di gran maestro) Giovanni Cacace, votato “bulgaramente” da meno della metà degli aventi diritto (se si fossero presentati al voto tutti e 700 i confratelli…), ci sono circostanze acclarate inerenti la gestione e la destinazione del patrimonio immobiliare che lasciano quantomeno perplessi.

Proviamo a fare qualche esempio “a campione”: 

  1. al Confratello Wurzburger Gianfranco, 57enne onnipresente imprenditore del sociale e da qualche mese dipendente della Curia Arcivescovile di Napoli, viene dato in fitto a prezzo stracciato un lussuoso appartamento nel quale lo stesso imprenditore realizza il B&B “La Dimora del Conte” piazza Cavour, civico 58 Piano 3° sub 8 consistenza 10 vani 258 mq.
  2. alla sorella nubile del Rev. Antonio Loffredo, già ministro di culto ma oggi mercante d’arte, viene concesso in fitto un appartamento sito nel medesimo stabile, piazza Cavour civico 58 Piano 2° sub 6 consistenza 8,5 vani 245 mq. dove il sacerdote convive con la stessa ed altra sorella divorziata. E’ opportunamente da precisare che il Loffredo possiede un appartamento in Via Salvator Rosa, civico 299, Piano 1° consistenza 6 vani mq. 169. Appartamento del quale,catastalmente risulta che il diritto di proprietà, è della moglie del presidente della Coop. “La Paranza” creata dal medesimo Don Antonio Loffredo e il diritto ad abitare risulta suo.
  3. al Confratello Dario Auriemma, giovane imprenditore (?) sono stati ceduti in fitto diversi appartamenti per la realizzazione di “Casestudenti srl”: immobile sito in Via Giovanni Ninni civico 4 Piano 2 consistenza 6 vani; immobile sito in Vico Belvedere a Pignatelli civico 8 Piano 2 consistenza 9 vani 214 mq.; immobile in Vico Belvedere a Pignatelli civico 8 Piano 3 consistenza 9,5 vani 245 mq. Sulla pagina di Facebook si legge che il prezzo varia in base alla grandezza della camera tra 300,00 €, 330,00, 350,00 € e 370,00 € mensili, con letto matrimoniale, mentre sul sito casestudenti.it, si legge, che per ogni stanza, illustrata e numerata da 1 a 9, il prezzo mensile varia da 380 €, 400 € e 450 € (SIC!) 

Dunque, appartamenti che si potevano concedere in fitto ai tanti che cercano invano casa a Napoli, vengono lobbisticamente ceduti a confratelli per farne business oppure ai “soliti noti” segnalati dalla Chiesa o dalla politica: potremmo definirla una forma di carità “pelosa”.

La questione è già stata denunciata, anche con pubbliche manifestazioni, da enti e realtà che cercano di opporsi a questa logica meramente orientata al profitto stratosferico di alcuni beneficiari.

In proposito riportiamo anche l’opinione dell’avvocato Elena Coccia, da sempre impegnata nella difesa dei più deboli :

“Quando si parla di gentrificazione (ossia quel fenomeno che spinge gli abitanti fragili di una città, a spostarsi sempre più verso le periferie perché gli immobili del centro acquistano ancora più valore, e soprattutto vengono trasformate in accoglienza turistica) si tiene conto soprattutto del patrimonio immobiliare del Comune e degli altri Enti( il patto- pacco per Napoli,).Non si parla invece di un altro fenomeno altrettanto inquietante: la vendita degli immobili della Curia e delle arciconfraternite. Si tratta di un patrimonio immenso, tra Curia, arciconfraternite commissariate, fondazioni...parliamo di migliaia di immobili.

Ora facciamo un ragionamento: come giungono alle arciconfraternite o alla curia dei beni immobiliari? Attraverso donazioni, spesso con vincoli, per esempio che il bene possa essere assegnato ai poveri. È così? Una ricerca fatta da Giacomo Onorato ci dice che non è sempre così, che taluni hanno avuto a prezzi di favore immobili rilevanti anche di oltre centinaia di mq. Ci dice anche che qualcuno ha trasformato questi immobili in B&B aumentando la gentrificazione. Dalla Chiesa ci aspetteremmo un trattamento differente, ci aspettavamo anche che il Sindaco di questa città, che non deve solo pensare alle finanze, potrebbe fare dei protocolli di intesa perché la città non si svuoti di più”.

Cav.Giacomo Onorato


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