Tele Meloni fa irruzione a Domenica In

par Mario Barbato
lunedì 22 settembre 2025

La Rai è diventata Cine Luce. Si è inchinata alla propaganda meloniana. Non parliamo solo di telegiornali e talk show che divulgano informazioni a uso e consumo del governo di Giorgia Meloni, ma anche dei programmi di intrattenimento in cui la politica non dovrebbe nemmeno entrare. E invece ieri, a Domenica In, condotta da Mara Venier, è andata in onda un’altra puntata di Tele Meloni, con la premier che, in collegamento a distanza, si è esibita in un comizio pubblico nella Tv di Stato. 

L’intervento a casa Venier ha avuto lo stesso effetto di un predicatore che entra in un locale nel bel mezzo di una festa. I telespettatori saranno rimasti disturbati nel vedere un politico abusare del suo potere, permettendosi il lusso di servirsi a suo piacimento di un servizio pubblico pagato con i soldi dei contribuenti. Le opposizioni si sono ribellate a questa dimostrazione di abuso e sopruso, ma il problema non è Meloni, ma è la Rai stessa, che ubbidisce senza batter ciglio alle ingerenze del potere. Non che questo sia un problema solo di oggi. Sia ben chiaro. Ai tempi della Democrazia Cristiana, la Rai era la portavoce dei governi di destra, tranne Rai 3 che fu lasciata al Partito Comunista, ma nessun politico della Prima Repubblica si permetteva di intromettersi in un programma dedito allo svago. 

Se con le reti Mediaset questa intromissione è giustificata dalla presenza in politica della famiglia Berlusconi, prima per vie dirette con il patron Silvio e adesso per vie indirette con i finanziamenti che gli eredi del Fu Cavaliere elargiscono a Forza Italia, con la Rai questo non è tollerabile, perché la Rai è un salotto a disposizione degli italiani, non è una tribuna al servizio dei politici. Tanto meno al servizio di una capa del governo che dribbla i giornalisti, fugge dalle conferenze stampa, ma si connette a Domenica In, senza contraddittorio, per raccontarci del suo pranzo della domenica ed elogiare la cucina italiana come eccellenza del Made in Italy promossa dal suo governo. Per Meloni è più comodo rispondere alle domande, anzi alle non domande di Mara Venier, che giornalista non lo è mai stata, piuttosto che fare quello che dovrebbe fare un capo del governo: rispondere alle domande dei giornalisti veri sul suo operato come primo ministro e non come cuoca. E tutto questo mentre i vertici della Rai stanno zitti, senza avere nemmeno la decenza di dire che uno spot simile in una fascia pregiata, come quella della domenica pomeriggio, e per giunta a poche settimane dalle elezioni regionali, non dovrebbe nemmeno essere trasmesso. 

Grazie a questa sottomissione televisiva al governo di destra più di destra che gli italiani hanno conosciuto negli ultimi anni, Giorgia Meloni ha potuto permettersi di fare irruzione nelle case degli italiani, nel bel mezzo di una festa, per dire quanto è bello, bravo e buono il suo esecutivo. Una premier che quando era all’opposizione aveva criticato l'intervento a Domenica In di Giuseppe Conte che, in piena pandemia, aveva parlato della necessità di prendere le debite precauzioni per evitare che il virus si propagandasse come un incendio fuori controllo. E adesso che è diventata lei la presidentessa del Consiglio, dimentica le polemiche passate e mette in piedi un siparietto con Mara Venier sulle eccellenze culinarie nostrane direttamente dal Colosseo, senza che la Commissione di Vigilanza della Rai apra bocca, chiedendo conto di questa entrata fuori luogo e fuori contesto, ma definendo l'indecente marchetta "una pagina di autentico Servizio Pubblico". Benvenuti a Cine Luce.


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